Archive for Giugno, 2006

Are We Ever Free Or Slaves To Technology?

Parafrasando i Nevermore in We Disintegrate … ma perchè dipendo dal pc e lui ce la mette tutta per non funzionare?
Io dichiaro guerra alla tesina di Intelligenza Artificiale, e ai problemi di ricerca, alle euristiche e al gioco dell’otto … il mio portatile (ultimo baluardo della tecnologia che io ancora non abbia distrutto o indotto al suicidio) non regge tutti i calcoli, lo schermo va in coma e poi resuscita (da oggi si chiamerà Lazzaro), la tastiera brucia e il mouse al momento ha ceduto il turno ad un cosetto ottico bluetooth della Trust che ha prospettiva di vita 2 anni + 1 giorno così non potrò mai mandarlo all’assistenza in garanzia.

Inoltre, ma si sapeva già, visto che alla tv o si parla di quello o dei mondiali di calcio, fa caldo e ho passato gli ultimi giorni sempre a Firenze per questa maledetta tesina, rubando tempo allo studio per l’esame di Fondamenti d’Informatica II.
Nel frattempo nessuno pare interessarsi alle vacanze, ma tutti si aggregherebbero volentieri, e ciò significa che IO devo organizzarle, venendo incontro alle esigenze di 6 persone, 3 delle quali non hanno ancora confermato.
E ciò ruba tempo e provoca stress.
In compenso sono tornata ad andare a letto presto (complici le levatacce per andare a Firenze e la distruzione psicofisica la sera dopo essermi fatta un’ora e passa in treno senza aria condizionata) e ciò va a favore del mio buon umore.

Nota di felicità di questa settimana che è quasi finita, il fatto che ho iniziato a leggere il secondo libro di Egle aka Gwillion, “Il Viaggio di Aelin”, e mi piace molto.
E’ strano leggere qualcosa scritto da qualcuno che si conosce, anzi, che si sta iniziando a conoscere, si vedono particolari che altri non noterebbero, e, in certi momenti, sarebbe da annotare ogni volta che mi ci scappa una battuta o una nota.
E’ bello, è divertente, vorrei che tutti i miei amici scrivessero libri, o che conoscessi di persona più scrittori, è una sensazione davvero particolare, non si può descrivere, sembra quasi di parlare con una persona, attraverso le pagine.
E’ magico.

Sarà meglio che torni a studiare un po’.
Ma prima metto due acronimi strambi fatti per me da un sito assurdo che li crea automaticamente per ogni nome.
Trovato sul blog della Zia Selenya.


P.S. Ho fatto un sogno assurdo: ero in Prison Break con Edward Norton e Colin Farrell. *_* C’era Michael (il protagonista di Prison Break) che tentava la fuga (come in Prison Break) e Abbbbbbruzzi (il mafioso di Prison Break) che ci copriva le spalle. Peccato che io non volevo scappare ma rimanere con Norton e Farrell!!!
Prison Break è il telefilm che seguo ora insieme a “Ti Presento i Miei - Arrested Development”.
Consiglio entrambi.
P.P.S. Ho trovato il “cane della mia vita”, assimilabile al “mannaro della mia vita”: il pastore cecoslovacco, ibrido tra pastore tedesco e lupo dei carpazi, ovvero un 3/4 lupo addomesticabile, molto simile ad un lupo, taglia media, magro, fedele, bellissimo.

P.P.P.S. Ho scoperto di amare follemente le betulle e gli aceri, oltre che alle querce e ai cipressi, ciò significa che per metà il mio cuore sta molto a nord e per metà può rimanere qui in Toscana.

P.P.P.P.S. Voglio la pioggia, subito!
P.P.P.P.P.S. Ho trovato un sito FAVOLOSO di foto di rovine urbane, ne dovrò parlare prima o poi … ahhhhh terribilmente goth e cyberpunk allo stesso tempo … ci girerei un film in quei luoghi …


Slàn Go Foill.

Caelum Non Animum Mutant

Eccessivo, visionario, violento, ricco e rigurgitante passione, ambizione, arroganza, follia … come il sogno impossibile e megalomane del protagonista.
Bravo Farrell, alla fine riesce pure a farsi perdonare quei capelli insulsamente biondi, il fatto che è sempre troppo figo-tamarro per essere uno istruito dal vecchio Aristotele e che le sue ciglia spesse arrivino a corrucciarsi sempre prima di lui … glielo perdoniamo? Massì … è bravo, bravo … affettuoso, folle, coraggioso, eroico, egocentrico, pazzo, pazzo, pazzo, anche d’amore.
Così giovane, così determinato, ma anche così fragile, così bisognoso dell’approvazione, così dipendente dal giudizio altrui.

Non so cosa volesse trasmettere Oliver Stone con il film, io l’ho sentito profondamente mio, in questi giorni a tratti euforici, a tratti malinconici, tutti tesi alla ricerca di qualcosa, per sentirmi più completa.
Come se lui passasse di luogo in luogo, agognando sempre più scoperte e vittorie, senza mai fermarsi ad aspettare, ad ascoltare, ad osservare, lui che vuole sempre cambiare, sempre eccellere, sempre migliorare.

