Rammstein – Il Concerto 04Lug10 | 3

Non credo ci sia un modo razionale di affrontare la cosa.
Non c’è modo di radunare le idee e le sensazioni anche dopo qualche giorno.
Non è razionale, è delirio, euforia, voglia di ballare, gridare, saltare, esultare. E’ fuoco, sudore, fatica.
Siamo state baciate dal fuoco, da un Sandor Clegane teutonico e dai suoi amici. RAMMSTEIN!!!
Ci sono video su YouTube che testimoniano la spettacolarità del concerto ma non sono niente rispetto ad esserci davvero – neppure il dvd del Volkerball rende cosa significa stare sotto il palco. Ci sono le foto che ho scattato saltando e ballando nel frattempo, ma niente potrà mai descrivere l’esaltazione che mi ha pervasa dalla prima nota, quando tutta la stanchezza è sfumata via di colpo e le parole delle canzoni venivano fuori dalle labbra nel mio tedesco maccheronico.
Ich hab’ es nicht bereut… <3
Rammlied (con la bandiera che cade come sipario), B*******, Waidmanns Heil (e Till che imbraccia il fucile), Wiener Blut, Ich Tu Dir Weh (con Flake che si ribella a Till, lo prende a calci e poi Till si vendica incendiandolo, ma Flake “rinasce” ricoperto di lustrini e balla), Frühling in Paris (e il pubblico che la canta tutta in coro), Pussy (Till, le allusioni, il cannone, la schiuma e il delirio collettivo), Haifisch (Flake affronta il pubblico a bordo del gommone), Feuer Frei (ed è FUOCO! *O*), Keine Lust (la pretendevo!), Du Hast, Ich Will, Links 2-3-4 (molto meglio dal vivo che in studio), Benzin, Sonne (Amore!!! Il pubblico in visibilio), Du Riechts So Gut (e qui sono letteralmente impazzita perché è una delle mie preferite e ci speravo troppo che la facessero ma non accade spesso… Allora ho ballato come un’indemoniata!).
Certo, sono mancate canzoni come Reise Reise, Mein Teil, Stein um Stein, Mein Herz Brennt e altre mie preferite come Wo Bist Du, Feuer und Wasser, Amour, Ohne Dich, Mutter, Adios e Wilder Wein però non si può certo pretendere che facciano tutto il loro repertorio specie con un album come Liebe Ist Für Alle Da da promuovere.
I giochi pirotecnici sono stati fenomenali, il fuoco <3 che dire, come spiegare… Fa un caldo spaventoso specie se si sta vicini, però è uno spettacolo per tutti i sensi. E’ catartico e purificatore. Till, Flake, Paul, Christoph, Oliver e Richard (rigorosamente in ordine di gradimento personale XD) sono stati tonici, coinvolgenti, ironici, carismatici, riconoscenti verso il pubblico. Un pubblico che variava dai ragazzini accompagnati da genitori – alcuni perplessi, altri preparatissimi sui testi – a quarantenni fan storici, da punk con creste a vichinghi metallari, da gotiche chiatte a persone assolutamente normali. Tutti accomunati dal desiderio di cantare e godersi Till e compagni. Ma non solo: il gruppo spalla, i norvegesi aggrotech Combichrist – che producono musica discutibile ma dopante, che si lascia ballare in modo impressionante, io non sono stata ferma un’attimo, sembrava di stare in un rave ed è figo –  hanno trascinato il pubblico per quasi un’ora, caricandolo per l’arrivo imminente dei Rammstein. Insomma, se qualcuno si sta chiedendo se spendere 60 euro e passa per il biglietto, andare a Villafranca di Verona in auto con le code, aspettare in fila sotto l’afa, vale la pena per un concerto del genere, be’ sì, lo merita.
E appena i Rammstein tornano in Italia io voglio bissare.
Tra i momenti di delirio da ricordare in primis il sombrero di Riccardo – Hombre!!! – il tizio ubriaco che voleva sposare Vy e quello che offriva la grappa, Till che nel momento di suprema finesse – ma lo amiamo anche per questo! – You’ve got a pussy, I have a dick – in cui ha gioiosamente sostituito i termini in italiano XD – a detta di Fede guardava e indicava nella nostra direzione. E a detta della Poggy ora siamo tutte incinte per imposizione del dito e dello sguardo di Till Lindemann perché, in quanto ignifugo e unico uomo che può dare fuoco all’acqua, LUI PUO’.
Till Lindemann semina terrore nel boschetto della nostra fantasia (cit.Poggy).
LOL!!! E mi fermo qui. Altrimenti non finisco più.
Un grazie a tutti, a Fede che ci ha scarrozzate e s’è divertito anche lui alla fine, a Vy, Elisa (la Poggy!), Riccardo, Rosaria aka Nachan e Valeria - direttamente da Mosca *O* - della compagnia e di aver condiviso insieme un’esperienza del genere!

