Poco più di 120 pagine, che mi hanno riconciliata con la Signora J.K.Rowling, dopo la terribile delusione del settimo libro di Harry Potter.
Forse per la semplicità, e per l’ironia, o per la resa del tutto, con i commenti di Silente alla fine di ogni racconto, tali da dare all’insieme una dimensione incredibilmente “vera”, al di là del mondo immaginifico in cui il libriccino è perfettamente inserito.
Come se maghi e babbani si potessero davvero sfiorare e mescolare; come se stregoni, animagi, licantropi ed incantesimi fossero reali e nitidi.
Vivi e vegeti, in mezzo a noi. E pieni di nuove informazioni che sono manna dal cielo per chi, come me, è un fan di vecchia data, e vorrebbe sempre saperne di più, anche se la saga è finita.
L’ho letto in mezz’ora e per mezz’ora ho riso, sommessamente, come se fosse stato scritto da un amico di vecchia data, o l’avessi ritrovato in fondo ad un baule, tra i ricordi dell’infanzia. Forse è per questo che si sogna, e si continua a sognare, anche quando non si è più bambini.
E si continua a credere che, magari altrove, sia davvero possibile l’impossibile, con un colpo sicuro di bacchetta.
Le mie fiabe preferite?
La Fonte della Buona Sorte, per il messaggio di speranza, forza e coraggio.
E Lo Stregone Dal Cuore Peloso, perchè mi ricorda una parte di me che è esistita solo sulla carta, ma che se fosse qui non potrebbe che riflettere su quanto letto, e correre ai ripari. Sotto le risate felici e soddisfatte del suo bizzarro migliore amico.
A quando la pubblicazione di “Muso Peloso, Cuore Umano”? <3
Il mio 26esimo compleanno è passato in sordina ed in volata ormai una settimana or sono. Di quel giorno denso di studio ricordo con piacere gli auguri degli amici vicini e lontani, gli sms ricevuti, il delirio su Facebook, le risate al nostro, piccolo, Porto Di Mare. Poi il profumo delle candele sopra il case del pc, il Principe di Galles sorseggiato verso le 15, il Darjeeling alle 17. Una cenetta romantica a due, con dell’ottimo pesce, e poi presto a letto, ma non senza aver scribacchiato un poco in solitario. Valeriana e lievito di birra, prima di dormire.
Poi finalmente è arrivato l’esame, ed è passato. Certo, se mi fosse entrata in testa pure l’ultimissima parte del corso magari oggi festeggerei un 30, non solo i complimenti del prof per l’esposizione. Ma, chissà… Forse è giusto il 26 che ho preso, ma che ancora non ho firmato. Chissà…
Fatto sta che oggi finalmente ho aperto l’armadio e ho tirato giù il materiale per i regali di Natale, carta, fiocchi, decorazioni, scatole, un po’ di regalini presi qua e là pronti per essere impacchettati. E spediti.
La novità è che quest’anno riuscirò a dare a mano quasi tutti i miei regali, e spedirò un gufo soltanto.
Seguono un po’ di foto scattate nell’ultimo mese e mezzo, e che ho avuto modo di mettere a posto solo oggi.
Il classico autunno in fortezza… Ormai è una tradizione fare le foto lungo la scalinata che raggiunge il Prato da dietro! Così come ritrarre i tigli. E se nel 2006 ero tutta tweed ed Erinnosa, nel 2007 molto vittoriana e Galuthosa, quest’hanno eccomi in versione scottish e Fiannosa. ^^
Scatti random: la candela (che fu un regalo di Simo) fa parte di una mia composizione con piatto di legno e sabbia Ikea, sassi e conchiglie greci, anice stellato cretese, in uno strano misto di nordico, mare e mediorentale… Diciamo che mi descrive a pieno! Le orchidee mi ossessionano pure, ma non sono Araki. :P Ed infine il mio feticcio steampunk: l’orologio a carica da taschino con ingranaggi a vista… Regalo di Fede per il compleanno! <3
Domenica scorsa a Soci (dove ci siamo divinamente abbuffati) in cui mi sono quasi intrufolata in un edificio abbandonato, giocato con un cagnolino adorabile che mi ha pure gentilmente lappato il naso ed infine festeggiato il compleanno con famiglia e zii.
I regali ricevuti per il compleanno.
Nell’ordine: Lorenzo, Zio, Fede, Famigliah (molto interessato U_U), Zii Reloaded e Vy!!! {Edit: Aggiunti anche quelli di Elisa ed Anna *O*}
Ci sono canzoni nate per rimanere in testa, parola dopo parola, per anni, e poi tornare alla mente come se il tempo non fosse mai passato. Cielo, se ne è trascorso, da quando ascoltavo solo grunge e punk, e mi vestivo a strati multicolori e sdrucidi. Qualcosa come nove anni fa? Diavolo…
Forse è tutta colpa della faccetta da cane bastonato di Cobain alla fine, quando per l’ultimissima volta pronuncia “the whole night through”, forse è perchè, ora come ora, questa canzone mi sa tanto di mannarica, sussurrata in una notte fredda di fronte al fuoco, prima di dormire…
Fatto sta che la canticchio da tutta la mattina.
My girl, my girl, dont lie to me
Tell me, where did you sleep last night?
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I would shiver the whole night through
My girl, my girl, where will you go?
Im going where the cold wind blows
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I would shiver the whole night through
Her husband, was a hard working man
Just about a mile from here
His head was found in a driving wheel
But his body never was found
My girl, my girl, dont lie to me
Tell me, where did you sleep last night?
