Quando Rousseau fa *poke*
Mi spiegate cosa ci guadagnate ad avere tutta questa paura immotivata per ogni cosa che non capite o che sfugge dalla vostra logica o che ancora è troppo utopistica o che, peggio ancora, vi mette di fronte alla vostra personalissima insoddisfazione, ai vostri sogni infranti, a quelli che non avete mai avuto abbastanza coraggio di inseguire o ai quali avete rinunciato per la logica political-correct del compromesso?
Cosa ci guadagnate a rosicare per ogni minima cazzata senza rendervi mai del tutto conto di quanto in realtà ci sia di bello in questo mondo e si possa già stringerlo con una sola mano?
Cosa vi viene in cambio nel temere indiscriminatamente ogni persona vagamente diversa solo in base a quello che si dice nei telegiornali se non nel chiudervi nelle vostre case, sempre più impauriti, insicuri, terrorizzati? Spranghe alle finestre, anti-furto, allarmi, porto d’armi, ronde… Vi rendono più sicuri? O iniziate poi a temere che qualcosa non funzioni, che un ingranaggio non scatti, che la pistola si inceppi, che l’allarme non suoni? Cosa vi viene in cambio a tutta questa malafede generalizzata se non che iniziate a guardare con sospetto ed inimicizia chiunque, anche chi vi sta accanto, solo perchè di queste costrizioni mentali si vuole liberare perchè ne ha veramente le tasche piene? Siete invidiosi di chi è più rilassato di voi, di chi non si allarma, di chi non ha paura a confrontarsi, di chi ancora crede nelle utopie, solo perchè sono belle e perchè danno speranza?
Se si crede in Dio, perchè non si può credere in qualcosa di troppo bello per essere vero? In una società migliore, in maggiore uguaglianza sociale, in un futuro roseo? Perchè, a 25 anni, devo già essere un’invecchiata dentro, reazionaria, terrorizzata dal mondo, insicura, pessimista, rosicona, avida, approfittatrice, laida, materialista, omologata?
Perchè? Perchè l’ottimismo vi fa paura? Perchè non ci credete più? Perchè siete alla ricerca costante di qualcosa che i soldi non danno, né le proprietà, né i suv, né il potere, né il prestigio sociale ma non avete più lo slancio per mettervi in discussione, e allora preferite puntare il dito contro chi di tutto questo sa fare a meno, e, allo stesso tempo, non è un reietto, non è un etichettato, sfugge dalle vostre classificazioni, ideologiche, politiche, razziali, religiose…
La verità… La verità è che difficilmente la gente è davvero felice, perchè vive in una società che delle proprie apparenti mancanze, soprattutto materiali, vive e si espande, un mondo che si nutre e vive delle nostre paure, delle nostre insoddisfazioni, imprigionandoci in una società artificiale, allontanandoci da noi stessi, rendendoci dei frustrati, che si affannano a risalire scale sempre troppo ripide, trafficate e scivolose, dimenticandosi di tutto il resto.
Ciò che è veramente importante, e che fa stare bene, non puoi rinchiuderlo in una teca o in una cassaforte per paura che si rompa o che venga rubato: sono emozioni e sensazioni troppo grandi per essere classificate e troppo vere per essere riprodotte da qualcosa di meramente materiale. E una volta colte, sono per sempre.