2009-2010 05Gen10 | 6

E’ finito anche questo anno. Ed è iniziato uno nuovo. In un battito di ciglia.
Rinnovati i buoni propositi del precedente, con maggiore forza ed impegno. Quest’anno bisogna spaccare più del precedente!
Quello che è appena finito – qui sintetizzato in 42 post netti – verrà ricordato come uno degli anni più intensi degli ultimi tempi, uno di quelli vissuti veramente fino in fondo, senza negarsi nulla. Viaggi, esperienze, soddisfazioni, amicizie. E’ stato l’anno in cui ho lavorato per la prima volta e in cui i cerchi che si son chiusi hanno iniziato a girare con meccanismi oleati e funzionanti. E’ stato l’anno in cui ho detto addio ad alcune persone, ho salutato il ritorno di altre, ho avuto conferme e delusioni, ma anche sorprese e nuove scoperte. E’ stato l’anno delle grandi letture (44 libri secondo aNobii, con un totale di 16981 pagine, ma in realtà sono 46, di cui 2 non terminati – doh! Dannata Vargas!), l’anno di Stieg Larsson e di Lisbeth Salander <3, di George Martin e le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, del ritorno di Arkady Renko e di tanta Russia, l’anno in cui ho scoperto, amato e divorato un bel po’ di letteratura scandinava – Dahl, Persson, Mankel, Marklund, Larsson e ancora Larsson! – e in cui sono tornata a scrivere da sola, persa tra eroine cyberpunk, mannari e poliziotti moscoviti e allo stesso tempo ho ritrovato la passione e l’ispirazione nella scrittura a più mani e nel disegno (prima o poi ne posterò un po’) creando a braccetto un mondo complesso e corale, che – dannazione! – funziona alla grande. E’ stato l’anno di Anouk, Sam, Siobhan, Liath, Vika, Arkasha, Rebecka, Bedřich, Maynard, Anethe, Igor, Pavel, Ingrid e molti altri. L’anno di I Love Radio Rock, UP, Easy Virtue, Inglorious Bastards, Ciao Pussycat, Il Vizietto, Tropic Thunder, A Christmas Carol e tanti ancora. E’ stato l’anno in cui ho falcidiato 80cm di capelli per una nuca libera ed un ciuffo un po’ emo e sono tornata ad un look da vero maschiaccio; in cui ho scoperto gli anni 80, la musica goth, e mi sono goduta un concerto dopo troppo tempo, con dei picchi di fangirlismo degni di una groupie anni 70. E’ stato l’anno di Peter Murphy, Bauhaus, Rammstein, IAMX, Warrel Dane, Sanctuary, Deine Lakaien, Tool, Abney Park, David Bowie, Depeche Mode e Clint Mansell. E’ stato l’anno di Paros e Naxos (e tante foto che ho quasi finito di sistemare), di Padova, Milano, Lucca, Siena, Ladispoli e Roma, di Yes Man e Yes, We Can, perché bisogna dire di sì, e partire senza pensare a cosa si lascia a casa, e allora tutto è possibile, se non si nega nulla al destino.
A tutte queste esperienze, a chi mi ci ha trascinato e si è fatto trascinare, agli amici che hanno condiviso, a Federico che è sempre con me, senza se e senza ma, a progettare il nostro futuro insieme, grazie di questo 2009, e i migliori auguri per il 2010. Per fare di meglio del 2009 devo come minimo fare una tesi della madonna e poi chissà… Ci stiamo lavorando, signori. U_U Objective-C ed IPhone vi domerò. Zan zan.


