Archive for Gennaio, 2007

Feticismo Musicale

Perché fanatismo è riduttivo, ecco.
E’ riduttivo per semplificare il mio amore sconfinato per Chopin.
E per i suoi Notturni, nella fattispecie.
La riprova è l’acquisto che ho fatto oggi pomeriggio in quel del Ricordi Media Store di Firenze.




Non c’è nulla da fare: un italiano che suona i Notturni li carica di una spinta passionale ed emotiva particolare, torcente e vigorosa, eppure così struggente. Già avevo la versione di Daniel Barenboim di tutti i Notturni, che a questo punto mi sembra talmente delicata e misurata da risultare quasi incolore di fronte a Maurizio Pollini… Ah la musica! Una delle 5 cose per cui vale la pena vivere, oltre ogni ragionevole dubbio.
Mi crogiolo, mi crogiolo, mi perdo nelle note e nelle melodie, mi commuovo e mi perdo ancora…

Fanatismo Musicale

Ed ecco che giunge a me *Il Clavicembalo Ben Temperato* eseguito da Keith Jarrett… E’ uno di quei momenti in cui il desiderio di mangiarsi le mani, per l’incapacità di suonare, si somma alla consapevolezza di non aver mai sentito, fino a questo preciso istante, nulla di così limpida, cristallina, struggente eppur glaciale, bellezza.
E me ne sto in estatica contemplazione.

Senza Parole

Complimenti davvero ad alcuni miei concittadini, che sono stati in grado, con un gesto decisamente deprecabile, di dimostrare quanto stupidi, gretti, ottenebrati, irrispettosi, bestiali, vigliacchi e cosa c’è di peggiore al mondo, possano essere gli esseri umani.
LEGGETE QUI
No ma… complimenti davvero!!! Ma bravi! Volete un applauso? Ma andate a concimare la terra con la vostra testa bacata a passo dell’oca insieme ai vostri miti. Fatevi un giretto in zona Auschwitz, ma, anche senza andare troppo lontano, basta andare a Trieste, alla Saliera di San Sabba. Per sentire l’odore della morte, di cui sono pregne le mura dopo 60 anni.
Scommetto che sono stati gli stessi stronzi che scrissero *Pinochet vive* a lettere cubitali, in centro, dopo la dipartita del medesimo.
Sono disgustata.
E mi fate pena.

Fiera di Rho - Milano

Che genio Fuksas… Che genio… Sono rimasta imbambolata un bel po’, a guardare la copertura in acciaio e vetro della Fiera di Rho. E, con la Nikon in mano, ho pensato: ne è valsa la pena. Delirante, visionaria, cyberpunk e.. I pilastri con l’apertura in alto mi ricordano rami di alberi. C’è bisogno di aggiungere altro? <3

Quasi 700km in 2 giorni…

Venerdì mattina io e Fede andiamo a pattinare sul ghiaccio. Fede cade e si fa male alla caviglia, dice che non gli fa troppo male e che appena può va dal medico per una fasciatura… In tutto questo c’è da mettere nel conto il programma semi-vacanziero che ci eravamo fatti per questi giorni: 20-21 a Milano ad accompagnare mio babbo, 22-26 in Abruzzo dalla nonna di Fede, 27-28 a Roma da suo cugino con conseguente delirio con fanciulle del forum in zona o quasi… Venerdì sera sul tardi Fede va dal medico, già pronto per partire, e gli dicono che è meglio che stia fermo finché non ha fatto lastre alla caviglia, ovvero lunedì 22. Ergo… Salta tutto, almeno potenzialmente. Milano salta, per il resto aspettiamo le lastre… Il mio umore va giù a picco nel giro di mezzo minuto, vedendomi crollare un progetto che mi rasserena e mi da stimolo da inizio mese. Il mio umore va giù, giù, giù… Non voglio più partire, non voglio fare più nulla, vedo tutto nero. Come spesso mi accade in questo periodo. Buio… Buio… Buio… Quella notte ho dormito malissimo, ma, alla fine, siamo partiti ugualmente. Al posto di Fede è venuto mio fratello, che ha bigiato scuola, e, dopo 3 ore e mezzo di treno, eccoci a Milano. Da lì in poi è stato tutto un crescere, dalla Fiera bellissima, alle foto alla copertura di Fuksas, dalla cena con degli amici di vecchissima data dei miei (per i quali non ho davvero parole, perchè sono stati piacevoli, gentili, simpatici, disponibili, e tutto ciò che c’è di meglio al mondo ed in misura che raramente si può incontrare), alla passeggiata in notturna per i Navigli, dalla breve ma intensa girata per il centro di stamani (comprato vestito *_* e svaligiata libreria), fino al pranzo e poi alla partenza… Non ci credevo, non ci speravo, il tempo è volato e mi sono divertita tantissimo, e pensare che non volevo più partire. E’ sempre così, è sempre così, dannazione… Domani mattina vediamo queste lastre e, chissà, magari si parte martedì, o altrimenti si vedrà. Stasera sono stanca ma soddisfatta, le foto sono venute bene e non vedo l’ora di metterle apposto e poi in rete, in treno ho pure scritto un po’ di romanzo, il che non guasta. Si vede che Sam s’è gasato con l’architettura moderna: cyber il giusto… E domani… Si vedrà. Si vedrà… Forza e coraggio, Lele.

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