Possiamo dire che i festeggiamenti sono iniziati ufficialmente il 29 Dicembre pomeriggio in quel di Peretola Aeroporto e si son conclusi la mattina presto del 3 Gennaio al binario 4 della Stazione di Arezzo passando da Firenze, Roma e dintorni.
Un sms tenerissimo a chiudere il tutto. E 140 foto a ricordare i bellissimi momenti passati insieme.
Un grazie particolare a tutti e tutte. Per la compagnia, l’allegria, la leggerezza.
Grazie a Simona, Virginia, Michaela, Fabrizio, Riccardo, Stefano, Simone, Guido, Lorenzo e Federico.
Grazie ai creatori di “Sì Oscuro Signore”, “Munchkin” e “Monopoli - Pirati dei Caraibi”.
Grazie alla cucina palermitana, i cannoli, i tour de force davanti ai fornelli, i muffin, i fuochi d’artificio, la carne alla brace, i bivacchi con le coperte, le letture di vecchie storie e le risate che ne sono seguite, le lezioni di disegno, le scritture improvvisate, gli sfottò a Twilight, i randagini morbidi, carini e coccolosi di Marina Di San Nicola, le docce mannariche in perfetto Horoc-Style, il mare d’inverno, il Grande Raccordo Anulare Che Circonda La Capitale (…E nelle soste faremo all’ammmore…), i treni, gli aerei e le autostrade che ci fanno incontrare ancora una volta.
E auguri a tutti quanti passano di qua, di un 2009 degno di essere vissuto in ogni singolo attimo, in compagnia delle persone più care.
A volte 8 ore sono troppo poche. Ed i treni arrivano sempre troppo presto.
Fortuna che poi esistono telefoni, computer, piccioni viaggiatori, gufi sbadati.
Le chattate improvvisate da Pisa con dichiarazioni d’amore generalizzato ed innocentemente di gruppo.
Federico e Lorenzo compresi ovviamente U_U Ed il tutto rigorosamente in un Tardis!!!
Fortuna che alla fine si progetti di vederci di nuovo, sempre e comunque, magari per un tour gastronomico necessariamente siculo che duri di più di un sabato… Sabato in cui è successo di tutto e di più, dalle infamate alle gothic lolita, a quelle alle grifondoro attempate, dalle pernacchie agli onnipresenti fan di Naruto, ad improbabili neko con quarant’anni per gamba, mentre ci si impantanava come neppure Ada McGrath in Lezioni di Piano e ci facevamo spazio a suo di spintoni nell’orda di nerd dei padiglioni.
Alla fine, tra un tè da vere zitelle (Prince Of Wales Rulez) e la calca per salire in treno neppure fossimo seguaci indù ad un tempio, siamo riuscite pure a beccare Vy!
Penso che Lorenzo che tra poco si spiana per farle un saluto galante entrerà nella storia dell’imbranataggine simil-britannica, almeno quanto l’aplomb di Simona e di lui pressati come sardine modello Guerre Stellari “Diventeremo tutti magrissimi” nel sottopasso della stazione mentre un pazzo accanto a loro accusava persone random di fargli una rettoscopia con le dita! Ah, il contegno inglese!!!
Ma che bolgia infernale coloratissima e delirante!
Avete presente Cartoonia di Chi Ha Incastrato Roger Rabbit? XD XD XD
Io voglio, anzi, pretendo, di rinascere o pastore bernese o un Dalek!
E, dimenticavo, Lucca è amabile, e sono terribilmente fiera di sapere che metà dei miei cromosomi provengano da una città così graziosa! ^__^
Aggiornare il blog, che problema. Manca il tempo, manca la voglia.
A volte vorrei non avere un cazzo da fare così potrei prendere ogni più piccolo pensiero ed annotarlo.
Ed invece non si può. Perchè il tempo non c’è.
