But The Gravity Between Us Will Keep Us Safe 17Lug09 | 2

You look good in leather in bars,
Breaking things, breaking hearts.
You look good in pleasure, in hotels.
Loneliness is the key to break that spell.

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified, I think too much.

In your blood with,
The pride of a million sleasy moments behind,
Who’ll release you from the circus?
The railway, but the gravity between us will keep us safe!

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified!

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified!
I am terrified!
I am terrified!
Cause I drink too much,
Cause I drank too much!

I’m Terrified – IAMX

Che poi sarebbe da aggiungere il testo pure di altre canzoni dello stesso. This Will Make You Love Again, Kingdom of Welcome Addiction, I Like Pretendig, The Great Shipwreck Of Life, Bring Me Back A Dog…

Sto amando alla follia IAMX, aka Chris Corner, sarà che fandomicamente lo collego ad un sacco di cose, a due creature, ad un sacco di filmini mentali… But The Gravity Between Us Will Keep Us Safe. Se non si ammazzano prima loro tra di sé. Sì, signori, sono tornata grafomaniaca, da qualche mese. Ora faccio ufficialmente outing! U_U Quanto sono emo queste canzoni… E non ho ancora citato i Deine Lakaien!
La darkwave mi porterà alla rovina, temo. Canterò fino alla nausea Bela Lugosi’s dead e rivaluterò gli anni ‘80. Succede anche di questo, eccome. Pure il signor Finneath è tornato (IMPLUME! NdEvan) dalle vacanze trascorse ad Honolulu con Davy Jones e Mago Merlino (e già me lo figuravo a leggere in spiaggia sotto le palme e a prendere cocktail a base di assenzio nelle noci di cocco mentre l’amico del cuore Rosier lo schizza e gli getta addosso i palloni… Visione di May May che assomiglia terribilmente a mio fratello al mare!) e sembra in ottima forma. Scacciamo quel sorriso ebete con un po’ di musica angosciante, sì? Abbattiamo le guanciotte paffute con un po’ di incubi rancorosi e rimorsi del passato che non torna più? Un po’ di violoncelli strazianti alla Clint Mansell per completare il quadretto? Death is the Road to Awe…
Mio bulgaro-e-tasso, salvaci tu riportandoci sulla strada della goliardia e quant’altro, gran furbacchione!

*prende fiato*

E’ più di un mese che non aggiorno il blog. C’è da chiedersi cosa ho fatto in questo mese. Un sacco di cose. Nella fattispecie ho studiato, tesinato, lavorato. Ho scritto e sono felice di quello che ne sta uscendo fuori.
Ho letto qualcosa come 6 o 7 libri. Ho letto. Letto. Letto. Letto.
Ho letto e mi sono innamorata di un nano deforme ed astuto, di un Mastino sfregiato duro e spietato come uno scoglio ma con un cuore di panna, di un Lord del Nord, di un Grande Inverno, di una Barriera di Ghiaccio. Il mio cuore è stato Stark fin dalla prima pagina, ma ha continuato a battere per due signori che di bello da vedere non hanno niente, e che agli Stark farebbero la pelle.
Cinque libri ancora ed avrò da attendere che il signor George R.R. Martin si degni di partorire A Dance With Dragons per andare avanti.
Tyrion, Sandor, Jon, Arya… Sono in fase di fangirlismo acuto. Tanto da mettermi a fare disegni idioti.
Datemi Tyrion e Sandor!!! Più Tyrion però! Gh…
Vorrei fare una recensione quanto meno seria su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ma il delirio fangirlistico imperante mi obbliga ad essere poco obiettiva. Fatto sta che da quando ho iniziato a leggere il primo libro, Il Trono di Spade, non mi sono più fermata, a parte una breve parentesi con Asa Larsson e la sua Tempesta Solare, Astrid Lindgren e Pippi Calzelunghe, Messer Gaiman e Il Figlio Del Cimitero… Con conseguente appuccio di fronte al vampiro Silas e alla mannara signora Lupescu che indubbiamente si amano… Ora sto per intaccare il quinto, Tempesta di Spade, con una smania di leggere paragonabile solo a quella per la Trilogia Millenium.
E dopo aver perso la testa per la signorina Salander, sto bissando con l’ultimogenito dei Lannister, Tyrion, un uomo che di esteticamente attraente ha ben poco, anzi nulla, ma che ogni volta che apre bocca, o che si arma di coraggio, e solo di quello, per scendere in battaglia, mi manda in brodo di giuggiole e mi fa desiderare che tutti i POV narrativi del romanzo siano i suoi! Che cervello! Sono intellettualmente infatuata ed attratta da lui, oltre ogni ragionevole dubbio.
E’ che è tutto così realistico e vero che non sembra neppure di essere in un romanzo fantasy. E’ tutto così appassionante che si vorrebbe essere lì, in mezzo alla mischia, o a tramare nei corridoi delle fortezze, o ad esplorare il grande nord in compagnia dei meta-lupi. Non è Tolkien, non è la Rowling, è qualcosa di incredibilmente diverso ed attraente, talmente ben costruito che sembra storia. Vera, spietata, brutale e vibrante.
Leggete leggete e leggete! Ma soprattutto… Niente spoiler! ^^

