Ce l’ho fatta, ce l’ho fatta, ce l’ho fatta!!!
Va bene, è ancora tutto molto Work In Progress, ma il ghiaccio dovevo pur romperlo e se avessi aspettato ancora finiva che mi passava il momento creativo… Ho fatto il blog per pubblicare, al momento solo su invito, finchè non avrò opportunamente registrato tutti i personaggi, trame, immagini (cosa che mi hanno consigliato in non pochi, ed io neppure sapevo che si poteva fare!!!), il mio personalissimo delirio cyber-demenziale che porto avanti lentamente da un po’ di anni…
Un romanzo, sì, o qualcosa del genere. Qualcosa di mio, mio, solo mio… Niente fandom. Solo mio. Il mio tessssoro…
E poi… Oggi è il compleanno del mio protagonista, non potevo non approfittare per ricordargli (perchè non troppo di rado parlo con le mie creaturine come se fossero persone realmente esistenti, è il rischio di chi vive con la testa tra le nuvole e scrive troppo) che solo uno sfigato, represso e complessato nevrotico come lui poteva nascere il 29 Febbraio di non so quale anno…
Lo so, fa molto Beatrix Potter quando parla con Peter Coniglio congratulandosi con lui perchè finalmente verranno pubblicati da un editore, ma, in un certo senso, non ha tutti i torti…
C’è qualcosa di buono in certi tipi di follia spensierata, ne sono convinta.
Ora c’è da chiedersi… Cosa sia Cyberpunk Beta Version… E perchè sia Beta.
Perchè è una storia eternamente work in progress per spiriti possibilmente nerd e con evidenti dipendenze da computer e connessioni a banda larga…
Fu in una calda mattina di inizio giugno 2005 che, complici una serie di esami in tema, la seconda serie di The Shield raccontatami da Fede e la lettura di alcuni libri di Giampaolo Proni, iniziò a delinearsi una strana trama, nella mia mente: c’erano hacker, visioni futuristiche, ragazzine insopportabili ed androgine, neo-laureati complessati e stressati, amiche fricchettone inarrivabili e chissà cos’altro… Cattivi altrettanto sfigati che tramavano nell’ombra dei protagonisti, ovviamente!
Un calderone complesso e variegato, lontano dai miei soliti lidi gotici e vittoriani, ma che comunque parlava e me, e di me, un misto parodistico e di avventura, con una trama non ancora ben definita, di cui ho iniziato a vedere un filo solo un anno dopo, mentre, nel frattempo, accumulavo idee su idee, volti, caratteri, luoghi, musiche, annotandoli in un caotico quaderno regalatomi da Fede ad Argostoli, Cefalonia.
Molti impegni mi hanno distratto da allora, più o meno utilmente, ma credo che sia giunto il momento di tirare le fila di un po’ di cose, nella mia esistenza, e una di queste è proprio questo universo contorto e decadente, non troppo lontano dalla realtà in cui vivo, portata alle estreme conseguenze, in un guazzabuglio post-moderno, a suo modo gotico, e, ovviamente cyberpunk.
Il tutto, con un ghigno sghembo ad incresparmi le labbra, perchè, si sa, il pessimismo esasperato non mi è mai servito a nulla, se non a farmi crogiolare nelle mie ben note paranoie. Quindi, ridiamoci su, e, come dice l’amico Maynard (James Keenan), speriamo che prima o poi piova sul serio e che la “Mamma” tiri via tutta questa merda, ripulendo a fondo ogni cosa.
Due alter-ego, un maschio pieno di paranoie e una femmina terrificantemente rompicoglioni, per raccontare la stessa storia spesso da diversi punti di vista: il massimo dell’egocentrismo, e, considerato il fatto che il risultato continua a piacermi, non posso che ritenermi soddisfatta alla fin fine.
Chi volesse prender parte come spettatore a questo delirio ancora incompiuto lo invito a lasciarmi un messaggio e non ci metterò nulla ad aggiungerlo come lettore: basta che sia un utente su Splinder!!!