Archive for Febbraio, 2006

Trip Da Acido Al Porto Di Sparta

La domanda del giorno è: si potrà vedere una panzana cinematografica come “Troy” solo per ammirare Eric Bana che interpreta Ettore, tutto abbronzato, muscoli a vista, capello scuro lungo e occhi neri incazzosi?

Ehm … decisamente … sì.

L’altro motivo è sfottere il film insieme a mio fratello; due classicisti non possono rimanere zitti di fronte ad una tale storpiatura dell’Iliade di Omero, e che diamine! Non ho studiato per cinque anni il greco e il latino per poi vedere sbeffeggiati i miei eroi! Non si fa ad una classicista! Anzi a due!!! Pure Tre!!! (si unisce pure Fede)
Avviso ai lettori, se qualcuno non l’ha ancora visto, non guardatelo; anzi, le donne lo guardino pure, almeno per rifarsi gli occhi con i fustaccioni Bana, Pitt e Bean (Bloom per carità, sono più maschio io), gli uomini hanno poco da vedere, sia Elena che Andromaca sono due sciacquette senza infamia e senza lode, alias insopportabili.

Il film inizia con una bella mappa del Mediterraneo e dintorni in inglese con caratteri in latino (come se nel 1300aC conoscessero l’inglese, le mappe, la carta e, sopratutto, come se avessero cognizione della proiezione di Mercatore …), due eserciti in Tessaglia vorrebbero spaccarsi le teste vicendevolmente ma i re decidono di far combattere i propri campioni, allora li chiamano urlando che fa molto “Spappariiii!!! Uomini di inaudita ferooocia!!!”. Il povero re di Tessaglia è rappresentato da un colosso microcefalo che in confronto Obelix è un filosofo strutturalista, l’altro re, Agamennone (che pare un macellaio uscito fuori da un film sull’ Hell’s Kitchen) ha dalla sua Achille e si fa presto a capire chi vincerà.
Spendiamo due parole su Achille alias Brad Pitt: ha veramente due neuroni in testa, uno pensa al sesso e l’altro a sbudellare, in confronto a lui, Anakin Skywalker sembra una bambinetta, per la serie “Il Lato Oscuro mi fa una pippa!”. Fa veramente impressione e pure un po’ ridere con quei mascelloni da americano doc.
Finito il primo sbudellamento se ne tornano a Sparta, anzi, al porto di Sparta.
Io ci sono stata a Sparta e il porto non c’è, è a 60km dal mare, in una spianata assolata; il porto più vicino inoltre non è la Caldera di Santorini, ma è sabbioso e si chiama Ithilo.
Gli spartani sono veramente delle bestie rozze, nel mezzo del casino della reggia (leggasi porcile) Ettore ( *__* ) e Paride sembrano delle signorine; senza dilungarmi sul fascinoso figlio maggiore di Priamo, dirò solo che all’inizio non capivo che ci facesse lì nel mezzo Legolas senza arco e frecce, poi ho capito: era Paride. Just *o* !!!
Orlando Bloom ha due espressioni:
1) Quella da “Sorge un sole rosso, questa notte è stato versato del sangue.”
2) Quella da “Oh fratellone proteggimi dai greci cattivi!”
Menelao non è biondo, non è bello, non è nulla di piacevole alla vista, con tutto il rispetto per Brendan Gleeson: è mezzo Reginaldo di Chatillon (leggasi “Kingdom Of Heaven - Le Crociate“) con i capelli meno rossi e mezzo Alastor “Malocchio” Moody (leggasi “Harry Potter e il Calice di Fuoco”) … a Gleeson è venuto meglio Malocchio che questi altri due insopportabili personaggi rozzi, volgari, violenti, e pure ottusi.
Sorvolando sul “Porto di Micene” che non c’è mai stato (Nauplia forse? Certo è che dalla reggia non si vede il mare ma i monti), arriviamo da Achille che se ne sta al mare vestito e fumato come un hippie a Matala (che però è a Creta) a darsi le randellate in testa con suo cugino … suo cugino? Quale cugino? Patroclo naturalmente … Patroclo??? Cugino??? Patroclo???

Stonk!

