Archive for the 'In Vena Polemica' Category

Dedicato A Chi Ama Fare Calcoli Con Le Vite Altrui E Poi Rimane Deluso

Credevo che fosse finita l’ottica modello casta indù in cui appena uno nasceva la famiglia aveva già programmato, consciamente o meno, tutte le tappe dell’esistenza del neonato/a…
Ovviamente mi sbagliavo!!!
Beh, carissima, potevi dirmelo che 7 anni fa ti eri immaginata me ora già laureata, lavorante e sposata, così ti avrei mandata a fare in culo direttamente quel giorno!
E questo è quanto.

Riflessioni Estemporanee (???)

I cosìddetti adulti ci vorrebbero convertire alla legge del compromesso in nome di una *visione più ampia e matura dell’esistenza*.
No, grazie.
Ci tengo alla purezza oltranzista del mio idealismo.
Avrò tempo di diventare reazionaria e, allo stesso tempo, cerchiobottista, a 99 anni.
Nel frattempo…
Che si accontentino pure di quello che gli rimane dei loro sogni infranti.

Stakanov è bello (???????)

C’è qualcosa di nobilitante nell’esserlo.
Stakanovisti.
Mette irrimediabilmente la coscienza a posto.
A se stessi e agli altri.
E anche farlo da pendolare nelle due settimane passate aveva un non so che… Di speciale. Anche se non c’è nulla di speciale nel fare il pendolare, a parte l’acquisizione di una innata pazienza zen volenti o nolenti quando i treni non arrivano e se arrivano servirebbe di essere tutti sardine o fluttuanti a mezz’aria: ci sono altre migliaia di persone che fanno il pendolare, non è una cosa del tutto impossibile da realizzare o a cui abituarsi.
In realtà è la percezione dal fuori: se uno parte di casa presto e torna tardi allora automaticamente ha fatto qualcosa di buono per se stesso e il mondo, ergo non gli si può rimproverare nulla. Se sta in casa, e magari ha pulito, cucinato, pulito di nuovo e infine studiato allora non è altrettanto bravo.
Strani punti di vista.
Come quando uno studia dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. E’ migliore forse di chi riesce a fare altrettanto nella metà del tempo e poi si dedica a se stesso, agli amici?
Otto ore: complimenti! Sei stanco? Ma poverino!
C’è qualcosa di perverso nel lamentarsi di essere stanchi, di aver lavorato tanto: che allora tutti ti prendono sul serio. Se uno invece non si lamenta, allora significa che non è stakanov abbastanza e che non ha lavorato abbastanza.

Per essere presi sul serio bisogna lamentarsi, bisogna pietire, bisogna far vedere che non si riesce ad arrivare alla fine della giornata.
Se posso permettermi: tutto ciò mi fa davvero vomitare.
Mi fa vomitare come la percezione che la vita stessa sia improntata sul portare a termine per forza un traguardo, in modo ossessivo.
Eppure funziona. A meno che ad uno non freghi un benemerito cavolo dell’approvazione generalizzata ed ipocrita di chi lo circonda.

Si fanno strane riflessioni quando ci si rende conto che, per il semplice motivo che si sta chiusi in una stanza a studiare per otto ore al giorno, allora si è presi più sul serio.
Grazie, mondo, ma c’è qualcosa di meglio che otto ore di dimostrazioni, al giorno.
Ma non c’è problema, dati gli esami tornerò a cazzeggiare, fotografare, disegnare, scrivere, pitturare… Anche se una piccola porzione di questo mio essere non del tutto ingegneranda riesco comunque a permettermelo pure tra un filtraggio numerico in due dimensioni e l’altro.
Una passata di acrilico sugli oggetti da decoupaginare per Natale, poi torno a ripetere le dimostrazioni: fortuna vuole che questa materia sia abbastanza discorsiva, il che permette di implementare un multitasking molto interessante e di ripetere mentre si fa del lavoro manuale semplice… Non vedo l’ora di iniziare ad impacchettare i regali, imbustarli, spedirli, accumularli nell’armadio e metterli sotto l’albero. Già, c’è pure da fare quello, ma dopo l’esame. Poi faremo la malefica presentazione di PPM e anche con quella un altro fatto, e chiusa la maledetta tesina per l’esame. Eggià, dispiace solo non avere di nuovo occasione di vederci a Firenze per lavorare al progetto e fare confusione nel frattempo: Eliiiii, troveremo il modo di risolvere anche questo.

