Oggi è il 9 … eeembé?
Ecco la telecronaca del classico 8 Dicembre, così come si svolge a casa mia tutti gli anni oramai da moltissimo tempo.
Fase Uno: La Preparazione
1) Andare in cantina dove la temperatura è polare e pure i pinguini ti prendono per il culo
2) Caricare nell’ascensore le 7-8 scatole piene di addobbi più mole immane dell’albero di vera plastica cinese che da 7 anni sopravvive alle intemperie del garage (temperatura polare, polvere, fango quando piove)
3) Scaricare tutto in casa: a questo punto fa la sua comparsa la gatta Pallina che deve annusare prima tutto sennò non ti fa combinare nulla
4) Provare le lucine dell’ albero con annesse bestemmie in lingua uro-finnica perchè non fanno mai e tocca andarle a ricomprare
Fase Due: La Sequoia di Natale
Si narra ora come viene montato l’albero di vera plastica cinese, un arnese che, seppur dopo 6 Natali, non ha perso tutti i brillantini argentati, che così, pure quest’anno, si sono riverasati sul parqué e non si tolgono a meno di usare la lingua.
Si chiama Sequoia di Natale perchè l’albero è orrendamente alto e panciuto e io, povera nana, devo usare la scaletta per arrivare in cima.
1) Togliere i pezzi della sequoia
2) Montarli e allargare bene i rametti sennò si vede che è finto e Natolia te lo fa fare di nuovo
3) Allargare bene i rametti
4) Allargare bene i rametti (anche quest’anno l’abbiamo fatto più volte)
Fase Tre: Le Maledette Lucine di Natale
Dicesi maledette perchè sono tante, con le prese assurde (quindi urgono sempre convertitori che non si trovano mai) e che stanno su di una ciabatta artigianale che rischia il corto ogni due minuti (quest’anno la ciabatta si è evoluta in una più moderna ad opera del Papino).
Inoltre, le stronzissime lucine, fanno una sì e una no e hanno questi fili lunghissimi che io, povera schiappa, mi ci incastro sempre stile mummia.
La cosa più bella è vedere mio fratello, il filosofo strutturalista Lorenzus De Pinzimonius, che mi guarda e non alza un dito.
Per mettere le lucine ci vuole circa un ora.
Fase Quattro: Le (Due … non di più) Palle di Natale
La Leggenda delle (Due?) Palle di Natale della Stirpe dei Tontolin narra che in principio vi fu Natolia che, incinta del filosofo pre-socratico Lorenzus De Rompiballus, si mise a farle da stoffe americane, ovatta e raso rosso.
Così ebbe inizio la prima delle numerose Palle di Natale che raffigurano nell’ordine: Babbo Nachele (^__^), Pecore, Cavallini, Galline etc etc …
Galline, Cavallini e Babbi Natali, stando da soli per 11 mesi su 12 a non far nulla nel buio del garage, hanno deciso da molti anni di impiegare il loro tempo nel riprodursi a caso: così accade che ogni 8 dicembre sulla Sequoia di Natale ci siano nuove palle delle quali non eravamo a conoscenza.
Sono di stoffa, legno, ceramica, pasta di pane, plastica e sono tante, grasse e pacchiane, così come panciuta e pacchiana è la Sequoia.
Ma a noi piace così, il vetro snob lo lasciamo a quelli che non hanno in casa una gatta psicolabile (Pallina) che salta ovunque e tira giù addobbi per hobby (per non parlare di quando si mette sotto la sequoia e la fa tremare tutta stile Tremors).
Dimenticavo di aggiungere che prima di mettere le (molte) palle sulla sequoia bisogna attendere con religioso silenzio che Natolia stiri tutti i laccetti di raso rosso, attività pressochè inutile perchè dopo 5 minuti si fa il fiocco attorno al ramo e si sgualcisce di nuovo.
Noi, uomini dotati di intelletto, abbiamo cercato di spiegarlo a Natolia, ma lei insiste …
Vi risparmio la descrizione dell’addobbamento di tutta la casa con annesse campanelle, candele, presepi da ogni dove, carillon, ghirlande e palle decorative della grandezza di un pallone da basket.
New Entry per quest’anno … udite udite il Babbo Nachele (^__^) che se batti le mani inizia a muoversi e a cantare.
Adatto a spaventare animali e bambini, ideale per svegliare dormiglioni recidivi (stile l’ammmormio).
In compenso anche quest’anno c’è stata la mobilitazione del fronte animalista per la salvaguardia e la liberazione delle pecorelle del presepe.
Riporto un piccolo stralcio del proclama.
“Noi,
Del Fronte Liberazione Povere Pecorelle del Presepe dall’Obbligo di Stare Davanti alla Capanna,
Sosteniamo anche quest’anno il loro diritto di scorrazzare liberamente per le montagne e le colline invece di piazzarsi davanti a Gesù Bambino.
Rinnoviamo la nostra ferma decisione a sovvertire il Sistema imposto dalla Dittatrice Natolia e promettiamo guerriglia e spostamenti programmatici delle suddette pecore da dove sono poste fino alle alte vette delle montagne, dove potranno bere acqua più pura e mangiare l’erba più buona.
Sempre quelli che spostano pecore e/o statuine dei presepi alias
Comandate Schiappa in Capo Wizarts
Sub-Comandante Adramelch
Sergente Lorenzus”
Per fortuna è successo anche che:
1) Natolia si è accontentata di un solo presepe con borraccina
2) Papino non è sbroccato come accade tutte le volte che non funzionano le lucine
3) I Parenti non ci hanno invaso la casa
4) Natolia non mi ha stressata con la storia delle pecore sui monti
5) Il Presepe grande l’ha fatto Lorenzus