Un WE Davvero Lungo 02Nov09 | 2

E’ iniziato giovedì, con il Lucca Comics 2009.
E’ finito ieri sera con un regionale da Roma in arrivo alle 20 circa.
Nel mezzo… Il delirio puro: passeggiate, salette da tè, cene, viaggi in treno, travestimenti e… Halloween!!!
Devo mettere a posto le foto. Devo farcela. In fondo non ci si può lamentare se nel giro di tre giorni uno riesce ad incontrare quattro delle sue amiche sparse per lo stivale, se ne combinano delle belle e ne escono fuori circa 400 foto… No?
Quindi, con ordine, inizio dal Lucca Comics. Fede, Ale, Lore e me alla volta del Paese Dei Balocchi Supremo. E a noi presto si è unita Simo!!! Che bello! Scoiattola! Era così tanto che non ci rivedevamo di persona ed ogni tanto certe conferme fanno stare bene. Nel mentre mi son comprata il Bedřich-puppet, una borsa con gatto e una camicetta goth che ho utilizzato ad Halloween con lo stringivita – leggasi esperienza medievale – ed abbiamo incontrato niente meno che Igor Karkaroff in carne ed ossa non che proprietario di una locanda niente male!
Insomma, il fandom regna, e ci perseguita!!!
In tutto ciò l’autunno – quello nebbioso, piovoso e dorato, quello che amo contemplare in ogni singola foglia e sfumatura di colore – è arrivato ed ho reso onore alla temporanea sostituta di Paiola, la cattivissima Cersei, facendo una quantità immonda di foto ai tigli di Lucca e ai coraggiosi cosplayers che si sono avventurati tra i padiglioni al primo giorno di fiera. L’anno prossimo, cascasse il mondo, mi vesto in tema aSoIaF. Da Guardiano della Notte. Deciso.
E al ritorno in treno ho disegnato. Capita spesso ultimamente. Preparatevi ad una carrellata di scarabocchi, finalmente, dopo un bel po’ di tempo di astinenza. Un anno passa, un anno va, uno, due, tre. E’ bello guardarsi indietro, con un sorriso. Perché il tempo è la migliore cura.

A Volte Ritornano… 20Mag09 | 4

Nella fattispecie io. In generale un sacco di cose, fotografia, disegno, scrittura… Non si abbandonano mai del tutto le proprie passioni, poco ma sicuro, e per fortuna. C’é tempo per tutto, basta volerlo. In tutto ciò non serve un genio per capire che ne ho ben poco per curare e seguire il blog, ma per ora va bene così. E’ bastato un pomeriggio di relax per permettermi una full immersion nelle foto che ho scattato ultimamente – e non sono poche, anzi! – al fine di caricarle sul sito. Tutte insieme, rigorosamente, in un bell’ammasso di colori, volti, immagini e ricordi. Come nella migliore tradizione.

Partiamo da domenica scorsa alle Crete Senesi con Fede e Lore… Uno di quei luoghi in grado di lasciarmi dentro una pace immensa ogni volta. Basta uscire ad Asciano e girare senza meta fino a San Giovanni D’Asso (dove si mangia davvero bene), Monte Uliveto, Montalcino, Pienza. E si possono pure trovare fagiani per la strada e scorci da togliere il fiato! Verde, tanto verde, sole, terra arata, prati, papaveri e ginestre. Che spettacolo!

