Padova – Andata & Ritorno 24Lug09 | 5

Ed è sempre cospargendomi il capo di cenere che inizio a scrivere. Diavolo, questi sarebbero i post da scrivere appena tornati dal viaggio, senza dover sempre aspettare giorni e giorni, ma così è e tocca arrangiarci!
Lo scorso fine settimana sono tornata a trovare Vy a Padova ed inutile dire che ce la siamo spassata come due pazze indemoniate. Cinema, passeggiate, shopping selvaggio in mezzo ai saldi, libri e mercatini, foto, disegni, scrittura, musica, cucineggio e quant’altro. Mi spiace sempre dover tornare a casa, specie se quel bastardo dell’Eurostar chiude i portelli prima del tempo ed io rimango in debito di un abbraccio. Che gli Estranei se lo portino alla dannazione!

Ma andiamo per ordine.

Cinema 1.
I Love Radio Rock. A parte che eravamo in 6 ma noi facevamo casino per molti di più. A parte che quando sono arrivata alla stazione si boccheggiava e poi il mio influsso wiccahhh ha fatto venir giù un temporale con i fiocchi mentre eravamo fuori e ci siamo infradiciate come due pulcini (e Vy ha quasi perso una scarpa ad un attraversamento pedonale). A parte che Philip Seymour Hoffman è un figo ed inizio a non visualizzarlo più come Nils VermeSchifoso Bjurman e/o come Waldo LuridoVerme Robak ma come il mio pucci nano diabolico deforme astutissimo di Approdo del Re ovvero Tyrion Lannister. A parte che Bill Nighy e Rhys Ifans sono altrettanto da assalto da orda barbarica di fangirl assatanate. A parte che evanicamente parlando è qualcosa di altissimo livello. A parte tutto ciò, che potrebbe compromettere il mio giudizio oggettivo, l’ho amato molto.

Cinema 2. Harry Potter ed Il Principe Mezzosangue. Non mi aspettavo nulla di che, si sa, io con il sesto ed il settimo libro ho avuto per anni un bruttissimo rapporto per colpa di come è stato bistrattato Messer Lunastorta. Però da quando ho trovato molto più valevoli sostituti nel mio cuore di fangirl (la signorina Salander e Messer Tyrion) il canon non mi provoca più né grossi traumi né grande esaltazione. Il fandom invece regna, è un dato di fatto. Ora, partendo dal presupposto che non avevo aspettative, mi sono divertita come una scimmia e sono uscita abbastanza indenne dallo scempio di trama e personaggi che ogni film rischia di imporre ai fan. No ma sai, Molly, lui c’ha il ciclo 365 giorni l’anno… Povera Tonks, che ti tocca sorbire, e non solo come taglio di capelli e abiti! Che palle! Ho amato particolarmente Horace Lumacorno, cosa non era successo quando leggevo. Draco mi ha fatto una gran pena, come del resto nel libro, ma hanno reso bene il personaggio: è dolce. Hermione mi ispira sempre una simpatia ed una tenerezza inspiegabile. Luna Lovegood è sempre perfetta, adorabilmente spaesata e assolutamente in character; poi avrà un padre stupendo, ovvero Rhys Ifans!!! Bellatrix mi fa sempre sganasciare da quanto è sguaiata ma è giusto così: i Black come lei non hanno senso della misura. Sirius mi è mancato. Silente e la McGranitt sono sempre impeccabili e di gran classe. Potter è insolitamente divertente quando è sotto l’influsso della Felix Felicis. Lo stesso si può dire di Ron quando si appolipa a Lumacorno. Per il resto, salvati i Gemelli sempre e comunque, i Weasley sono da falciare. Non mi esprimo su Lupin e Tonks perché potrei rivelare un’anima spaventosamente Serpeverde. Narcissa è IGNOBILE. Per favore rinchiudete la costumista, la parrucchiera ed il casting che l’ha scelta! Piton è sempre più Renato Zero; anzi, Evan dice che se l’é mangiato con tutti i sorcini. Il Quidditch sempre l’ho amato e sempre lo amerò, è qualcosa che mi esalta visivamente e non solo: è stato uno dei momenti in cui ho pensato…HP mi fa sempre battere il cuore. Stop.

In mezzo a tutto questo c’é stato il sabato mattina di Shopping Selvaggio tra i Saldi. Io non conoscevo le insidie terribili di luoghi come Oysho e Promod, ma quelle di Accessorize sì, quindi sono per due terzi giustificata! Il bottino risultante, documentato nell’ultima foto, è stato notevole: 3 mutande, 1 pigiama con Paperino, 1 gonna gotico-wiccosa-nera-lunghissima, 1 pantalone Danaerys Targaryen style, 1 paio di calzini con gufetti, 1 confezione di stickers gattosi per pacchetti regalo.
Non contenta porto a casa anche un po’ di charms a tema estivo comprati al mercato, due disegni di cui uno da finire, il libro+dvd de L’uomo Che Piantava Gli Alberi letto da Toni Servillo *O* – regalo di Vy – ed un suo disegno bellissimo di Bedřich e Rebecka che amo tanto quanto amo questa coppia improbabile.