In coda le foto di Capodanno. Ovvero 31 dicembre, 1-2 gennaio in quel di Mentana con le Buste. Sì, rispetto agli altri anni le foto sono ben poche, e non ce n’è nessuna che testimoni l’alto grado di salanderizzazione della mia persona – a parte quella in cui si vedono le mie calze a righe viola, perché, ebbene sì, avevo una mini mini gonna borchiata, anfibi, Mac-maglietta, occhio pesto e felpa con cappuccio – ma siamo state molto occupate U_U Abbiamo avuto un tendone da circo da montare, trame da abbozzare, paradossi temporali e personaggi da creare, disegni da scarabocchiare, film da vedere e tanto cibo da cucinare, braci da attizzare, carne ed arrosticini da sbruciacchiare, ma senza stressarci. Ah, quanto mi sono rilassata! Tre giornate rigeneranti davvero! Siamo state troppo bene… Quando bissiamo mie adorate? Voglio scendere a Roma di nuovo!!! E Mac, devi esserci anche tu! E Vy, l’anno prossimo se non fai Capodanno con noi sei una busta che più busta non ce n’è e ti disconosciamo, tiè! E poi vogliamo i Rammstein a Milano con Till e Flake e tutta la banda di piromani! E pretendo un lunghissimo fine settimana con il mio amore, magari a Praga. E chissà dove finiremo quest’estate… Stoccolma dista solo 23 ore di auto e nel mezzo c’è Berlino e Copenaghen da visitare… XD

Following The Silent Hedges 06Ott09 | 0

La cosa bella dell’esser musicofila oltranzista è che si arriva a conoscere artisti talmente bravi e significativi, di generi completamente diversi e praticamente agli antipodi, senza tuttavia escluderli a vicenda.
Tutt’altro! Anzi, sussurrano ed urlano le stesse parole ad anni di distanza, con due delle voci che amo di più in assoluto.
O meglio… Chi l’avrebbe mai detto che i miei amati Nevermore avessero fatto ai tempi di In Memory una cover di Silent Hedges dei Bauhaus? Dalla dark-wave al trash-death metal. E ritorno.
Warrel come Peter. E Peter come Warrel. *C* E l’arpeggio iniziale è tanto Nevermore ante-litteram…

Following the silent hedges
Needing some other kind of madness
Looking into purple eyes
Sadness at the corners
Works of art with a minimum of steel

Pure sensation
The beautiful down grade
Going to hell again
Going to hell again

Self confidence leaks
From a thousand wounds
Faults of civilization
Burning the private paradise of dreams
Minus hands of the electric clock
Clock. Clock. Clock.

What happens when the intoxication of success has evaporated?

Pure sensation
The beautiful down grade
Going to hell again
Going to hell again

Silent Hedges – Bauhaus

Bela Lugosi’s Dead…UNDEAD UNDEAD UNDEAD! 04Ott09 | 3

Giovedì sera 1° Ottobre ho visto Peter Murphy in concerto al Viper di Firenze, in compagnia di tre fanciulle di rara piacevolezza: Vy, Francesca e Cristiana.
Peter Murphy *O*

Ufficialmente non me ne rendo ancora bene conto. Chiedere come è stato è assolutamente superfluo.
Vy ha raccontato tutto sul suo blog in tempo record e al solito mi ha anticipata. Maledetta!
Io ho avuto picchi di delirio fangirlistico con urla bacchiche improvvise ed incontrollate. Ho cantato a squarciagola, saltato, ballato – se così si può dire – ed ho tentato di lanciare un mazzo di rose nere sul palco. Peter è stato… Peter Murphy dei Bauhaus. Come se quasi trent’anni dai tempi della dark wave non fossero mai passati. Come se, quando ha cantato She’s In Parties, fossimo a Londra nel 1980 e lui avesse una ventina d’anni appena.  Bedřich… Come se la mano glam del Dio Bowie fosse scesa sul palco al momento della cover di Ziggy Stardust e di Space Oddity a benedirci tutti quanti. Come se Trent Reznor avesse scritto Hurt solamente perché Peter la cantasse e ci facesse emozionare. E Strange Kind Of Love, la prima sua canzone che io ho sentito, ed amato, è stata assolutamente perfetta. Certo, mi sono mancate Bela Lugosi’s Dead, Passion Of Lovers e alcune del suo repertorio da solista che mi piacciono molto, ma non importa… Credo che ad un certo punto poteva benissimo mettersi a cantare La Vecchia Fattoria e sarei rimasta comunque in estasi contemplativa di tanta bravura. E che voce. CHE VOCE! Insomma, ne è valsa la pena. Ne è valsa la pena fare passare tanto tempo dall’ultimo concerto e poi divertirsi ad organizzare questa serata folle e delirante con tre persone veramente speciali. Ne è valsa la pena. Non pensavo di essere ancora in grado di provare ed esprimere un tale entusiasmo ad un concerto, come una ragazzina. Come quando, 9 anni fa, Claudia, Cristiana ed io, vedemmo l’ultimo, vero, struggente, concerto italiano degli Smashing Pumpkins. Si avverte la consapevolezza di far parte di qualcosa di unico, e che potrebbe essere davvero irripetibile. E così è stato.
Devo recuperare il tempo perso, devo andare a più concerti. Voglio a tutti i costi vedere almeno una volta i Tool, IAMX, Rammstein e NIN. Voglio un concerto di Yann Tiersen e Goran Bregovich. Credo di aver trovato un’ottima compagnia per tentare queste imprese musicali. Questa volta non posso proprio tirarmi indietro!

