Cosa succede ad una povera ragazza, poco babbanamente vestita, quando decide di immergersi nel caos più assoluto dei saldi per comprarsi qualcosa?
Primo: annaspa tra golf, maglioncini e twin set color pastello, rosa, giallo, arancione, verde e turchese, cercandone uno ed uno solo che sia nero; allora, non avendolo trovato, si affanna dietro ad una commessa babbana e le chiede, gentilmente, se è contemplato il colore nero per i maglioni, la suddetta commessa, frastornata dal vociare delle donne accalcate per fare scorta di maglioni in saldo, risponde che non ne ha idea. Poteva anche dirmi che il nero non era contemplato come colore, e che, in questa era di ottimismo contemporaneo obbligatorio si accettano solo colori allegri e rilassanti.
Secondo: riesce ad incastrarsi in un corsetto, nero, di taglia troppo grande per il suo seno, ma troppo piccola per il suo torace. Alla fine, dopo un numero da contorsionista+houdinì riesce a liberarsi dall’immondo aggeggio e giura a se stessa che mai più in vita sua avvilirà il suo corpicino in una tale fastidiosa tortura.
Terzo: seppur armata di buona volontà a comprarsi qualcosa che sia anche solo lievemente colorato (giusto per evitare la classica battuta della NatiNarcissaMalfoyDominatrix alias Sua Madre: “Ma non ce l’avevi già *nomedell’abito* nero???”) alla fine esce dal franchising spagnolo con tre capi di abbigliamento neri, assolutamente neri.
Nell’ordine: golfino, camicetta, gonna (bellissima, da vera gothic lolita).
E, a chi le dice: “Ma perchè ti vesti sempre di nero?” le risponde “Così sono sempre pronta per un funerale!”.
Infine, a compimento di questa augusta giornata, un ringraziamento particolare ad un nostro prof per il suo excursus filosofico-informatico di questo pomeriggio, che ha spiazzato tutta la magnifica platea, già provata dal pranzo.
Mai chiedere ad un ingegnere informatico cosa è successo nel mondo prima dell’avvento di Turing e della sua macchina, potrebbe restarci male e rispondere: “Ma prima della Macchina di Turing non c’era nulla!”
Per l’Ingegnere Informatico medio (tra i quali io non mi metto, io sono un tipico esempio di ingegnere+artista) in principio c’era il bit, che fluttuava sereno in bus grandissimi, nello spazio di indirizzamento infinito, poi venne il suo primo profeta, tale Turing, che disse “Io costruisco una macchina bellissima, che riuscirà a simulare il comportamento umano, e se ci riuscirà, allora sarà nata l’Intelligenza Artificiale”. Così ha inizio la Storia per l’Informatico Medio, prima di Turing, invece, c’era probabilmente solo un brodo primordiale di matematica, fisica, chimica e scienze naturali.
Insomma, ‘fanculo a Cartesio, Newton, Fourier, Fermat … pensatori deboli.
Tzé Tzé …
Con un po’ di snobbismo insito nella mia natura, posso affermare che esistono parole che in bocca ad un informatico stonano, tipo dicotomia, cognitivismo, epistemologia, deontologico … tu le pronunci e loro credono che tu abbia detto una parolaccia.
A lezione oggi si parlava di cognitivismo, di approccio sub-simbolico, e il 90% dei presenti in aula aveva decisamente la classica espressione vuota/stupita dipinta sul volto, come quella di chi si trova catapultato in una giungla e nessuno parla la sua lingua.
Domanda del prof: “Che così il significato??? E l’Intelligenza???”
Silenzio in aula, tutti si appellano al Quinto Emendamento, e si avvalgono della facoltà di non rispondere.
Mai parlare di filosofia cognitiva, apprendimento e inferenza ad Ingegneria, si cadrebbe subito nel classico effetto soporifero e tutti si addormenterebbero in pochi minuti.
Alla fine arriva pure Turing, mi si piazza davanti e mi dice “La Coscienza è un Fenomeno Computazionale” … io prendo il mio Searle e gli dico “Sti caxxi … e l’Intenzionalità Originaria dove la metti???”. 50 anni fa Turing e compagnia bella sognavano i robottini e la simulazione dell’intelligenza umana, nel 1997 Deep Blue avrà anche vinto Garry Kasparov, ma, dispiace tanto per i suoi milioni di bit e transistor, non sa di averlo fatto e non ne gioirà mai!!!
Io ho fatto il Liceo Classico, e per questo, sarò un ingegnere diverso da tutti gli altri, pieni di bit e transistor dell’Istituto Tecnico, e me ne vanto, eccome se me ne vanto. Tutto quello che ho imparato in tre anni di filosofia non mi servirà un tubo, a detta loro, ma intanto queste cose io le conosco da entrambi i punti di vista, quello tecnico e quello filosofico, e continuo a vantarmene.
P.S. La Frase del Giorno:
Prof: “Appena trovo un meccanismo per mettere questi affari in rete … ehm ehm … li metto.”
LaMiaMenteMalataGasataDaiSuccessiDegliEsamiDiReti&Telematica-29-30-28: “FTP???”