Archive for Marzo, 2007

I’m Not OK (I Promise)

Alla fine pure Fede si è fissato con questo video. Sopratutto per la presa a calci della mascotte della squadra di football. Io continuo a chiedermi come sarebbe se venisse fatto in *un’altra scuola*… Ciò non è sano. Facciamo una petizione mondiale per convincere *quella donna* a scriverne *altri sette*, però ambientati *venti anni prima*? Oppure che autorizzi *un gruppo di volenterose fanciulle italiane grafomani e folli* a scriverli? L’ha fatto pure George Lucas con l’Expanded Universe di Star Wars… *sguardo adorante ed occhioni luccicanti*




P.S. A me i My Chemical Romance piacciono. Dio del Metallo scomunicami pure. é_é
P.P.S. I’m Not OK… Trust Me!!!
P.P.P.S. Ma se Severus era nerd e James era fighetto… Come li incastriamo nel video? Sirius dice che l’importante è arrivare alle mani con i Serpeverde, armati di mazze da cricket (ops… quidditch!!!) come nel video… Non sto bene. C’è scritto pure nel titolo. XD

Resoconto…

Se ripenso a sabato, mi torna in mente, per prima cosa, dal punto di vista puramente temporale, l’emozione sottile che ho provato per tutto il viaggio, prima di arrivare a Roma. Ero emozionata, talmente tanto che mi doleva lo stomaco. Nervosa ed emozionata. Piena di aspettative. L’agitazione fortunatamente s’è sciolta nel momento stesso in cui ho visto le ragazze, e sono saltata loro al collo. Sì, tendo a manifestare in modo schifosamente fisico la gioia, ed abbracciare le persone è uno di questi. Per prima ho riconosciuto Mac, per la quale l’attesa si era caricata di molte, molte, molte, aspettative e connotazioni. Ci voleva proprio questo incontro, per poter parlare a quattr’occhi, per ridere, per smorzare la tensione, per poter leggere le emozioni altrui nello sguardo, nelle pieghe delle labbra, nel gesticolare, più o meno marcato. Tutte quelle cose che si possono solo minimamente immaginare, di fronte ad uno schermo, senza considerare che pure io, con le mani sulla tastiera, appaio molto, molto, molto meno emotiva e comunicativa di quello che sono realmente dal vivo. C’è chi dice che quando accade di incontrare persone conosciute per via telematiche spesso sono delusioni. Non è il mio caso. Non è il nostro caso. Dal vivo, come abbiamo ripetuto fino alla nausea per più vie, è tutta un’altra cosa. Ed in meglio. Decisamente. Sono bastati davvero pochissimi attimi perchè mi sentissi del tutto a mio agio, molto meno presa, rispetto all’altra volta, dalla mia solita tendenza a *voler fare bella impressione*. Rivedermi con la Virgy e la Miki è stato altrettanto naturale e spontaneo. Lo pensai già a Febbraio: mi è sembrato di stare con persone che conoscevo da una vita, che mi hanno trattata con la gentilezza, la spontaneità e la cordialità delle più immediate che io abbia mai potuto apprezzare, e questa volta a maggior ragione! Come