See You Space Cowboys!!! 05Ago11 | 0

E’ come l’ultmo giorno di scuola, solo che le vacanze durano di meno, non si fanno i gavettoni per le scale e non si esce urlando. Ma la sensazione è abbastanza simile. Qualcosa che non provavo da tanto, da almeno un decennio, perché l’università permette di staccare quando si vuole, ma il carico degli esami è un fardello che ci si porta sempre dietro, fino alla fine.

Lavorare, con gli orari fissi, il badge da timbrare all’ingresso e all’uscita, 40 ore settimanali, tutti i giorni, è tutta un’altra storia. Ci si rende conto che il tempo a disposizione è davvero poco, troppo poco, e allora bisogna ottimizzarlo al massimo, scegliere cosa fare subito e cosa può aspettare, cosa vale la pena di continuare e cosa mettere da parte, per un po’, magari non per sempre, ma solo in attesa che inventino le giornate di 72 ore.

Incredibile a dirsi in questi mesi ho scritto, fatto fotografie, letto ben 26 libri – rigorosamente in metropolitana – viaggiato, sperimentato in cucina e anche decoupaginato! Ho fatto lunghe e folli passeggiate per Milano, ho atteso alla stazione che arrivasse qualcuno, ho atteso di arrivare a mia volta. Ho fatto un sacco di chilometri per vedere le persone che amo, fosse stato anche per un giorno; ho fatto fare un sacco di chilometri per godere di qualche giorno di intimità e convivenza. Mi rendo conto che qui, sul mio vecchio, storico, blog c’è ben poca traccia di quello che è successo, ma è successo tutto quello di cui avevo bisogno dopo la tesi: un lavoro, i miei orari, la mia indipendenza, i miei spazi, un’avventura in una città grande e sconosciuta, il cambiamento, totale, brutale e radicale, con i dovuti sacrifici. Ma ne vale la pena.

Non credevo di sopravvivere a tutto questo, allo stage, al lavoro, al nuovo ambiente, una nuova casa, nuovi ritmi di vita, la lontananza da Fede e da tutto il resto e invece sono passati 7 mesi e ancora non sono fuggita. Anzi, ci sono quelle giornate intense e perfette, in cui si riescono a risolvere i problemi e il tuo impegno, il tuo lavoro viene riconosciuto per il suo valore, vai a pranzo con i colleghi e poi magari un aperitivo o una cena, tra le risate e gli sfottò ti lasci tutto alle spalle e poi te ne torni a casa nei tram acciottolanti leggendo un buon libro, parli fino a tardi con la tua coinquilina del più e del meno, fantasticando e ridendo di fronte a telefilm improbabili, o giocando con i gatti del condominio, fino ad addormentarti distrutta ma soddisfatta…

Queste giornate, che capitano con la frequenza giusta per risollevare l’umore e dare la carica giusta per continuare, che sono dei toccasana rigenerante come una mug piena di tè fumante alle 5 del pomeriggio, fanno proprio venir voglia di portare quassù quello che manca perché sia veramente perfetto, e rimanere.

E da domani… Di nuovo in viaggio ;)

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Sono ancora qui 11Apr11 | 0

Felicemente lavoratrice e milanese. Manca davvero poco perché tutto combaci alla perfezione.
Ma per ora va benissimo così.

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Dai che magari una di queste sere mi viene voglia di caricare le molte foto fatte e di raccontare cosa ne è stato di me negli ultimi tre mesi abbondanti…

Fine 2010 e Inizio 2011 04Gen11 | 1

Buoni propositi per il 2011?
Vederci più spesso, Buste!!!

P.S. Adoro i botti, i petardi, i magnum, i mini-razzi. Sono una piccola piromane del Sacro Ordine di Till Lindemann.
P.P.S. Vy ci sei mancata! Y_Y
P.P.P.S. Le crepes mignon rullano Q_____