Se ne parla anche qui:
- Poggy 1 e 2
- Nachan
- Mio FB

2009-2010 05Gen10 | 6

E’ finito anche questo anno. Ed è iniziato uno nuovo. In un battito di ciglia.
Rinnovati i buoni propositi del precedente, con maggiore forza ed impegno. Quest’anno bisogna spaccare più del precedente!
Quello che è appena finito – qui sintetizzato in 42 post netti – verrà ricordato come uno degli anni più intensi degli ultimi tempi, uno di quelli vissuti veramente fino in fondo, senza negarsi nulla. Viaggi, esperienze, soddisfazioni, amicizie. E’ stato l’anno in cui ho lavorato per la prima volta e in cui i cerchi che si son chiusi hanno iniziato a girare con meccanismi oleati e funzionanti. E’ stato l’anno in cui ho detto addio ad alcune persone, ho salutato il ritorno di altre, ho avuto conferme e delusioni, ma anche sorprese e nuove scoperte. E’ stato l’anno delle grandi letture (44 libri secondo aNobii, con un totale di 16981 pagine, ma in realtà sono 46, di cui 2 non terminati – doh! Dannata Vargas!), l’anno di Stieg Larsson e di Lisbeth Salander <3, di George Martin e le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, del ritorno di Arkady Renko e di tanta Russia, l’anno in cui ho scoperto, amato e divorato un bel po’ di letteratura scandinava – Dahl, Persson, Mankel, Marklund, Larsson e ancora Larsson! – e in cui sono tornata a scrivere da sola, persa tra eroine cyberpunk, mannari e poliziotti moscoviti e allo stesso tempo ho ritrovato la passione e l’ispirazione nella scrittura a più mani e nel disegno (prima o poi ne posterò un po’) creando a braccetto un mondo complesso e corale, che – dannazione! – funziona alla grande. E’ stato l’anno di Anouk, Sam, Siobhan, Liath, Vika, Arkasha, Rebecka, Bedřich, Maynard, Anethe, Igor, Pavel, Ingrid e molti altri. L’anno di I Love Radio Rock, UP, Easy Virtue, Inglorious Bastards, Ciao Pussycat, Il Vizietto, Tropic Thunder, A Christmas Carol e tanti ancora. E’ stato l’anno in cui ho falcidiato 80cm di capelli per una nuca libera ed un ciuffo un po’ emo e sono tornata ad un look da vero maschiaccio; in cui ho scoperto gli anni 80, la musica goth, e mi sono goduta un concerto dopo troppo tempo, con dei picchi di fangirlismo degni di una groupie anni 70. E’ stato l’anno di Peter Murphy, Bauhaus, Rammstein, IAMX, Warrel Dane, Sanctuary, Deine Lakaien, Tool, Abney Park, David Bowie, Depeche Mode e Clint Mansell. E’ stato l’anno di Paros e Naxos (e tante foto che ho quasi finito di sistemare), di Padova, Milano, Lucca, Siena, Ladispoli e Roma, di Yes Man e Yes, We Can, perché bisogna dire di sì, e partire senza pensare a cosa si lascia a casa, e allora tutto è possibile, se non si nega nulla al destino.
A tutte queste esperienze, a chi mi ci ha trascinato e si è fatto trascinare, agli amici che hanno condiviso, a Federico che è sempre con me, senza se e senza ma, a progettare il nostro futuro insieme, grazie di questo 2009, e i migliori auguri per il 2010. Per fare di meglio del 2009 devo come minimo fare una tesi della madonna e poi chissà… Ci stiamo lavorando, signori. U_U Objective-C ed IPhone vi domerò. Zan zan.


In coda le foto di Capodanno. Ovvero 31 dicembre, 1-2 gennaio in quel di Mentana con le Buste. Sì, rispetto agli altri anni le foto sono ben poche, e non ce n’è nessuna che testimoni l’alto grado di salanderizzazione della mia persona – a parte quella in cui si vedono le mie calze a righe viola, perché, ebbene sì, avevo una mini mini gonna borchiata, anfibi, Mac-maglietta, occhio pesto e felpa con cappuccio – ma siamo state molto occupate U_U Abbiamo avuto un tendone da circo da montare, trame da abbozzare, paradossi temporali e personaggi da creare, disegni da scarabocchiare, film da vedere e tanto cibo da cucinare, braci da attizzare, carne ed arrosticini da sbruciacchiare, ma senza stressarci. Ah, quanto mi sono rilassata! Tre giornate rigeneranti davvero! Siamo state troppo bene… Quando bissiamo mie adorate? Voglio scendere a Roma di nuovo!!! E Mac, devi esserci anche tu! E Vy, l’anno prossimo se non fai Capodanno con noi sei una busta che più busta non ce n’è e ti disconosciamo, tiè! E poi vogliamo i Rammstein a Milano con Till e Flake e tutta la banda di piromani! E pretendo un lunghissimo fine settimana con il mio amore, magari a Praga. E chissà dove finiremo quest’estate… Stoccolma dista solo 23 ore di auto e nel mezzo c’è Berlino e Copenaghen da visitare… XD

Following The Silent Hedges 06Ott09 | 0

La cosa bella dell’esser musicofila oltranzista è che si arriva a conoscere artisti talmente bravi e significativi, di generi completamente diversi e praticamente agli antipodi, senza tuttavia escluderli a vicenda.
Tutt’altro! Anzi, sussurrano ed urlano le stesse parole ad anni di distanza, con due delle voci che amo di più in assoluto.
O meglio… Chi l’avrebbe mai detto che i miei amati Nevermore avessero fatto ai tempi di In Memory una cover di Silent Hedges dei Bauhaus? Dalla dark-wave al trash-death metal. E ritorno.
Warrel come Peter. E Peter come Warrel. *C* E l’arpeggio iniziale è tanto Nevermore ante-litteram…

Following the silent hedges
Needing some other kind of madness
Looking into purple eyes
Sadness at the corners
Works of art with a minimum of steel

Pure sensation
The beautiful down grade
Going to hell again
Going to hell again

Self confidence leaks
From a thousand wounds
Faults of civilization
Burning the private paradise of dreams
Minus hands of the electric clock
Clock. Clock. Clock.

What happens when the intoxication of success has evaporated?

Pure sensation
The beautiful down grade
Going to hell again
Going to hell again

Silent Hedges – Bauhaus