dimenticare poi Sime, la sorella di Mac, che è stata tutto il giorno con noi, sopportando i nostri deliri e partecipando ad essi? E’ stata davvero carina e gentile: speriamo di non averla traumatizzata troppo e di vederla di nuovo. Sono stati gentili tutti, non mi stancherò mai di ripeterlo, a partire dal *Santo* Riccardo, che ci ha scarrozzate con amorevole pazienza, fino alla mamma della Virgy, che ci ha nutriti a sazietà, la cui macedonia con uvette e frutti i bosco è diventata un mito, ma pure la matriciana, i saltimbocca alla romana… E’ stato tutto bellissimo, piacevole ed io ho galleggiato in questa euforia per tutto il tempo. Come ho avuto modo di dire a Mac, per sintetizzare le mie impressioni: *E’ una bella impressione, di quelle che rimangono addosso pure nelle ore dopo, un’impressione di piacevolezza generale.* Proprio così, è stato qualcosa che mi ha fatto stare bene e che mi è rimasto dentro per tutto il viaggio, e che mi accompagna tutt’ora, che mi carica di qualcosa di più forte e di profondo, che la sola idea di conoscenza per quanto in via di serio approfondimento, ogni qual volta che leggo i post sul blog, o quelli sul forum, o mi collego su msn. E’… Qualcosa di più. Si capiscono molte cose, si intuiscono molte cose, si sfatano dubbi, incertezze. Guardare una persona negli occhi, e avere la possibilià di mostrarsi per quello che si è veramente, reciprocamente, è qualcosa che arricchisce, indubbiamente. Io perlomeno mi sono sentita così. E abbiamo fatto di tutto pur di perdere quel treno, mentre ci rimbalzavamo di sms con Mac, che era già partita ç_ç. Quella signora al finestrino di fronte al suo deve averci preso per matte quando ci ha viste tutte e tre (Virgy, Miki ed io) battere i pugni contro il vetro per attirare l’attenzione di Mac e Sime che stavano già nel vagone… E la scena s’è ripetuta quando sono partita io ( ç_ç ). Sììì raga mi trasferiscoooo!!! Voglio il teletrasporto! Voglio più sabati a Roma! E magari pure qualche sortita di voialtre in Toscana!!! Cos’altro potrei aggiungere, e ricordare? Le infamate ai poster di Scamarcio? La pioggia che non ci ha impedito di girovagare? Castroni e Storia&Magia che sono stati letteralmente presi dall’assalto? Gli agguati reciproci con urla demenziali mentre si passeggiava? Le torture spupazzose ai micioni D’Artagnan e Fortunato? Mac che imita Voldemort? XD XD XD L’esilarante *Questa è tenda di Campioni* di Krum? I video di JackSparrow? E quello di WorldOfWarcraft? In 6 in auto omologata per 5? I momenti di follia (documentati nelle foto) mentre stavamo alla Stazione aspettando Fede e si cercava di andare in sincrono con i manifesti pubblicitari girevoli? Gli ululati accanto al Club Eurostar (documentati anch’essi grazie a Riccardo)? Aggiungo, aggiungo e aggiungo, ma non mi sembra davvero abbastanza. Le parole non rendono. Bisognava esserci. ^_^