E’ tutto il giorno che penso all’Epistola 11 di Orazio: i miei Maestri Classici arrivano sempre nel momento del bisogno, a ricordarmi di godere dell’ozio e a non cercare altrove una serenità che deve essere innanzitutto nel mio animo, mentre, attiva mi agita l’inerzia.
Il cielo, non l’animo mutano, quelli che corrono al di là del mare.

Tu quamcumque deus tibi fortunaverit horma
grata sume manu neu dulcia differ in annum
ut quocumque loco fueris vixisse libenter
te dicas: nam si ratio et prodentia curas
non locus effusi late maris arbiter aufert,
Caelum non animum mutant qui trans mare currunt.
Strenua nos excertet inertia: navibus atque
Quadrigis petimus bene vivere. Qod petis hic est,
est Ulubris, animus si te non deficit aequus.

Orazio, Epistole I 11, vv.22-30

Chissà perchè certe cose riesco a scriverle, ma non a metterle in pratica.

Se tu riuscissi per una sola volta a fermarti, nella corsa incessante che ti spinge, da luogo a luogo, senza ricordarti più da dove sei partito, ma senza sapere neanche la tua meta.
Se tu riuscissi per un solo attimo a sostare e ad ascoltare il mare, aspettando con il respiro sospeso che il sole si immerga negli abissi, mentre la terra si addormenta e il cielo si sveglia.
Se tu potessi fermarti solo un attimo, in cima alle nostre scogliere, mentre il vento dal mare ti spinge sù e il tuo sguardo vola in basso, timoroso e desideroso dell’oblio nero sotto i tuoi piedi, allora capiresti.

Perchè se tu ti fermassi ad ascoltare, le sentiresti, le note suonate dal mare.
Cullano e destano, come iperboli nell’aria, incalzano senza tregua, ora morbide, ora aspre; suonano basse e avvolgenti, alte e vibranti, in contro tempo, senza regole, senza metrica, in un armonioso caos.
Le note si accavallano veloci, rotolano le une sulle altre come le onde del mare, partono caute come sospiri e poi si infrangono con passione, rovinose e impavide, contro le rocce della scogliera, le onde si spezzano, si dissolgono nella schiuma rotta e muoiono contro le lame scure della terra.
Ma anche la pietra si logora, si livella, si modella, lentamente ma inesorabilmente.

E’ l’inizio della mia Fanfiction, e lo sento così mio.
C’è la mia insofferenza, la mia incapacità di pazientare, la mia tendenza ad essere onda sulla pietra, ad essere io quella che subisce palesemente il mutamento, invece di essere pietra livellata, o acqua cheta che rompe i ponti.
A volte la fantasia supera la realtà, a volte la realtà e la fantasia si fondono e si compenetrano; a volte sono così tanto Gaia Luthien che non vorrei essere qui, e temo di essere schizofrenica; a volte in quello che scrivo trovo le risposte, seppur temporanee, altre volte scopro nuovi dilemmi e mi faccio nuove domande.
Scrivendo a volte mi conosco meglio, altre incasino ancora di più le cose.
Conosci Te Stesso … non è presunzione cercare di comprendesi, parlare di noi stessi, non credo.
Non so quanto mi serva, quanto mi complichi l’esistenza, quanto di questo tempo andrà sprecato, quanto avrei potuto impiegarlo in esami e finire prima gli studi.
Chissà … chissà chi sbaglia, se sono io a sbagliare in questo perdurare, in questo livellare storie e mondi, o chi ha chiuso i ponti con la fantasia, e vive in un mondo inquadrato e opaco.
Io, io sono sempre sul filo di lama, tra l’essere Ingegnere e l’essere Artista, senza essere in realtà entrambi, senza definirmi, senza fermarmi, incapace di trovare qualcosa in cui possa essere in grado di eccellere ma cercando ogni volta di imparare quante più cose possibili.

Come Ulisse … polùtropos … magari … allora il mio viaggio non finirà mai.

Né Carne Né Pesce

Questo tempo uggioso e me medesima.
Ho addosso un’insofferenza fastidiosa, da quando mi sono svegliata.
Che mi rende così inoperosa, con la mente troppo piena di pensieri per dedicarmi allo studio.
Non sono né carne né pesce, così mi sento, come accade alle adolescenti, mentre io di anni ne ho 23 e passa … finisse quest’università, finisse lo studio … iniziassi a lavorare … magari crescerei.

Almeno piovesse, invece di illudermi con questa pioggerella sciocca che è in grado di aumentare solo l’umidità; almeno venisse giù un temporale, con vento, lampi e tuoni, invece che questo venticello dispettoso che mi fa sperare nella pioggia.
Quest’estate non mi va giù, talmente tanto che non penso neppure alle vacanze, alla Grecia.
Perchè non posso essere sempre “normale” invece che passare dall’euforia alla malinconia così?