Ripresami dallo shock di Patroclo-cugino-minore-di-Achille continuo la recensione …
Patroclo non era cugino di Achille, e sopratutto non era un ragazzetto!!! Achille non gli insegnava a combattere! Era tutto l’inverso, era Patroclo il maestro di Achille … oooohhhh santi numi! Ma che si sono fumati gli sceneggiatori?
Sorvoliamo le teorie che vorrebbero vedere Achille e Patroclo come coppia omosessuale (teorie supportate da seri studi sociologici dell’oligarchia achea del tempo) spendiamo una parola (solo una) su Boromir … ehm … Ulisse, l’unico nel campo Acheo dotato di un qualche discernimento, visto che pure Nestore vuole fare la guerra e intanto si esercita giocando a Risiko sulle improbabili cartine geografiche dell’epoca.
Credo che sia l’unico ruolo in cui Sean Bean non debba tradire tutti alla fine … my preciouuuusssss … lasciamo perdere.
Nel frattempo, sulla nave dei troiani che se ne tornano a casa, Paride dice ad Ettore (*__*) che ha rapito Elena, al che Ettore (*__*) s’incaxxa come una bestia e tra poco non lo prende a randellate in testa, ecco l’unico momento decente del film (io non sono di parte … noooooo …) per me poteva già finire qui oppure continuarlo solo con Ettore, che è l’unico nella parte.

Una nota di demerito per i vestiti che fanno troppo hippie un po’ gay, funzionali del resto a risaltare il fisico dei maschioni.
Quindi gli Achei partono alla volta di Troia, con una quantità di navi tale da riempire l’Egeo e da inaugurare così la Coppa America che ancora si chiamava la Coppa Micenea … (sob sob!)
Giunti a destinazione il fim cambia nome e diventa “Salvate Il Soldato Pitt”, assistiamo infatti allo sbarco in Norm … ehm a Troia, con tanto di amer …ehm ehm achei, che con i loro fucil … sigh spade e scudi, ammazzano tanti tedes … no, troiani.
Gli Achei, in confronto ai quali gli Uruk-Kai del Signore Degli Anelli sono dei lord, saccheggiano il tempio di Apollo e fanno prigioniera Briseide, la vera protagonista del film, non che impareggiabile Mary Sue, ella diventa schiava di Achille e, colpita dalla Sindrome di Stoccolma, se ne innamora perdutamente e viene pure meno ai suoi voti di castità.
Nel frattempo intravediamo Priamo (Peter O’Toole veramente disperato di partecipare ad una tale ciofeca), Andromaca, Elena (modelle della Revlon, truccatissime e piangenti ma mai con il mascara sbaffato perchè water-proof) ed Aiace (che sembra un troll e neanche sa parlare sotto-comune).
Poi Menelao il buzzurro sfida Paride che però pavidamente si va a rifugiare ai piedi del fratello (*__*), Ettore ammazza Menelao (???) e pure Aiace (???). Sugli spalti di Troia i nobili fanno un tifo da stadio mentre la curva esulta il suo eroe, si riporta anche la testimonianza di un troiano che è convinto di aver visto una giovane italica dai capelli rossi che, vestita da cheer-leader, alzava i pon-pon incitando Ettore nella battaglia: “Datemi una E, datemi una T, datemi una T … chi è il più figo di Troia??? E’ Ettore!!! Achille tornatene da tuo cuginooooo!!!”.
Ma la tragedia incombe: Patroclo-il-ragazzetto si traveste da Achille e sfida Ettore, naturalmente muore; Achille va in Berzek, tanto più del livello da barbaro non avrebbe mai preso, e mi ammazza Ettore.

Ecco, il mio interesse per il film finisce qui.

Purtroppo c’è tempo pure per il Cavallo di Troia, la presa della città e la messa a ferro e fuoco.
In tutto questo casino Paride si è ricordato della sua precedente vita come elfo di Bosco Atro e si rammenta che sa tirare d’arco, così ammazza Achille mentre Agamennone viene ucciso da Briseide (???); nel frattempo Legolas trova il tempo di dare la spada di Troia ad un baldo giovine che passava per un transetto che portava segretamente fuori dalla città … era Enea.