Voglio un dual core al posto del cervello, ma questo già si sapeva.

Samuel Liam Maguire Mode On

Sti gran cavoli se non sapete chi è lui. U_U Non è condizione necessaria et sufficiente.

3° B di un I.T.C. Una classe di classici figli di. Ho dubbi amletici tipici dei 16: essere o non essere patetici.
Eh si, ho gli occhiali spessi, vedessi.. amici che spesso mi chiamano Nessy,
indefessi mi pressano come uno stencil.. Bud Spencer e Terence Hill repressi, con grossi limiti
ma imbottiti di bicipiti da divi che invidi, vengono i brividi se per fare i fighi lasciano lividi.
Non vivo di pallone, non parlo di figone, non indosso vesti buone, quindi sono fuori da ogni discussione.
No, non mi conoscono ma tirano le loro nocche sul mio profilo da Cyrano,
se sei violento tutti qua dentro ti stimano, se sei mite di te ridono come di Totò,
però chi è mansueto come me sa che quando le palle si fanno cubiche,
come un kamikaze che si fa di sakè metto a fuoco intorno a me.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Affianco al mio banco un hippoppettaro sniffa polvere da sparo, dice che un tipo è capace
per quanti buchi ha nel torace, lo capisco ma preferisco Karol a dischi di artisti muscolosi,
orgogliosi dei loro trascorsi malavitosi, vanitosi ripresi con pose da bellicosi mentre io sono fiacco
ed ho la mononucleosi, studio in una classe di rissosi eccitati dai globuli rossi manco fossero Bela Lugosi. Tieni presente che sono commosso cerebralmente da gesti eccessivamente affettuosi.
A 16 anni le opzioni sono 2 visto che o diventi pugile o diventi come me che sono debole,
che non ho regole, che ho roba demodè, che detesto il chiché dell’uomo che non deve chiedere mai,
dato che se non chiedi non sai, dato che adoro Wharol e Wilde, dato che se mi cerchi
mi troverai nel viavai di un gay pride, ma sappi che se mi provocherai sono guai,
Dottor Jackill diventa Mr Hide e ti ammazza stecchito col Raid.

Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

Cari professori miei, io vorrei che in giro ci fossero meno bulli del cazzo e più gay,
più dreadlock e meno monclair, più Stratocaster e meno DJ,
chiama la strega di Blair
che ho un progetto in mente: rimanere sempre adolescente. Io sono molto calmo ma nella mente
ho un virus latente incline ad azioni violente. Si sente sempre più spesso che sono un pazzo depresso.
Meglio depressi che stronzi del tipo “Me ne fotto” , perché non dicono “Io mi interesso”?
che si inculino un cipresso, dunque, tanto il mio destino è stare solo con chiunque.
Alle bestie regalerò i miei sorrisi come Francesco d’Assisi e Pippi Calzelunghe

Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante tutta questa bella gente

La Mia Parte Intollerante - Caparezza -

La Solita Musica

Detesto sentirmi così: irrequieta, inquieta, agitata, incapace, inconcludente.
Detesto dover piegare la mia volontà e il mio istinto.
Detesto non avere neppure il tempo per buttare giù due righe sul film.
Detesto dover cercare attenzioni per forza.
Detesto mandare messaggi subliminali via blog.
Detesto usare il blog per lamentarmi.
Detesto dover spiegare che sono tesa e perchè, come se fosse la cosa più banale del mondo.
Non è banale per nulla.

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