Un grazie particolare a Cristiana ed Alessandro, per averci ospitate in casa anche in mezzo al trasloco ed imbiancatura, per la compagnia, la disponibilità e quanto è stato. Grazie a Cristiana, che quella sera estiva in pizzeria a Ponticino, parlando di musica, mi propose di venire al concerto.
Grazie a Francesca, e al bellissimo pomeriggio di shopping alternativo in giro per Firenze, in cui turisti e abitanti ci hanno guardate malissimo ovunque passassimo, tra Dark Eden, Mercato di San Lorenzo e Transfers, in mezzo ai quali ho raccattato il mitico mazzo di rose nere, un orecchino nuovo e una gonna multifunzione.
Grazie infine a Vy, mai luv, che mi ha fatto conoscere Peter e i Bauhaus. A Vy, è scesa da Milano appositamente per il concerto, pur avendo date più vicine a lei. E ciò è stato davvero dolce.

Grazie alla musica, alla condivisione, all’amicizia. Grazie a tutto ciò che lega le persone e che permette che giornate così accadano e rimangano nella memoria, indelebili.

Io voglio ricordarlo così, laddove il glam e il goth si incontrano. <3

Ed ora un po’ di foto, ovviamente. C’è da dire una cosa, anzi due.
La prima è che è umanamente impossibile fare foto a chi è sul palco a meno di non essere oltre le transenne. E se fossi stata oltre le transenne me ne sarei fottuta della possibilità di fare foto e sarei salita direttamente sul palco per compiere imprese innominabili.
La seconda è che il mio Ego è stato privato di immagini che immortalino il livello di gravissimo – come ha detto Vy - Lisbeth Mode On della mia mise per il concerto. E vabbè, sarà per un’altra volta. ^_^

1-3 : Cena con il take away del Toscocina. Ale, Fra e Vy in cucina. Io ero seduta sull’acquaio. XD
4-11: Foto random-psichedeliche fatte sull’autobus mentre andavamo al Viper, e senza flash, perché dava noia al conducente. é_é
12: L’unica foto decente (???) che son riuscita a fare al concerto, durante Strange Kind Of Love. Ero commossa, cantavo e mi tremavano le mani dall’emozione. C’è da dire però che ho fatto un po’ di video e poi la streghetta del Windows Video Maker sicuramente saprà ricavarne qualcosa di utile…
13-17: Vy ed io mentre aspettiamo il suo treno, rigorosamente con 35 minuti di ritardo, a Rifredi.
18: La sottoscritta che tenta una foto ricordo dietro ad uno dei poster del concerto in Piazza Savonarola.
19: Casa similmente occupata a Campo di Marte.
20: La sottoscritta che immortala la maglietta “Winter Is Coming” fatta a stencil mentre aspetta che Ale esca di doccia e si prepari pranzo ad un’ora indegna tipo le 2 e mezzo…