Sob! Sigh! Gulp!

Vado a cospargermi il capo di cenere e ad intonare un thrénos ad Omero.
Vi lascio la mitica parodia che fece Stefano Disegni su Ciak, nell’Agosto 2004, cliccare l’icona per la versione leggibile.

Disegni e Starnuti

Finalmente, dopo un paio di giorni in cui ho combattuto costantemente con il mio misero e tapino pc, che non riusciva a reggere la mole di Photoshop sul suo piccolo processore e ridottissima RAM, sono riuscita a finire il disegno di Narcissa e Bellatrix, quando erano giovani Mangiamorte, ovvero le Black Sisters, le sorelle Black.
Sono oltremodo soddisfatta del risultato (specialemente della lucina verde-avada-kedavra), a riprova che Photoshop più lo si usa più si impara.




Altre novità: pare che sia arrivata una sorta di primavera anticipata, cosa che dovrebbe rallegrarmi se non fosse per il carico di pollini che porta con sé; quindi, siccome io sono allergica ad una consistente e variegata quantità di fiori, piante, pollini, erba, graminacee etc etc (ma non al pelo di gatto), mi trovo in una comica situazione in cui parlo come Mamy di Via Col Vento, nel frattempo mi prudono occhi, gola, naso, orecchie e bocca, in più starnutisco continuamente e mi sentono anche quelli del piano di sotto, sono tutta costipata e tra poco inizierò a soffrire quando mi sofierò il naso, visto che è tutto rosso e spellato.
Aaahhh viva la salute!!!
^__^

P.S. L’orale di ElettronicaII non sono andata a farlo, perchè sono una pavida e perfezionista, ciò significa che quando non so tutto al 100% o quasi, non vado, per fifa blu e perchè voglio fare le cose per bene, altrimenti nisba.
In questo caso non sono andata.
Amen!

Ciak Si Gira X 3

In un momento di relax voglio recensire due film che ho visto di recente, e spendere una parola su di un terzo che ho intravisto in tv. Premetto che non sono la Piera Detassis di Ciak, né una laureata in LettereModerneAIndirizzoMusica&Cinema e quindi dirò un paio di cavolate, ma è quello che penso di questi film.

La settimana scorsa ho visto Orgoglio e Pregiudizio, nella sua ultima trasposizione cinematografica, con Keira Knightely come protagonista. Sapevo che la critica era stata entusiastica, sopratutto per le interpretazioni, un po’ meno per la regia, ma si sà, le storie in costume sono sempre un po’ lente; i silenzi, gli attimi spesi (bene) per descrivere visivamente gli ambienti e i luoghi a me personalmente piacciono, non per nulla adoro Barry Lyndon, che per me esprime il massimo del film in costume settecentesco. Non ho mai letto nulla della Austen, e me ne pento, ma avevo già visto Persuasione, Emma e Ragione e Sentimento, quindi sapevo bene cosa aspettarmi dal film. Devo dire che sono stata accontentata.