Incontro a Roma!!!

Intanto posto le foto…
Intanto basta sapere che sono stata così *_* per tutto il tempo, tempo che è volato come un soffio, e che il pensiero va già a quando ci sarà un’altra occasione… Maggiori dettagli entro breve. Sono stata troppo bene!!!
Appucciamento colossale collettivo e delirante.

Corsi e Ricorsi

Nuovi addii e vecchi bentornati. C’è di che rallegrarsi, a suo modo. C’è da sorridere e ricordare, guardare avanti, essere propositivi. Ma… C’è qualcosa che mi stranisce. C’è qualcosa che mi stranisce nei rapporti umani. Quel qualcosa che mi rende cinica e distante, al 90% quando si tratta di tutto questo. Sarà che mi sono scottata, sarà che ho sofferto, sarà che le rimpatriate mi creano un non so che di malinconia ed indolenza, sarà che quando c’è qualche raggiro io sono sempre l’ultima ad accorgermene, sarà che difficilmente mi lascio coinvolgere e, se lo faccio, maschero sempre il tutto con una buona dose di goffa goliardia. Mi affeziono più facilmente di una volta, e, per una volta, intendo gli ultimi 6 anni. E forse sto ritrovando fiducia nelle amicizie prettamente femminili, dopo essermi ustionata, 6 anni fa. E, a dirla tutta, la sto prendendo nel modo giusto. Suppongo. Basta possessività, basta patemi, basta paranoie, basta pretendere che uno sia sempre disponibile ad ascoltarti, a consolarti, a darti ragione. Basta. Ho imparato la lezione. Eppure… Eppure c’è sempre qualcosa che non mi quadra. Quel qualcosa che mi sussurra subdolo… Di stare all’erta. E questo accade anche ora, ora, ora. In queste ore. La consapevolezza a volte da la nausea. A me rende apatica, annichilita. Poche, pochissime persone hanno la mia fiducia ed io le chiamo amiche, e mi spiace se non riesco a dimostrarglielo. Per il resto del mondo… Il resto fa quasi ridere, mi fa pena. E, a differenza di anni fa, non me la prendo più. Una volta sarei andata su tutte le furie, una volta ne avrei fatto una questione personale, come se avessi colpa io del fatto che quelli che credevo amici avevano un’idea dell’amicizia che non collimava per nulla con la mia. Amicizia, e non pretendo di certo che uno mi venga a raccontarmi i cavoli suoi, solo un po’ di fiducia e di rispetto. Il cosiddetto *minimo sindacale*. Rispetto. Rispetto. Rispetto. La comunicazione vacilla, si ha paura, si teme il confronto, la messa in discussione. La sincerità è qualcosa che non è contemplata, non più. Sarò ingenua io? Sarò io quella tonta che non vuole credere alla mala fede se non quando è palese, comprovata? Se costruisci qualcosa insieme, e quel qualcosa è bello, ha valore, e ti diverte farlo, sarà un segno della bontà degli intenti? Lo è? E’ condizione necessaria e sufficiente? Lo è ancora? Non ne ho visti naufragare troppi di progetti, di amicizie, nel silenzio, nell’omissione, nell’incomprensione… Perché insisto? Perché? Io ci credo, ancora, dannazione. Ci credo profondamente. Io detesto la dissimulazione, il raggiro, il pararsi il culo reciprocamente. Un po’ di maledetta sincerità, invece di nascondersi dietro a mille scuse e mille paranoie. L’ipocrisia mi disgusta. La sensazione di macchinazione alle mie spalle mi provoca un tale senso di sdegno che ne rimango svuotata. Non sono questi i drammi, ma sono anche le piccole cose che ti mostrano chi è tizio, chi è caio, chi sa ascoltarti, chi sa consigliarti, chi sa dirti quello che è giusto che non è sempre quello che uno vuole sentirsi dire. La schiettezza è diventata un optional, si tende tutti a dare un colpo al cerchio, ed uno alla botte, per fare contenti tutti, e poi non se ne fa contenti neppure uno. Siamo tutti così presi dal rimanere simpatici, brillanti, accomodanti che non si riesce più a dire ad un amico se, come, quando sbaglia. Siamo tutti presi dall’apparire sempre al top della forma che mostrare un difetto o una mancanza sembra un delitto, sia a noi stessi che agli altri. No signori, questa non è amicizia. L’amico non compiace, non compatisce, non mente, non raggira. L’amico sa mazziare quando te lo meriti, sa scrollarti quando ti piangi addosso, sa dirti che sbagli quando lo fai, non mente per pararsi le chiappe quando crea le incomprensioni, perchè così teme di perdere la tua fiducia o la tua stessa amicizia. Le incomprensioni si superano, basta… COMUNICARE. Se invece si danno troppe cose per scontate, per sottinteso, per *ma io pensavo che tu l’avessi capito e mi avresti compreso*, allora si finisce che si perde contatto con ciò che è veramente importante. Si perde il contatto con quella che dovrebbe essere un’amicizia, ovvero un legame a doppio filo, limpido e cristallino. Questa è la mia idea di amicizia. Prendere o lasciare.

Lentamente…

Lentamente tu scendi la china
mormorando parole senza senso,
io con calma ti seguo finchè posso,
come se non avessi più alcun peso.

Lentamente ti apri e ti ritrai
e sicura continui la tua danza
mentre il filo che dipani dolcemente
senza fine mi avvolge e mi accarezza;
amore mio, è così che ti sento respirare
ed io so bene il tuo fiato sottile,
quando fra realtà e fantasia
la linea che tracciamo è così tenue.

Lentamente ti muovi e le tue mani
mi aiutano a capire quel che dici,
fino a quando il tempo non ritorni
a portarci i suoi doni inariditi.
In silenzio mi guardi e ti appartengo,
così piccola ed io tanto lontano,
ti spio mentre gli occhi tuoi son chiari
e piano piano cercano la riva.

Amore mio è così che ti vedo allontanare
ed io so bene il tuo silenzio assente,
quando fra realtà e fantasia
la linea che è segnata è così grande.

- Angelo Branduardi -

Un infinito grazie a chi mi passa queste canzoni *appuccianti*… ^_^

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