Stakanov è bello (???????) 07Dic07 | 0
C’è qualcosa di nobilitante nell’esserlo.
Stakanovisti.
Mette irrimediabilmente la coscienza a posto.
A se stessi e agli altri.
E anche farlo da pendolare nelle due settimane passate aveva un non so che… Di speciale. Anche se non c’è nulla di speciale nel fare il pendolare, a parte l’acquisizione di una innata pazienza zen volenti o nolenti quando i treni non arrivano e se arrivano servirebbe di essere tutti sardine o fluttuanti a mezz’aria: ci sono altre migliaia di persone che fanno il pendolare, non è una cosa del tutto impossibile da realizzare o a cui abituarsi.
In realtà è la percezione dal fuori: se uno parte di casa presto e torna tardi allora automaticamente ha fatto qualcosa di buono per se stesso e il mondo, ergo non gli si può rimproverare nulla. Se sta in casa, e magari ha pulito, cucinato, pulito di nuovo e infine studiato allora non è altrettanto bravo.
Strani punti di vista.
Come quando uno studia dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. E’ migliore forse di chi riesce a fare altrettanto nella metà del tempo e poi si dedica a se stesso, agli amici?
Otto ore: complimenti! Sei stanco? Ma poverino!
C’è qualcosa di perverso nel lamentarsi di essere stanchi, di aver lavorato tanto: che allora tutti ti prendono sul serio. Se uno invece non si lamenta, allora significa che non è stakanov abbastanza e che non ha lavorato abbastanza.
Per essere presi sul serio bisogna lamentarsi, bisogna pietire, bisogna far vedere che non si riesce ad arrivare alla fine della giornata.
Se posso permettermi: tutto ciò mi fa davvero vomitare.
Mi fa vomitare come la percezione che la vita stessa sia improntata sul portare a termine per forza un traguardo, in modo ossessivo.
Eppure funziona. A meno che ad uno non freghi un benemerito cavolo dell’approvazione generalizzata ed ipocrita di chi lo circonda.
Si fanno strane riflessioni quando ci si rende conto che, per il semplice motivo che si sta chiusi in una stanza a studiare per otto ore al giorno, allora si è presi più sul serio.
Grazie, mondo, ma c’è qualcosa di meglio che otto ore di dimostrazioni, al giorno.
Ma non c’è problema, dati gli esami tornerò a cazzeggiare, fotografare, disegnare, scrivere, pitturare… Anche se una piccola porzione di questo mio essere non del tutto ingegneranda riesco comunque a permettermelo pure tra un filtraggio numerico in due dimensioni e l’altro.
Una passata di acrilico sugli oggetti da decoupaginare per Natale, poi torno a ripetere le dimostrazioni: fortuna vuole che questa materia sia abbastanza discorsiva, il che permette di implementare un multitasking molto interessante e di ripetere mentre si fa del lavoro manuale semplice… Non vedo l’ora di iniziare ad impacchettare i regali, imbustarli, spedirli, accumularli nell’armadio e metterli sotto l’albero. Già, c’è pure da fare quello, ma dopo l’esame. Poi faremo la malefica presentazione di PPM e anche con quella un altro fatto, e chiusa la maledetta tesina per l’esame. Eggià, dispiace solo non avere di nuovo occasione di vederci a Firenze per lavorare al progetto e fare confusione nel frattempo: Eliiiii, troveremo il modo di risolvere anche questo.
Voglio un dual core al posto del cervello, ma questo già si sapeva.