Il film inizia lento, con una bella panoramica della famiglia Bennet, padre, madre e le cinque figlie; ho amato subito i colori verdi e caldi della campagna inglese, la loro casa caotica e vissuta, il chiacchiericcio delle figlie, un po’ meno sopportabile la fissa della Sig.Bennet (atteggiamento per altro giustificata dai tempi) di far sposare il più presto tutte le figlie, adorabile e sornione il Sig.Bennet, con un Donald Suterland veramente nella parte, a mio avviso, anche se non so come è il vero Sig.Bennet ma l’ho trvato subito simpatico e di buon cuore.
Subito saltano agli occhi Lizzie e Jane Bennet, ma sopratutto Lizzie, interpretata da Keira Knightely in modo fresco, intenso e convincente; devo dire che con lei sono partita pevenuta, a partire dalla MaledizioneDellaPrimaLuna, ma devo ammettere che ora mi piace come attrice, è cresciuta molto, sopratutto espressivamente e nel modo in cui comunica con il pubblico. E’ stata davvero una bella prova d’attrice, se l’è giocata bene e la candidatura agli AcademyAwards se l’è meritata davvero; poi vincerà Felicity Huffman ma è giusto così.
Poi arriva Fizwilliam Darcy ed inizia la parte migliore … *__* (e qui la recensione diventa di parte)
Di tutti i personaggi maschili della Austen (faccio riferimento ai film) è decisamente quello che preferisco, completamente diverso da Edward Ferrars e dal Colonnello Brandon (interpretati benissimo rispettivamente da Hugh Grant e Alan-Snape-Rickman) di Ragione e Sentimento (John Willoughby neanche lo tengo in considerazione) … insomma, come si fa a non amare il malinconico, scontroso, serio, presuntuoso, orgoglioso, ritroso e saccente Signor Darcy???
Arriva Darcy e tra lui e Lizzie inizia una vera e propria sfida, una sfida sopratutto “dei sessi”, perchè lui è ritroso nei confronti della vita pubblica e delle donne, almeno quanto lei è determinata nel dimostargli che anche una donna sa pensare e ragionare come un uomo, sopratutto una donna di umili origini. E’ questo il bello della storia, a mio parere.
E’ una sfida ad armi pari ed entrambi gli attori se la cavano bene, e se lui pare fin troppo poco espressivo e se sembra recitare con poco trasporto, è perchè così è il Signor Darcy, e lo confermerò leggendolo presto; Matthew Macfadyen mi è piaciuto, non solo “fisicamente” (finalmente un inglese al verso), ha un suo fascino e poi è bellissimo vedere come la sua (apparente) freddezza poi si dissolva lentamente, come lui si prodighi per la serenità di Elizabeth, e come si sciolga infine (*__*).
Troppo bello, troppo romantico, io adoro queste cose! Adoro gli amanti che prima si contrastano e poi devono superare l’orgoglio per capire che si amano … sarà perchè mi è successo … chissà …
In tutto questo sono rimasta incantata dai paesaggi, dalle scene negli interni, dai balli e dalle scene corali, in cui, nella vicenda si inseriscono numerosi personaggi di contorno che rappresentano bene la realtà del tempo.
Insomma, mi è piaciuto molto, e, per essere un film romantico, ci vuole proprio per commuovermi.
Voglio leggere il libro, giuro.

Ieri sera siamo tornati al cinema (la tessera con i film a 5,50euro a qualsiasi ora aiuta, altrimenti sono salassate), e questa volta, giustamente, ha scelto Fede (gli toccava dopo essersi sorbito il film romantico, che tra l’altro gli è piaciuto molto a parte i pezzi lenti) e, in quanto fido seguace di Minoli de La Storia Siamo Noi non ha potuto non scegliere Munich di Steven Spielberg.
Questa è l’ennesima conferma che a noi piace il cinema vario, che siamo spiriti eclettici e che non ci fossiliziamo in un solo genere cinematografico.