Weirdo Referrer List e Irlandesi Dalle Grosse Ciglia

Un po’ delle ultime, bizzarre, referrer list per il mio blog … tanto per ridere …

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Mmmhhh … vorrei che questa settimana non finisse mai, che sabato non arrivasse più, e che io potessi rimanere in questo limbo di tenerezza, amore, amicizia e complicità, 24 ore su 24 … ma senza angosciarci o assillarci (per la prima volta non mi sono fatta paranoie di sorta), ognuno nei suoi spazi, a studiare o al pc, e poi insieme, per il resto.
Continuare così, sempre.
Ma sabato arriverà, e chissà quando avremo la possibilità di stare di nuovo così a contatto, così in intimità, così … come una vera coppia.
5 anni … dopo 5 anni sento così forte il desiderio di una convivenza seria … ma non si può, tocca aspettare, io odio così tanto aspettare, io vorrei tutto e subito.
Il mio più grande desiderio?
Una piccola casa, i miei gatti, la mia macchina fotografica, un pc e, sopratutto, il mio amore.
Dietro una collina, con la brezza che sale dal mare e la nebbiolina che scende dal passo.
E poi l’edera sulle pareti, ed un prato assolato.
La strada è lontana, il resto del mondo anche.

Mi sono data, con grande gioia del mio noleggiatore di fiducia non blockbasteriano, alla filmografia di Colin Farrell … dolce irlandese dagli occhi scuri, le sopracciglia spesse, la bocca piccola e carnosa, lo sguardo fanciullesco, il “mio” Ryan perfetto … lapalissiano, palese, senza alcun dubbio.
Carino e bravo, l’irlandese …
Mi ricorda Fede di tanto in tanto … XD
Dopo “La Regola Del Sospetto” e “In Linea Con L’Assassino” vorrei vedere “Alexander”, anche se, con i capelli biondi, mi fa strano; “Miami Vice” non posso perderlo, per non parlare di “Pride&Glory” con l’amico Edward Norton (al cinema starò così *_*).
Oh che futilità, come mi sento frivola, a passare di palo in frasca così.
Ho voglia di scrivere, di viaggiare ancora con la mente, ampliare il mio mondo fantastico; ma da sabato, fino ad allora starò così bene che … ^__^ Che non avrò bisogno di mondi immaginari …

Fede … sei un tesoro …

P.S.
Perchè biondo, Colin?
Perchè biondo???
Perchèèèèèè?!??!?

Come Bestemmia un Elettrotecnico?

Non affidatevi mai ad un disco Maxtor con cassettino esterno anche se Hamlet.
Anzi no, non fidatevi mai di un adattatore USB 2.0 PCMCIA.
Meglio, non comprate mai un portatile Toshiba.
E non perdete tempo con la “rimozione sicura dell’hardware” di WinzozXP.

Per la 1000 volta m’è partita la partizione del mio disco esterno che contiene tutti i miei dati, musica, video, foto etc etc …
Per i profani, se salta la partizione, l’unica cosa da fare è formattare.
E se formatti perdi tutto.
E se non hai tutto su supporti alternativi puoi anche dire addio alla tua roba e suicidarti.

Fortunatamente ho tutto su DVD.
Ma sul disco era tutto apposto, era stato rimesso tutto apposto per la 1000ma volta.
Perchè a me la partizione del disco salta una volta al mese almeno.
Tutta colpa della combinazione portatile toshiba vecchio 4 anni + USB 2.0 PCMCIA + disco esterno.
Oramai ci sono abituata, non mi arrabbio neppure più.
La prima volta scoppiai in lacrime.
La seconda mi incazzai.
La terza riformattai e rimisi tutto dentro come prima.
Dalla terza volta alla n-1, per induzione su n, quindi valida anche per n, n+1, n+2, ovvero finchè non avrò un pc decente che non sia questo portatile dalla tastiera incandescente e dallo schermo mezzo orbo, continuo a fare lo stesso.
Sta diventando un gioco di ruolo.
Lui perde la partizione, io riformatto, io rimetto tutto dentro, lui funziona per 2 settimane, lui riperde la partizione, io riformatto … etc etc … sembra un rapporto di coppia malriuscito.

Io sono incompatibile con la tecnologia, o in cameria mia ci sono sbalzi di tensione causati dall’alito di Pallina e dai peti di Romeo Barthemius Padfoot, altra spiegazione non c’è.
Il dramma è che sarò ingnegnere infomatico.
Sob.

Come bestemmia un elettrotecnico, lo sapete?
Io sì.

Voglio un pc decente, lo pretendo, non ne posso più di dischi esterni in crisi epilettica e di portatili con le vampate da menopausa sulla tastiera tanto che i miei polpastrelli ballano il tip tap sui tasti a velocità da record.
Io voglio un pc decente.

Borgo Mastro ma queste cazzo di RAM te le sei mangiate per merenda???

P.S. Ecco la serata perfetta per mettere mano al mio romanzo cyberpunk, ho addosso la dose di sfiga adatta per il mio protagonista, peccato che debba andare a dormire che domani devo andare in quella fogna putrescente e afosa di Firenze … che gli oceani la sommergano, che i terremoti la distruggano …

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