Archive for the 'Dipendenze Musicali' Category

A Volte Ritornano (Musicalmente Parlando) Ed Il Tempo Vola (Quello Sempre)

Ci sono canzoni nate per rimanere in testa, parola dopo parola, per anni, e poi tornare alla mente come se il tempo non fosse mai passato. Cielo, se ne è trascorso, da quando ascoltavo solo grunge e punk, e mi vestivo a strati multicolori e sdrucidi. Qualcosa come nove anni fa? Diavolo…
Forse è tutta colpa della faccetta da cane bastonato di Cobain alla fine, quando per l’ultimissima volta pronuncia “the whole night through”, forse è perchè, ora come ora, questa canzone mi sa tanto di mannarica, sussurrata in una notte fredda di fronte al fuoco, prima di dormire…
Fatto sta che la canticchio da tutta la mattina.

My girl, my girl, dont lie to me
Tell me, where did you sleep last night?
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I would shiver the whole night through

My girl, my girl, where will you go?
Im going where the cold wind blows
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I would shiver the whole night through

Her husband, was a hard working man
Just about a mile from here
His head was found in a driving wheel
But his body never was found

My girl, my girl, dont lie to me
Tell me, where did you sleep last night?
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I will shiver the whole night through

Where Did You Sleep Last Night - Nirvana

Continuando A Farsi La Stessa Domanda Del Post Precedente

Sì, evitiamo di farci del male e darsi al copia e incolla tutto insieme pure di Space Oddity, Heroes, Ziggy Stardust, Velvet Goldmine e quant’altro con video al seguito. La tentazione c’è. Dannazione… Però è questa la mia preferita. E le parole le conosco già da anni, quando le ascoltavo arrochite e stentate dalla bocca del compianto Cobain…
Due mie creature pseudo-letterarie la canticchiano con me, uno un po’ reticente ma vabbé… Quando si vedrà sugli schermi con Mamma Mia! suppogo che si traumatizzerà di più che con un po’ di sano glam…

We passed upon the stair, we spoke of was and when
Although I wasnt there, he said I was his friend
Which came as some surprise I spoke into his eyes
I thought you died alone, a long long time ago

Oh no, not me
I never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world

I laughed and shook his hand, and made my way back home
I searched for form and land, for years and years I roamed
I gazed a gazely stare at all the millions here
We must have died along, a long long time ago

Who knows? not me
We never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world

Who knows? not me
We never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world

The Man Who Sold The World - David Bowie

Let All The Children Boogie

Perchè mi sono irrimediabilmente persa gli anni ‘70?
Ecco. Ottima domanda.
E frivolmente migliore di molte altre. NdEvan.

Dopo 2820km Circa…

C’è una parte di me, quella irrequieta e nomade, quella zingara, da cane randagio, che non si rassegna mai al ritorno. MAI.

Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d’inverno
e nell’aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.

A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissa dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.

Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.

Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.

E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l’inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.

Ninnananna - Modena City Ramblers

Ogni Uomo Ha Il Suo Segreto Inconfessabile (cit.)

Amo questo film.
Sconsideratamente.
La musica, la sceneggiatura, la voce di Servillo, e quelle sue facce un po’ così, corrucciate, timide, impacciate, ritrose, misantrope, burbere, riflessive, silenziose…
Che la fissa e vorrebbe dirle tante di quelle cose.
Ma rimane sempre e solo uno sguardo esitante e sospeso, consapevole del terremoto interiore.
Quello delle… Conseguenze dell’Amore.
Visto e rivisto, un numero ormai indegno di volte.
Questa è una delle mie scene preferite.

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