L’ho apprezzato molto, perchè è girato in modo impeccabile e fa decisamente riflettere.
Non è la classica pellicola hollywoodiana e patinata in cui i protagonisti sono tutti buoni e gli antagonisti sono tutti cattivi, e, raccontando la storia un regista ebreo americano dal punto di vista degli ebrei del Mossad, è ancor più significativo.
La regia è asciutta, la fotografia intensa ma minimale, realistica, è tutto molto veloce e documentaristico allo stesso tempo, e passa in rassegna molte voci, dalle più estreme a quelle più moderate, di ogni schieramento, cercando di trovare un compromesso spesso fragile.
Passo sopra le interpretazioni (evitando di fare l’occhiolino a Eric Bana, estremamente discreto e dotato di un certo fascino e un corpo che non lascia indifferenti *_*) che sono state tutte plausibili e intense, come del resto i personaggi; è bello d’altro canto vedere come la storia sia raccontata attraverso i protagonisti e gli antagonisti, e come tutto cambi con il tempo, l’inizio, quando tutti partono esaltati e caricati dalla sete di vendetta per l’attentato a Monaco, fino a quando si sentono consapevoli di essere in una macchina da guerra che non risparmia neanche loro e che li mette in condizione di compiere crimini per un motivo che neanche loro capiscono più.
Se la Vendetta è il tema dominante della prima parte, la Coscienza domina la seconda; particolarmente significativo è quando il chimico (Mathieu Kassovitz) parla di come dovrebbe essere un ebreo, ovvero un Giusto, non un assassino.
Inevitabile riflettere sul tempo in cui viviamo, su cosa accade oggi in Medio Oriente, sul cosiddetto conflitto di civiltà (specie quando scoprono che uno di quelli che devono uccidere è protetto dalla CIA e finanziato dal governo americano), sulle ragioni degli israeliani e dei palestinesi, sull’essere senza terra, che vale per entrambe le parti.
Viene da chiedersi anche il senso di tale vendetta, quando gli agenti del Mossad scoprono che chiunque loro uccidano verrà sempre rimpiazzato, e quando iniziano a chiedersi se le loro vittime, tra le quali anche uno scrittore, un ambiasciatore e un padre di famiglia, tutte persone apparentemente tranquille e ben integrate, non siano poi solo capri espiatori.
Nessuno ha più ragione a Gerusalemme e dintorni, quando si è iniziata ad usare la violenza per affermare una presunta superiorità, da entrambi gli schieramenti, e ci sono persone che hanno la coscienza sporcata da molte morti e molti crimini, in entrambe le parti. E, in tutto questo balletto, americani e russi hanno spalleggiato chi l’uno chi l’altro, indistintamente, e ci hanno lucrato per anni, e oggi ne pagano le conseguenze, anzi, tutti ne paghiamo, chi più chi meno, le conseguenze di questa politica del terrore mascherata da democrazia.
Voglio andare a vedere Syriana a questo punto.

Poi ce ne torniamo a casa e scopriamo che il Ministro (???) per le riforme Calderoli ha indossato in pubblico una maglietta con una delle famigerate vignette che tanto hanno fatto incazzare l’Islam.
Putiferio politico e proteste, 11 morti e una cinquantina di feriti in Libia nel tentativo di assaltare l’ambiasciata italiana.
Io non ho parole, mi viene solo da pensare in che mani siamo, e fino a che punto ci si potrà spingere, da entrambe le parti.
Io non condanno la libertà di espressione e la satira, io condanno l’intolleranza diffusa e l’ignoranza, l’incapacità di saper essere persone politiche responsabili, la mania diffusa di soffiare sul fuoco, invece di trovare un dialogo, l’occidente come l’oriente.
Sapere che dietro a tutto ciò ci siano in realtà, non la religione e gl ideali, ma gli interessi economici e politici dei signori della guerra e dei petrolieri mi fa imbestialire.
Non sono una politicamente impegnata e/o schierata, ma quando è troppo è troppo.
Fine sproloquio.

Infine, l’altra sera ho visto la seconda metà di un film delicato e, a suo modo, scandaloso, anche se poi, cosa ci si trova di scandaloso nell’amore lesbico tra due adolescenti, non lo so.
“L’Altra Metà Dell’Amore”, acclamato al Sundance Festival di qualche anno fa, è un film intimo e intenso, giocato tutto sulle metafore e sui sentimenti, portando molti di questi all’estremo, fino all’amour fou.
In dei momenti è fin troppo intriso di pathos, di sentimenti urlati, ma ho apprezzato molto il taglio dato dalla regista: è privo di cliché soliti dell’omosessualità (raccontarla al femminile e sottolineando sempre che loro non si definiscono lesbiche ma amiche in modo diverso e, a suo modo, possessivo e totalizzante), è pieno di dubbi, di sentimenti, di amicizia, di amore, di emozioni forti e contrastanti, senza sosta, senza senso, come spesso è l’adolescenza di ragazze e ragazzi che faticano a trovare la loro strada, non solo dal punto di vista dell’orientamento sessuale, ma anche di quello della pura crescita spirituale, del superamento dei traumi e dei problemi.
E’ un bel film, con delle brave attrici (Piper Perabo sopra tutte, ma poi c’è la Misha Burton di The-bleah-OC che avrebbe potuto continuare sulla strada dei film indipendenti invece è diventata stellina di hollywood, e qui è brava, silenziosa ma di presenza) e una storia triste, in cui la tragedia finale è mediata.
Bello davvero.

