Archive for Febbraio, 2008

La Mia Creatura Cyberpunk Finalmente Online

Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta, ce l’ho fatta!!!
Va bene, è ancora tutto molto Work In Progress, ma il ghiaccio dovevo pur romperlo e se avessi aspettato ancora finiva che mi passava il momento creativo… Ho fatto il blog per pubblicare, al momento solo su invito, finchè non avrò opportunamente registrato tutti i personaggi, trame, immagini (cosa che mi hanno consigliato in non pochi, ed io neppure sapevo che si poteva fare!!!), il mio personalissimo delirio cyber-demenziale che porto avanti lentamente da un po’ di anni…
Un romanzo, sì, o qualcosa del genere. Qualcosa di mio, mio, solo mio… Niente fandom. Solo mio. Il mio tessssoro…
E poi… Oggi è il compleanno del mio protagonista, non potevo non approfittare per ricordargli (perchè non troppo di rado parlo con le mie creaturine come se fossero persone realmente esistenti, è il rischio di chi vive con la testa tra le nuvole e scrive troppo) che solo uno sfigato, represso e complessato nevrotico come lui poteva nascere il 29 Febbraio di non so quale anno…
Lo so, fa molto Beatrix Potter quando parla con Peter Coniglio congratulandosi con lui perchè finalmente verranno pubblicati da un editore, ma, in un certo senso, non ha tutti i torti…
C’è qualcosa di buono in certi tipi di follia spensierata, ne sono convinta.
Ora c’è da chiedersi… Cosa sia Cyberpunk Beta Version… E perchè sia Beta.
Perchè è una storia eternamente work in progress per spiriti possibilmente nerd e con evidenti dipendenze da computer e connessioni a banda larga…
Fu in una calda mattina di inizio giugno 2005 che, complici una serie di esami in tema, la seconda serie di The Shield raccontatami da Fede e la lettura di alcuni libri di Giampaolo Proni, iniziò a delinearsi una strana trama, nella mia mente: c’erano hacker, visioni futuristiche, ragazzine insopportabili ed androgine, neo-laureati complessati e stressati, amiche fricchettone inarrivabili e chissà cos’altro… Cattivi altrettanto sfigati che tramavano nell’ombra dei protagonisti, ovviamente!
Un calderone complesso e variegato, lontano dai miei soliti lidi gotici e vittoriani, ma che comunque parlava e me, e di me, un misto parodistico e di avventura, con una trama non ancora ben definita, di cui ho iniziato a vedere un filo solo un anno dopo, mentre, nel frattempo, accumulavo idee su idee, volti, caratteri, luoghi, musiche, annotandoli in un caotico quaderno regalatomi da Fede ad Argostoli, Cefalonia.
Molti impegni mi hanno distratto da allora, più o meno utilmente, ma credo che sia giunto il momento di tirare le fila di un po’ di cose, nella mia esistenza, e una di queste è proprio questo universo contorto e decadente, non troppo lontano dalla realtà in cui vivo, portata alle estreme conseguenze, in un guazzabuglio post-moderno, a suo modo gotico, e, ovviamente cyberpunk.
Il tutto, con un ghigno sghembo ad incresparmi le labbra, perchè, si sa, il pessimismo esasperato non mi è mai servito a nulla, se non a farmi crogiolare nelle mie ben note paranoie. Quindi, ridiamoci su, e, come dice l’amico Maynard (James Keenan), speriamo che prima o poi piova sul serio e che la “Mamma” tiri via tutta questa merda, ripulendo a fondo ogni cosa.
Due alter-ego, un maschio pieno di paranoie e una femmina terrificantemente rompicoglioni, per raccontare la stessa storia spesso da diversi punti di vista: il massimo dell’egocentrismo, e, considerato il fatto che il risultato continua a piacermi, non posso che ritenermi soddisfatta alla fin fine.
Chi volesse prender parte come spettatore a questo delirio ancora incompiuto lo invito a lasciarmi un messaggio e non ci metterò nulla ad aggiungerlo come lettore: basta che sia un utente su Splinder!!!

Disegnando Qua e Là…

Scarabocchi puccini…
Tra un universo parallelo e l’altro… Lupin sta diventando poligamo!!! XD XD XD



Nostos

Perchè, per poter partire ancora, a volte tocca pur tornare a casa.

I Deliri Che Fanno Bene All’Animo

E poi di corsa, in cima al passo, lungo una via lastricata dal nulla.
Gli alberi sembrano così spettrali, bianchissimi, illuminati dal basso, come una coltre, una coperta, che tutto raccoglie e tutto protegge, tutto avvolge e tutto risucchia, facendomi perdere lo sguardo lungo le linee contorte e frastagliate dei rami…
Sembrano quasi mani protese. Prendetemi con voi… Imploro.
Scende giù il nevischio. 7°C, sotto lo zero.
La luna crescente illumina pallide le nuvole all’orizzonte, delineando la linea delle colline, quasi rischiarandola.
E poi eccola, una piccola radura, da cui non si vede più la vallata, ai piedi, ma solo le montagne tutte attorno.
La mia voce è un richiamo sgraziato, terribilmente inesperto ed infantile, acuto, ma crea una scarica di adrenalina euforica impensabile, di quella che schiude sorrisi enormi, che tira via tutto ciò che stira i nervi, che alimenta le ansie e le preoccupazioni.
Che strappa il superfluo, spoglia d’ogni orpello, fa girare la testa e lascia solo ciò che conta.
La mia voce, poi, guidata sapientemente, si modula sul linee melodiche dolci, teneri uggiolati…
Grazie, mio dolcissimo compagno, creatura di questa terra brulla e selvaggia, così vicina ai miei migliori sogni.
Perchè la più grande avventura non si scrive o si immagina, ma si vive.

Buoni Propositi da Gatto Solitario

Il 2008 è iniziato da un mese abbondante, ma questo lo devo fare.
A futura memoria. In un attimo di illuminazione mentre mi rilasso nel freddo della Marsica.
Voglio imparare a tirarmela. Sì, giusto un poco.
Mi sono lievemente stufata di chiedere, chiedere, chiedere.
Aspettare, mettermi a disposizione.
Essere sempre quella che ascolta, quella pronta.
Sempre pronta, sempre disponibile.
In tutto, non solo nelle cazzate.
Me la voglio tirare. Non ne sono mai stata capace. MAI.
Sempre a chiedere conferme, sorrisi, abbracci, feedback.
Basta cane scodinzolante sempre a dispensare affetto.
Ora faccio il gatto, quello che si fa i cazzi suoi. Con il dovuto distacco.
Che gioca, con il dovuto distacco. E che s’incazza, con il dovuto distacco.
Quello che ha relativamente bisogno del padrone se non quando gli va a lui.
Quello che non ha padrone, proprio.
E che pensa ai suoi affari: i pochissimi esami da finire, la tesi, la salute, un probabile lavoro molto stimolante ed il mio progetto.
Fanculo il resto.

Next Page »