E, in tutto questo, una menzione d’onore a:
Le pizze da asporto sotto casa, quella con i funghi misti e quella con patate e salciccia in primis.
La frutta e la verdura profumatissima del mercato delle erbe. Le ciliege.
Il pollo in agrodolce preparato da noi medesime! Ed il riso basmathi nella busta da bollire così.
I super-wurstel tedeschi. Dalla forma inequivocalmente fallica che Evan ha apprezzato.
Le confezioni immani di pop-corn, che questa volta non sono caduti. La gente in fila con noi visibilmente sconvolta da cosa non si sa. E le caramelle gommose.
I tassisti di Padova, e la loro pazienza.
Gli abitanti curiosi ed un po’ voyeur di Padova che ci hanno fatto compagnia mentre facevamo le foto in piazza.
Le scalettature megalomani ma esaltanti di trame e contro-trame. Kiruna arriviamo. E non solo. Praga, Irlanda, Scozia…

Per tutto il resto che non sono riuscita a ricordare e scrivere… Ecco le foto a documentare la follia dilagante di questi bellissimi 3 giorni. Grazie dear…
E maledetta te che lasci questa stupenda città!!! è_é

But The Gravity Between Us Will Keep Us Safe 17Lug09 | 2

You look good in leather in bars,
Breaking things, breaking hearts.
You look good in pleasure, in hotels.
Loneliness is the key to break that spell.

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified, I think too much.

In your blood with,
The pride of a million sleasy moments behind,
Who’ll release you from the circus?
The railway, but the gravity between us will keep us safe!

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified!

I am terrified, I think too much,
I get emotional when I drink too much,
I buy every cry, cause I don’t trust,
I am terrified!
I am terrified!
I am terrified!
Cause I drink too much,
Cause I drank too much!

I’m Terrified – IAMX

Che poi sarebbe da aggiungere il testo pure di altre canzoni dello stesso. This Will Make You Love Again, Kingdom of Welcome Addiction, I Like Pretendig, The Great Shipwreck Of Life, Bring Me Back A Dog…

Sto amando alla follia IAMX, aka Chris Corner, sarà che fandomicamente lo collego ad un sacco di cose, a due creature, ad un sacco di filmini mentali… But The Gravity Between Us Will Keep Us Safe. Se non si ammazzano prima loro tra di sé. Sì, signori, sono tornata grafomaniaca, da qualche mese. Ora faccio ufficialmente outing! U_U Quanto sono emo queste canzoni… E non ho ancora citato i Deine Lakaien!
La darkwave mi porterà alla rovina, temo. Canterò fino alla nausea Bela Lugosi’s dead e rivaluterò gli anni ‘80. Succede anche di questo, eccome. Pure il signor Finneath è tornato (IMPLUME! NdEvan) dalle vacanze trascorse ad Honolulu con Davy Jones e Mago Merlino (e già me lo figuravo a leggere in spiaggia sotto le palme e a prendere cocktail a base di assenzio nelle noci di cocco mentre l’amico del cuore Rosier lo schizza e gli getta addosso i palloni… Visione di May May che assomiglia terribilmente a mio fratello al mare!) e sembra in ottima forma. Scacciamo quel sorriso ebete con un po’ di musica angosciante, sì? Abbattiamo le guanciotte paffute con un po’ di incubi rancorosi e rimorsi del passato che non torna più? Un po’ di violoncelli strazianti alla Clint Mansell per completare il quadretto? Death is the Road to Awe…
Mio bulgaro-e-tasso, salvaci tu riportandoci sulla strada della goliardia e quant’altro, gran furbacchione!