Fine

Quando il Diodo Va In Saturazione …

Dopo un mese china sui libri di Elettronica II sono ufficialmente satura, fusa, piena zeppa di nozioni che non mi serviranno un tubo come Ing.Informatico ma che qualche sadico ha voluto mettere pure nel nostro programma.
Ieri mattina ho fatto lo scritto, che sarebbe stato anche fattibile al 100% se una domanda fosse stata pertinente al programma da noi svolto.
Ma c’era da aspettarselo.
Quando un corso è tenuto da tre professori diversi, un assistente, e, di 21 lezioni a disposizione, 12 le abbiamo fatte canonicamente in aula e le altre in laboratorio (ognuna con relazione e tesina obbligatoria sull’esperienza), potrebbe essere un corso bello, fattibile, anche se caotico.
Invece no, dopo il casino, le tesine, c’è pure uno scritto (con l’incognita delle domande fuori programma) e l’orale, in cui, se ti va bene, ti capitano gli assistenti e la passi liscia, se invece ti capitano i professori, ti chiedono anche argomenti che non si sono fatti ma che loro sono convinti di averli fatti perchè stanno ancora con la testa al Vecchio Ordinamento.
Queste sono le cose che mi mandano in bestia, non lavorare duro, studiare anche 10 ore al giorno, a me mandano in bestia le bastardate.
L’avrò detto tremila volte ma … lo ripeto: Ingegneria a Firenze fa schifo, i professori tirano quasi tutti alle gambe, perchè siamo in troppi, e allora perchè non mettere il numero chiuso??? Nooo, non sia mai, sennò dove li trovano i soldi se le matricole fossero un numero limitato???
Tornassi indietro andrei ovunque ma non a Firenze, e lo dice una che quando va a fare un esame difficilmente prende poco, ma non mi va di tirare in ballo la mia media, di cui vado fiera, chi mi conosce lo sa.

Non voglio neanche tirare in ballo il fatto che nell’ultimo mese mi sono fatta letteralmente un mazzo così pure qui a casa perchè prima mia mamma s’è presa la tonsillite, poi ha avuto l’ispezione ministeriale ed è un mese che torna la sera alle otto e tocca fare tutto a me. Al che m’è venuto in mente di andare a fare la ragazza alla pari in qualche paese straniero, tipo in Irlanda, tanto non verrei sfruttata più che qui.
Premetto che io amo renderemi utile in casa, mi da soddisfazione, ma il troppo stroppia, specie sotto esame …
A parte ciò sono riuscita a studiare e a seguire un po’ di lezioni, che non è poco.
Se sono sclerata si capisce perchè.

In tutto questo clima di attesa per la pubblicazione dei risultati (notare che l’orale è il 16, oggi è il 14 e ancora non si sa nulla), cresce la paranoia e il nervoso, oggi pomeriggio ero così agitata che non mi ricordavo neppure le dimostrazioni più semplici.
Lo so che a fare così faccio solo peggio ma non riesco a non andare in ansia per gli esami, anche quando sono preparata, così è sempre stato, non riesco a superarla, non riesco a razionalizzare.
Detesto dover fallire, oppure non vedere riconosciuto il mio impegno e i miei meriti, senza contare quanto io sia severa con me stessa in questi casi.
In più non vedo l’ora di finirla, non vedo l’ora di dare la tesi, di cercare un lavoro o di fare un master.
Anche se tutto ciò mi spaventa eccome, allo stesso modo di quanto vorrei avere una casa mia, lavorare e vivere con Fede.

Ecco l’ho fatto di nuovo: ha ragione lui, io mi fascio sempre la testa prima di romperla.
Non so come è andato lo scritto, non so come andrà l’orale ma già sono in paranoia … che stress.
La cosa peggiore è che non vengo presa sul serio, perchè sono tutti abituati al fatto che vado in paranoia prima di un esame ma poi ci prendo un votone comunque, beh, che si disabituino … una volta potrà accadermi di segarne uno clamorosamente???