Roma, Venerdì 8 Maggio. Metà giornata, tornando dall’Abruzzo dopo aver salutato per l’ultima volta nonna Maria. Così è la vita, capita anche di alzarsi una mattina e di prendere un treno prestissimo da soli, viaggiare per ore in compagnia di un quaderno, di un libro, e della musica dei Bauahaus e dei Rammstein, per poi arrivare in tempo per salutare chi non c’è più, e a confortare chi rimane, anche a costo di partire all’improvviso. Due anni fa non avrei avuto la forza e la decisione di farlo da sola, di dire NO a chi mi diceva di rimanere a casa e correre a fare un biglietto del treno, ora invece sì, e sono felice di non essermi limitata a stare attaccata al telefono ma ad agire con i miei mezzi. Sono felice di essere stata vicina a Fede, anche solo per tenergli la mano e carezzargliela, quando non c’era più nulla da dire. E’ vero che chi ci lascia per il Grande Viaggio non lo fa mai per sempre. E’ vero che il corpo è solo un simulacro da piangere, ma l’anima se n’é andata altrove. E’ vero quello che si dice dei Morti, che non hanno più la sofferenza sul viso. E’ vero che bisogna vivere come se non ci fosse mai il domani, a 30, 40 o 80 anni. Il giorno successivo l’abbiamo passato onorando la sua memoria, ovvero facendo ciò che nonna Maria ci augurava sempre: vivere bene ed in serenità insieme. Passeggiata improvvisata a Roma, tra Testaccio e Vaticano compresi. Scorci più o meno noti, che mi ricordano quelle ore. Un salto al Colosseo, uno a Storia e Magia, e poi un gran mal di piedi. Fortuna che c’è la metro. Buste maledette ci avete dato sòla sabato scorso! >_< Ci rifaremo, sì sì. Faremo un gran puttanaio: accorrete numerose! ^_^

Macro di una gerbera, una rosa, una serie di peonie. Quasi quasi mi ero dimenticata quanto mi rilassa fare le foto ai fiori. Ed invece… Come ai vecchi tempi.

Momento megalomane ed auto-celebrativo. Chi ha detto che avevo i capelli corti? Ah ah… Guardate ora! Le prime quattro sono pre-taglio, ovviamente. L’ultima è come sono ora. Millenium Addicted. Ebbene sì. E manca poco ormai!

Inoltre… Quanto sono diventata EMO! Parte 1 e Parte 2!!!

E Ancora Una Volta Sogno Il Mare {Tabarly – Yann Tiersen} 03Apr09 | 3

Esistono musiche fatte appositamente per sognare. Cucite addosso e perfettamente su misura per la mia immaginazione, anche quella rivolta a lidi che credevo del tutto abbandonati.
Ed è lì che la spingono, dopo mesi e mesi di volontario esilio, spogliandola dei volti, dei nomi, della nostalgia e della malinconia, lasciando solo le sensazioni, il ricordo di qualcosa che è mio e che resterà tale, insieme alla vista di luoghi di cui ho un ricordo del tutto immaginario ma non per questo meno reale del veramente vissuto.
Esistono angoli di mondo che non ho visitato ma che conosco quasi come le mie tasche, le cui immagini, scorci, sono ben impressi nella mia mente. Una porzione di paradiso puramente mentale che ho costruito in cui rilassare i pensieri, e stare in pace. Dove si trova tutto quello che mi piace veramente, quello che apre una voragine dentro di me da cui si liberano sensazioni appaganti, intime.
Esistono storie che non verranno mai scritte ma che continuano a vivere, perché irrimediabilmente ed inesorabilmente intrecciate ai miei pensieri, alla mia persona e ai miei sogni. E che si ostinano a farlo anche a fianco di altri luoghi, altri ricordi, altre storie ed altri volti, sempre pronti a tornare alla mente grazie ad una sola nota, un’immagine o un odore.
Se chiudo gli occhi, se lascio che la musica del timido bardo bretone sussurri alle mie orecchie, io sono ancora lì, come una volta, come uno, due, tre, quattro anni fa. Il mare non è troppo lontano, ed è rumoroso, inquieto, largo, tale da non poterlo abbracciare con un solo sguardo, è… E’ un oceano al tramonto, denso di colori, del profumo della pioggia misto a quello della salsedine, dell’erba lungo un crinale scosceso. E’ un oceano immenso e sterminato, che si abbatte sulla terra scura, ma che sa anche accarezzarla nelle baie, nelle cale chiuse da schermi di roccia nera. E’ un oceano che mi porta il rumore della risacca, suoni che rotolano come le onde, rapidi, instancabili ed irrequieti, che preannunciano una tempesta.
Ed io sono ancora lì, le dita strette sugli steli d’erba, i piedi nudi sulla terra smossa, i capelli mossi dal vento, le narici che prudono per il profumo intenso e selvaggio della brezza, gli occhi chiusi e la musica di un pianoforte amico e conosciuto nelle orecchie, su una scogliera altissima e terribile, in attesa che l’aria si rompa ed urli insieme a me, prima che cada la pioggia, nei tuoni rochi di un temporale.