Spesso mi trovo nella rete a leggere e discutere sul mondo amatoriale in genere, per quanto riguarda disegno, fotografia, grafica e scrittura e, più mi guardo intorno e più persone conosco che, in modo più o meno evidente, coltivano e rendono pubbliche le proprie passioni ed aspirazioni artistiche.
Internet ce lo permette, spesso gratuitamente e, allo stesso tempo, ci da la possibilità di conoscere persone con le quali confrontarsi e crescere.
Io sono una di queste: disegno, scrivo, fotografo e lavoro di grafica, pur non essendo pertinente al mio tipo di studi universitari.
Dove voglio arrivare? Chissà? A scrivere un libro? Magari! A fare una mostra di mie fotografie? Perchè no?
Non mi ritengo un grande genio ma, anche a detta di persone che invece sono dell’ambiente proprio, ho del talento, che va raffinato, deve maturarsi, deve crescere, non perchè io aspiri a fare chissà cosa, ma, sopratutto, per soddisfazione personale.
Non sono mai stata un tipo che riesce ad eccellere in una cosa e quindi cerco di imparare a fare bene più cose possibili e ciò, secondo me, è pure meglio, perchè mi annoio facilmente e mi piace cambiare spesso.
Il mondo amatoriale è bello, perchè io per prima non mi metterei mai a parlare di fotografia con Yann-Arthus Bertrand, visto che non saprei distinguere un grandangolo da un non-so-cos’altro, ma neppure sarei in grando di elocubrare dei massimi sistemi letterari con uno scrittore visto che, tendenzialmente, vado molto d’istinto quando scrivo.
Amatoriale è bello, se non si parte con la presunzione di essere Dio sceso in Terra, specialmente se è palese che non lo si è.
Amatoriale è bello, se significa moderazione e volontà di crescere, di confrontarsi, di poter mettere in pubblico ciò che si sa fare senza dover per forza essere Il Genio Del Bosco.
E invece no.
E questo perchè?
Perchè la gente si prende sempre troppo sul serio, e più bazzico in internet più ne ho la conferma.
E c’è tanta spazzatura in rete, tanta volgarità e poco senso di moderazione.
E se lo si fa notare, nossignori, suono di trombe e arrivano i Carmina Burana in pompa magna: tragedia, lutto, dramma, suicidio.
Perchè in internet si può scrivere che Harry rimane incinto di Draco ma non si può dire che questo fa schifo.
Sono mesi che FanfictionFever non c’è più e inizia a mancarmi, davvero: tutti insieme, ognuno alla sua maniera, chi più chi meno, ironizzavamo su quello che era il mondo amatoriale letterario, ci ridevamo sopra, chi per puro piacere satirico, chi per provocare, chi per far riflettere … non volevamo cambiare il mondo e non l’abbiamo di certo cambiato, siamo state censurate e alla fine abbiamo lanciato la spugna. Poi ci sono state le incomprensioni e tutto il resto, infine il silenzio.
Nel frattempo sono spuntati come funghi altri blog di critica, emuli e non, e noi siamo rimaste in silenzio … non ne parliamo quasi più, come se volessimo dimenticare le polemiche, che poi sono gravate moltissimo solo su una persona, e ciò non doveva succedere.
Non so perchè ne parlo ora, forse perchè mio fratello si è impelagato in una diatriba con una ragazzetta del 1992 (quindi di 14 anni) per il semplice fatto di averle fatto notare che scrive da schifo e che magari dovrebbe prendere in mano il libro della grammatica italiana, ma quello delle elementari, e dargli una bella lettura approfondita.
Lei di tutta risposta gli ha detto qualcosa del tipo “va a quel paese k saprai sicuramente a cs mi riferisco!”, mentre l’amyketta lo minacciava di “denunciarlo per maleducazione” e aggiungeva che “questa è una fanfiction e poteva scrivere quello che voleva”, fino al tragico epilogo in cui la sfortunata fanciulla del 92 affermava che lui “gli aveva rovinato tutto con i suoi insulti”.
Ora, a parte l’uso sconsiderato di abbreviazioni che farebbero rizzare i capelli in testa pure a mio nonno che ha fatto appena le elementari, viene da chiedersi le seguenti cose:
1) Ma se non vuoi essere criticata perchè pubblichi in internet quello che, nel caso particolare delle FF, potresti scrivere in un diario con lucchetto?
2) Se tu hai il diritto di scrivere che Harry subisce lo Ius Primae Noctis da parte di Lucius Malfoy quando si sposa con Draco, perchè non posso dirti che questa cosa fa davvero schifo ed è un uso improprio dei personaggi e del mondo di J.K.Rowling?
3) Se tu scrivi “Nn fare ksì xkè mi fai dl male” perchè non posso rimanere disgustata dall’ uso dell’ sms-ese e dirti che ciò da fastidio perchè è un insulto alla lingua italiana?
Per farla breve, in internet si può scrivere quello che pare ma non si può criticare.
Ragionamento assai ipocrita.
Ma se lo fai notare possono quindi dirti che non sei obbligato a leggere e a commentare, ma perchè non il contrario?
La Libertà è una gran cosa … ma aveva ragione Platone.
Quante volte l’avrò ripetuto, quante volte l’abbiamo ripetuto, e siamo rimaste ferme nelle nostre posizioni, ma sempre aperte al dialogo; ma alla fine ci hanno fregate e lo stress ha fatto il resto, ci hanno volute silurare, utilizzando escamotages talmente stupidi che fanno ridere, ora, ma che mesi fa ci fecero male.
Alla fine, sono sempre più convinta che la storia sia davvero ciclica: le polemiche che invasero noi, e che ci divisero, ci sono state anche su altri blog, e anche altre collaborazioni ed intese si sono sfaldate.
Mi chiedo allora: a cosa servì la mobilitazione delle amykette per farci chiudere, se poi sono nati altri blog, altre polemiche?
A cosa servì allora appellarsi come verginelle impaurite alla legge del copyright (che, trattandosi di fanfiction, dove sta se non nell’uso, nostro, di personaggi già esistenti, semmai … e non nella citazione di pezzi di storie di bassa lega) non sapendone un fico secco di diritto d’autore, pur di farci sloggiare, quando le stesse leggi italiane invece ci tutelavano?
A nulla.
Perchè altri emuli ci saranno, altri anonimi misteriosi interverranno, ed infurieranno altre polemiche, e le amykette si spalleggeranno ancora, e magari chi ci criticava ne aprirà uno anch’esso … chissà, le opinioni sono mutevoli …
E noi che un giorno eravamo in prima linea, ora ce ne stiamo a guardare, magari con un sorrisetto compiaciuto e serafico sulle labbra.