In the pines, in the pines
Where the sun dont ever shine
I will shiver the whole night through
Sì, evitiamo di farci del male e darsi al copia e incolla tutto insieme pure di Space Oddity, Heroes, Ziggy Stardust, Velvet Goldmine e quant’altro con video al seguito. La tentazione c’è. Dannazione… Però è questa la mia preferita. E le parole le conosco già da anni, quando le ascoltavo arrochite e stentate dalla bocca del compianto Cobain…
Due mie creature pseudo-letterarie la canticchiano con me, uno un po’ reticente ma vabbé… Quando si vedrà sugli schermi con Mamma Mia! suppogo che si traumatizzerà di più che con un po’ di sano glam…
We passed upon the stair, we spoke of was and when
Although I wasnt there, he said I was his friend
Which came as some surprise I spoke into his eyes
I thought you died alone, a long long time ago
Oh no, not me
I never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world
I laughed and shook his hand, and made my way back home
I searched for form and land, for years and years I roamed
I gazed a gazely stare at all the millions here
We must have died along, a long long time ago
Who knows? not me
We never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world
Who knows? not me
We never lost control
Youre face to face
With the man who sold the world
Aggiornare il blog, che problema. Manca il tempo, manca la voglia.
A volte vorrei non avere un cazzo da fare così potrei prendere ogni più piccolo pensiero ed annotarlo.
Ed invece non si può. Perchè il tempo non c’è.
Disdetta: neppure una parola su Creta, né sulla splendida settimana passata con Fede in Abruzzo a fine Luglio. Appena due righe e tante foto per il raduno delle Prime Donne. Non una frase per la sconfitta del grande babau di Fondamenti 2, né per l’inizio della tesi e dello studio di Flex ed ActionScript per la medesima… Neppure per le belle riflessioni che mi sono saltate alla mente nei giorni passati, complici delle mail, impreviste chattate, lunghe chiacchierate e sessioni di scrittura in solitario. Strane sensazioni, come è strana la consapevolezza che le conferme aiutino anche quando c’è di mezzo un bel po’ di digital divided.
Le conferme sono un buon 90% dei rapporti interpersonali, per come la vedo io.
Ma ho smesso di cercarle, è meglio quando vengono da sé. Inteneriscono.
Rigorosamente.
Sarò breve. O, almeno, ci provo.
Ho letto molto, in vacanza, come non mi accadeva da una vita. Ragazze Lupo (Martin Millar), Il Fantasma di Stalin (Martin Cruz Smith), Wicked Lovely (Melissa Marr) e Il Lupetto Mannaro (Paul Van Loon).
Divorati. Il primo ha traumatizzato i miei mannari più oltranzisti, ma io ho amato Malveria, Moonglow, la coppia Dominil vs. Serapen e mi sono fatta un mucchio di risate. Il secondo ha confermato i miei personalissimi sospetti che l’ispettore Arkadi Renko sia Remus Lupin in versione Russa (ai tempi in cui ancora la Rowling non l’aveva maltrattato negli ultimi due volumi della saga) e potete trarre le conseguenze. Il terzo pure molto piacevole, ben scritto, ben ambientato, sono impaziente di leggere il seguito. Il quarto è una dolcissima favola per bambini e mi ha ispirata molto.
Ho iniziato La Straniera di Diana Gabaldon. E temo che immaginarsi lo scozzese come Gerard Butler condizionerà assai il mio giudizio su quel libro… XD XD XD
Mi è ripresa la fissa per Oz. Ho pianto come una fontana all’ultimissima puntata.
E’ nata quella per Ergo Proxy. E vorrei un Vincent Law da spupazzare tutto per me. E pure una Pino.
Le foto di Creta stanno avendo la luce con un parto travagliato, ma al momento le poche messe a posto si trovano qui:
La mia paranoica ficci in tema potterico-mannarico è in fase di pubblicazione e la potete trovare al mio vecchissimo blog fandomico, tornato pubblico dopo numerosi tentennamenti.
Sono un po’ vergognosa di tutto ciò, ed era prevedibile.
Ma ne sentivo il bisogno, di fantasticare da sola, senza pretese, senza aspettarmi nulla, e, con un pizzico di egoismo, solo per me stessa. E me la sono tenuta per me, questa sciocca storiella romantica ed intimista, per un paio di mesi, e avrei pure continuato a farlo… In fondo, non è la prima che scrivo. Ma a tratti acquista un valore speciale per me, nella sua semplicità.
Due persone si rincontrano dopo del tempo, e tutto è cambiato. O forse no.
Uno dei due non era nessuno prima di un cambiamento radicale, che, paradossalmente, ha dato senso alla sua vita, al suo destino. You Complete My Fate…
Forse a tratti ho bisogno di identificarmi in un personaggio più adulto della mia vecchia Galuth, qualcuno che abbia una sua vita, una sua casa, un suo lavoro, non sempre e solo in una giovane impaurita dal futuro e che da quel futuro è fuggita per poi tornare ad affrontarlo. Chissà…
Forse sono i miei bisogni che mi fanno fantasticare d’altro rispetto a quattro anni fa.
O forse è solo una semplice idea, nata così per caso dopo un sogno pomeridiano, quando ancora Fondamenti 2 era un babau e ne ero terrorizzata.
Fatto è che anche questa piccola storia si è fatta spazio tra le altre, e me ne sono affezionata.
La colpa comunque è di Fede, che, al solito, mi ha dato troppo spago in tutta la faccenda. Ma io adoro quando mi vizia in questo modo e allora non posso fare altro che arrossire e compiacermi, passandogli sottobanco i miei deliri… Grazie <3
A lui, ma anche al resto, che ha reso questa estate davvero… Densa.