*prende fiato*

E’ più di un mese che non aggiorno il blog. C’è da chiedersi cosa ho fatto in questo mese. Un sacco di cose. Nella fattispecie ho studiato, tesinato, lavorato. Ho scritto e sono felice di quello che ne sta uscendo fuori.
Ho letto qualcosa come 6 o 7 libri. Ho letto. Letto. Letto. Letto.
Ho letto e mi sono innamorata di un nano deforme ed astuto, di un Mastino sfregiato duro e spietato come uno scoglio ma con un cuore di panna, di un Lord del Nord, di un Grande Inverno, di una Barriera di Ghiaccio. Il mio cuore è stato Stark fin dalla prima pagina, ma ha continuato a battere per due signori che di bello da vedere non hanno niente, e che agli Stark farebbero la pelle.
Cinque libri ancora ed avrò da attendere che il signor George R.R. Martin si degni di partorire A Dance With Dragons per andare avanti.
Tyrion, Sandor, Jon, Arya… Sono in fase di fangirlismo acuto. Tanto da mettermi a fare disegni idioti.
Datemi Tyrion e Sandor!!! Più Tyrion però! Gh…
Vorrei fare una recensione quanto meno seria su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ma il delirio fangirlistico imperante mi obbliga ad essere poco obiettiva. Fatto sta che da quando ho iniziato a leggere il primo libro, Il Trono di Spade, non mi sono più fermata, a parte una breve parentesi con Asa Larsson e la sua Tempesta Solare, Astrid Lindgren e Pippi Calzelunghe, Messer Gaiman e Il Figlio Del Cimitero… Con conseguente appuccio di fronte al vampiro Silas e alla mannara signora Lupescu che indubbiamente si amano… Ora sto per intaccare il quinto, Tempesta di Spade, con una smania di leggere paragonabile solo a quella per la Trilogia Millenium.
E dopo aver perso la testa per la signorina Salander, sto bissando con l’ultimogenito dei Lannister, Tyrion, un uomo che di esteticamente attraente ha ben poco, anzi nulla, ma che ogni volta che apre bocca, o che si arma di coraggio, e solo di quello, per scendere in battaglia, mi manda in brodo di giuggiole e mi fa desiderare che tutti i POV narrativi del romanzo siano i suoi! Che cervello! Sono intellettualmente infatuata ed attratta da lui, oltre ogni ragionevole dubbio.
E’ che è tutto così realistico e vero che non sembra neppure di essere in un romanzo fantasy. E’ tutto così appassionante che si vorrebbe essere lì, in mezzo alla mischia, o a tramare nei corridoi delle fortezze, o ad esplorare il grande nord in compagnia dei meta-lupi. Non è Tolkien, non è la Rowling, è qualcosa di incredibilmente diverso ed attraente, talmente ben costruito che sembra storia. Vera, spietata, brutale e vibrante.
Leggete leggete e leggete! Ma soprattutto… Niente spoiler! ^^

La Signora Dei Funerali 14Gen09 | 0

Una lettura piacevole e leggera, assolutamente frivola. Non che mi aspettassi qualcosa di più, o qualcosa di meno.
Forse, in quanto inguaribile romantica, avrei sperato in un perfetto lieto fine, ma forse è stata più giusto così.
Pari e patta, come si sul dire.
E magari avrei apprezzato un tocco più british e gotico, al di là della passione per i cappellini ed il golf.
Piacevole tuttavia il personaggio di lui, Richard, gentiluomo timido e riservato, e piacevole come l’arrivo di Fleur sconvolga e cambi le esistenze dei singoli caratteri.
Il grigio Richard che acquisisce colore, vita, entusiasmo, ed una seconda giovinezza, l’austera e burbera Gillian che inizia a pensare più a se stessa e a vivere meglio, con maggiore serenità, l’insicuro Antony che si avvia verso la maturazione ed acquisisce consapevolezza di sé, delle sue potenzialità. La patetica Philippa che magari troverà maggiore polso e capacità decisionale, oltre che smettere di vivere in un romanzo idilliaco e perfetto, ma terribilmente falso, la piccola Zara che, forse, non diventerà come sua madre. La stessa Fleur che (chissà!) deciderà di fermarsi in un luogo per più tempo, forse perché le piace lui, o forse perché glielo ha chiesto la figlia… Lo sapremo mai? Probabilmente no.
Decisamente questa è la parte migliore della storia, così come il mito della moglie, madre, sorella ed amica ideale ed eternamente compianta e ricordata, la defunta Emily, viene sgretolato e ridimensionato, via via che si prosegue nella lettura. Singolare come si metta piacevolmente in luce che è la cinica ed opportunista Fleur a dare nuova vita a questa famiglia, tirandone fuori pregi e difetti, ma tuttavia valorizzando le singole persone, mentre l’altrettanto macchinatrice Emily tendesse a fare l’esatto contrario, offuscando con la sua artefatta perfezione sia luci che ombre di chi le stava attorno, per poi passasse per moglie, madre e sorella encomiabile.
Alla fine rimane una punta d’ipocrisia che nell’insieme dell’alta borghesia magari ci può anche stare: Richard chiude un occhio sperando di non idealizzare la sua nuova compagna come ha fatto con la defunta moglie (ma sarà difficile che non accada di nuovo!), riabilita la memoria della moglie con il figlio, e tutti vivono felici e contenti, ma soprattutto ricchissimi.
Innamorati? Forse più i giovani che gli adulti. Anche questo non lo sapremo mai.
Rimangono in sospeso alcuni punti, quasi che l’autrice non riesca a decidersi se buttarla completamente sul cinismo ed opportunismo o dare una svolta più buonista ed apparentemente scontata, rimanendo sospesa tra le due fino alle ultime pagine; così la storia sembra quasi che termini come è iniziata, ma con i dovuti cambiamenti che però arricchiscono i personaggi, lasciando al lettore la possibilità di concluderla nella sua immaginazione, col finale che preferisce.