Lo so che c’è di peggio nella vita di tutto questo, lo so che devo imparare a convivere con le mie paure, con i miei limiti, lo so che non posso avere successo sempre, lo so che devo farmi forza, razionalizzare e pensare positivo.
Ci sto provando.
Stasera mi guardo il pattinaggio maschile e faccio un po’ di dimostrazioni, se ho passato lo scritto (lo sapremo mai prima di giovedì???) non vedo perchè non provare l’orale … poi, quando avrò finito, bene o male, giuro che non tocco i libri per una settimana, poi si ricomincia, ma prima mi riposo.
Questo è il bello dell’università.

P.S. La grafica si sta rivelando quanto mai un rimedio Zen per la mia agitazione: domenica, in un raptus di paranoia ho fatto i banner per un ragazzo del forum (devo provvedere a postarli) e ieri, dopo lo scritto di Elettronica II, ho sfogato la tensione sul template che la cara Cissy mi aveva commissionato. Sono soddisfatta di entrambi.
P.P.S. Tra due settimane vado a San Galgano a fare delle foto: non vedo l’ora. Bianco e Nero obbligatorio.
P.P.P.S. Voglio andare in Irlanda, esattamente nel Donegal, ad Ardara e crogiolarmi alla vista del passo del Genglesh e dei Cliffs, è così bello immaginare “letterariamente” un luogo e poi scoprire che esiste ed è esattamente come l’avevo sognato. Retaggio di qualche vita precedente? Comunque … Shamborn No Surrender … che per me significa, non mollare mai, non arrendersi!



Erin Go Brag.

Dobby Si è Dovuto Stirare Le Mani

… ma potevo anche chiamare questo post “Muzio Scevola, La Mano Bruciata”. XD.
Mi spiego.
Oggi, mentre controllavo la cottura dei fagiolini al vapore, munita di presine e tutto il resto … mi sono beccata una zaffata di vapore direttamente sulla mano destra, esattamente sul dorso.
All’inizio non ho sentito male … ma dopo 5 minuti … il dito mignolo, anulare e medio si sono gonfiati, arrossati e ha iniziato a bruciare e pizzicare tutto … ed ha continuato fino a stasera, in barba al ghiaccio che ho messo sopra la mano, rischiando il congelamento dell’arto.
Insomma, alla fine ci ho messo come pomata il “Proraso” del mio papone, quella crema alla canfora da “dopo barba” e mi sta passando … e che caxxi: che male!!!
Ma, visto che sono masochista, ho studiato pure oggi, con la mia manina ustionata e un diavolo per capello … che barba, finiranno mai questi esami??? (domanda retorica).
Paranoia più, paranoia meno, si è verificata, come ogni pre-esame che si rispetti, la frignata “Sono uno schifo di Ingegnere, non ce la farò mai, non so’ nulla … buauuuaaaaaahhhh!!!”, che oramai, come dice Fede tutte le volte che mi vede frignare così, a 6 esami dalla fine, con la media che ho, è un po’ una idiozia … e c’ha ragione!!!
Questa volta mi sono messa a ridere pure io quando me l’ha detto: frignavo e ridevo … ma si potrà????
Ma quando mi prende la paranoia pre-esame (considerando che sono in prer-ciclo, sono sotto antistaminici da 3 giorni e ho la mano ustionata) non ragiono, vedo tutto nero … sob sob!!! é__è

In copenso oggi si è verificato il miracolo di San Cordon Bleu:
“Cotoletta fritta tramite sprigionamento del calore del dorso della mia mano destra.”

Se qualcuno non ha capito “Dobby signore si è dovuto stirare le mani”, vada a vedere Harry Potter e La Camera dei Segreti, e poi mi chieda di fare l’imitazione di Dobby, L’Elfo Domestico.

Novità sul blog:

Sotto la foto di Ed (in alto a destra) c’è la dollz che mi ha fatto Mac (*tesoro-pucci*) a dicembre.
Sotto la dollz, c’è una finestrella con le immagini che “scorrono”, è una cavolata in flash (plugin per wordpress per l’esattezza); ho messo un po’ di mie foto, ritratti, disegni e immagini di luoghi, film, cose che amo … ^__^ Vedere per credere!!!
Inoltre, mi sono fatta l’auto-ritratto in stile South Park (sono uguale!!!):




Il sito si trova [QUI]

Buona Notte e …. Buone Botte!!!

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