Il Decalogo Musicale Della Vera Prima Donna 11Giu09 | 2

Appena svegliata, o mentre se ne va a lavoro da brava donna in corriera qual’è, si ascolta almeno una volta Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen (possibilmente anticipata da All we ever wanted was everything dei Bauhaus e seguita da Reise Reise dei Rammstein così da arrivare in ufficio bella carica) immaginando di avere l’estensione vocale della Callas.

Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen,
Tod und Verzweiflung flammet um mich her!
Fühlt nicht durch dich Sarastro Todesschmerzen,
So bist du meine Tochter nimmermehr.
Verstossen sei auf ewig,
Verlassen sei auf ewig,
Zertrümmert sei’n auf ewig
Alle Bande der Natur
Wenn nicht durch dich Sarastro wird erblassen!
Hört, Rachegötter, hört der Mutter Schwur!

Perché la musica ha la sua stramaledettissima importanza quando si passano 8-9-10 ore a smanettare al pc dietro a css, html, php, mysql, manuali utente da scrivere, clienti psicotici da accontentare e colleghi adorabilmente pazzi da legare!
Premesso che gli anni ‘80 musicalmente sono il male assoluto (ma anche no! NdEvan che ammicca in direzione di Messer Bedrich) potrei salvarli perché hanno prodotto un miscuglio di generi assolutamente assurdi e nelle mie attuali corde tipo il Post-punk/Gothic!

Ergo urge un sunto di ciò che si sta sorbendo il mio Ipod ultimamente fomentato da menti più depravate della mia, che è tutto dire! U_U
New entries: Abney Park, She Wants Revenge, IAMX e Opeth.
Confermati: Rammstein, Warrel Dane, Nevermore, David Bowie, Peter Murphy, Bauhaus, Faun, Clint Mansell e Caparezza.
Recuperati: Nine Inch Nails.

Altre novità: domenica su Sky trasmettono la prima puntata della mini-serie BBC sul commissario Kurt Wallander! Scania, Ystad e Malmö arrivo!!! Aprite il ponte sull’Oresund!!! Se questi signori vichinghi sono riusciti ad eleggere un euro-parlamentare mezzo pirata mezzo hacker inizio seriamente a pensare di essere nata nella nazione sbagliata!!!

Uomini Che Odiano Le Donne – Il Film 06Giu09 | 2

chenfatti astofirm ancerto momento cestà la regazzina piena de bulloni che se tu je prendi e je dai tanto de simpatia contro voja poi tte scrive a bibbia su a panza… © Il Mi(s)ticoh Fede

Va fatta una premessa, ritengo, quando un libro particolarmente amato, nel mio caso fino a rasentare l’ossessione, viene trasposto cinematograficamente: ovvero che non sarà come leggere la stessa storia nero su bianco. Ci saranno tagli, modifiche, aggiustature. Tutte cose che penso si possano tollerare a patto di mantenere inalterato lo spirito della storia, quello che ti ha trasmesso, ciò per cui è scattata nella mente e nell’animo la classica molla della passione puramente letteraria.
Ridurre quasi 700 pagine in due ore e mezzo di film, con la ferma volontà di dire tutto il possibile affinché chi non le ha lette capisca ed intenda i più piccoli particolari utili alla vicenda, credo che sia difficile. Ricordo quando accadde con Il Signore Degli Anelli: tutto ciò che non era strettamente necessario al complessivo funzionamento della trama venne tolto. Giusto? Sbagliato? Chissà!
Così è successo con Uomini Che Odiano Le Donne: ridotto all’osso il rapporto tra Erika e Mikael (e, personalmente, non ne ho sentito la mancanza), sostituiti un paio di personaggi, velocizzato il finale, cambiate alcune soluzioni di trama, alcune meno azzeccate di altre, ed anticipati alcuni eventi.
Al diavolo i puristi, per quello che mi riguarda, perché il risultato è stato concentrarsi innanzitutto su Lisbeth, sul suo rapporto con Blomkvist (Nyqvist lo interpreta benissimo, rendendolo più dolce ed amichevole, tenero, ironico, intenso e sornione di come sia nel libro, in cui è un vero e proprio sciupa-femmine, anche se in buona fede) e Bjurman (spaventosamente bravo e ripugnante l’attore che l’ha interpretato, da far accapponare la pelle), sul suo passato, sul suo presente, altrettanto violento, quindi sul caso investigativo della scomparsa di Harriet, con soluzioni visivamente molto accattivanti sul suo procedere.
Il risultato è stato vedere esattamente ciò che avevo immaginato durante la lettura, luoghi, personaggi, situazioni, rivivendo le stesse sensazioni, la stessa tensione, la stessa rabbia, la stessa disturbante immedesimazione nelle vicende, lo stesso desiderio di vendetta.
Noomi Rapace è assolutamente perfetta e, con i suoi muscoli e maggiore maturità fisica e nei lineamenti, più realistica della Lisbeth letteraria. Basta ascoltare qualche sua intervista per capire che ha “vissuto” il suo personaggio e l’ha compreso in pieno.
Guardando poi il film se ne ha la conferma.
Perché le basta uno sguardo per trasmettere tutto quello che le turbina e ribolle dentro, le basta arricciare le labbra per schernire Kalle, le basta gridare e dimenarsi come un animale selvatico chiuso in gabbia per rendere ancora più straziante quello che, chi ha letto il libro, sa già che dovrà succedere e non si potrà evitare in alcun modo. Dopo di ciò le basta una battuta per conquistarsi le simpatie del pubblico nel momento in cui si prende la sua parte di rivincita ribaltando la sua sorte e cambiando il suo destino. Le basta un bacio, un amplesso frettoloso ed il modo tutto suo, brusco, tutt’altro che femminile, ma paradossalmente tenero, di conquistare Mikael, per farli diventare una vera coppia, azzeccata, inusuale ma piena di complicità ed attaccamento.
Lisbeth è il cuore della trilogia Millenium, il ragnetto sgraziato, anti-femminile e ritroso, schivo come una bestiola, che ha reso questi libri delle icone, al di là delle critiche che sono state mosse loro. Al di là della lunghezza e dello stile a tratti un po’ documentaristico e didascalico. E’ il motivo per cui ho letto i romanzi e vorrei leggerne ancora, anche se non è possibile: per poter vivere ancora le sue avventure.
Lisbeth è un’icona fuori da ogni schema e definizione, che se sapesse di essere diventata tale s’incazzerebbe come una iena e manderebbe affanculo chi può averlo pensato. Però è tale.
E’ un simbolo di volontà e di riscatto, di reazione sempre e comunque a quello che le accade, soprattutto a ciò che le nuoce, con una lucidità non sempre limpida, piena di complessità e sfaccettature. Dark, complessa e problematica, un angelo nerissimo e caduto, con una morale discutibile ma ferrea ed incorruttibile, che va contro tutto e tutti coloro che in nome di un presunto potere lo esercitano sui deboli, umiliandoli nel corpo e nell’anima. Un’anti-eroina tuttavia eroica e spietata, che non ha mai conosciuto l’amore e che ne è spaventata non appena sente di avvicinarsi ad esso. E’ una creatura fragile e sensibile, segnata da cicatrici interiori, ma bisognosa di calore, che si ama o si odia, senza mezze misure. Ma non rimane di certo indifferente.
Perché rimane dentro, anche a mesi di distanza.
Così è nel film, ed è per questo che per me è riuscitissimo, perché ne ha lasciato inalterato lo stesso spirito simbolico, la stessa forza, lo stesso, spesso moralmente opinabile, messaggio.
Non sarebbe stato lo stesso se avessero conservato tutti i particolari della trama e dei personaggi secondari, facendo la gioia dei puristi critici, ma non ci fosse stato lo sguardo intenso di Noomi Rapace a bucare lo schermo.