Disdetta: neppure una parola su Creta, né sulla splendida settimana passata con Fede in Abruzzo a fine Luglio. Appena due righe e tante foto per il raduno delle Prime Donne. Non una frase per la sconfitta del grande babau di Fondamenti 2, né per l’inizio della tesi e dello studio di Flex ed ActionScript per la medesima… Neppure per le belle riflessioni che mi sono saltate alla mente nei giorni passati, complici delle mail, impreviste chattate, lunghe chiacchierate e sessioni di scrittura in solitario. Strane sensazioni, come è strana la consapevolezza che le conferme aiutino anche quando c’è di mezzo un bel po’ di digital divided.
Le conferme sono un buon 90% dei rapporti interpersonali, per come la vedo io.
Ma ho smesso di cercarle, è meglio quando vengono da sé. Inteneriscono.
Rigorosamente.
Sarò breve. O, almeno, ci provo.
Ho letto molto, in vacanza, come non mi accadeva da una vita. Ragazze Lupo (Martin Millar), Il Fantasma di Stalin (Martin Cruz Smith), Wicked Lovely (Melissa Marr) e Il Lupetto Mannaro (Paul Van Loon).
Divorati. Il primo ha traumatizzato i miei mannari più oltranzisti, ma io ho amato Malveria, Moonglow, la coppia Dominil vs. Serapen e mi sono fatta un mucchio di risate. Il secondo ha confermato i miei personalissimi sospetti che l’ispettore Arkadi Renko sia Remus Lupin in versione Russa (ai tempi in cui ancora la Rowling non l’aveva maltrattato negli ultimi due volumi della saga) e potete trarre le conseguenze. Il terzo pure molto piacevole, ben scritto, ben ambientato, sono impaziente di leggere il seguito. Il quarto è una dolcissima favola per bambini e mi ha ispirata molto.
Ho iniziato La Straniera di Diana Gabaldon. E temo che immaginarsi lo scozzese come Gerard Butler condizionerà assai il mio giudizio su quel libro… XD XD XD
Mi è ripresa la fissa per Oz. Ho pianto come una fontana all’ultimissima puntata.
E’ nata quella per Ergo Proxy. E vorrei un Vincent Law da spupazzare tutto per me. E pure una Pino.
Le foto di Creta stanno avendo la luce con un parto travagliato, ma al momento le poche messe a posto si trovano qui:
La mia paranoica ficci in tema potterico-mannarico è in fase di pubblicazione e la potete trovare al mio vecchissimo blog fandomico, tornato pubblico dopo numerosi tentennamenti.
Sono un po’ vergognosa di tutto ciò, ed era prevedibile.
Ma ne sentivo il bisogno, di fantasticare da sola, senza pretese, senza aspettarmi nulla, e, con un pizzico di egoismo, solo per me stessa. E me la sono tenuta per me, questa sciocca storiella romantica ed intimista, per un paio di mesi, e avrei pure continuato a farlo… In fondo, non è la prima che scrivo. Ma a tratti acquista un valore speciale per me, nella sua semplicità.
Due persone si rincontrano dopo del tempo, e tutto è cambiato. O forse no.
Uno dei due non era nessuno prima di un cambiamento radicale, che, paradossalmente, ha dato senso alla sua vita, al suo destino. You Complete My Fate…
Forse a tratti ho bisogno di identificarmi in un personaggio più adulto della mia vecchia Galuth, qualcuno che abbia una sua vita, una sua casa, un suo lavoro, non sempre e solo in una giovane impaurita dal futuro e che da quel futuro è fuggita per poi tornare ad affrontarlo. Chissà…
Forse sono i miei bisogni che mi fanno fantasticare d’altro rispetto a quattro anni fa.
O forse è solo una semplice idea, nata così per caso dopo un sogno pomeridiano, quando ancora Fondamenti 2 era un babau e ne ero terrorizzata.
Fatto è che anche questa piccola storia si è fatta spazio tra le altre, e me ne sono affezionata.
La colpa comunque è di Fede, che, al solito, mi ha dato troppo spago in tutta la faccenda. Ma io adoro quando mi vizia in questo modo e allora non posso fare altro che arrossire e compiacermi, passandogli sottobanco i miei deliri… Grazie <3
A lui, ma anche al resto, che ha reso questa estate davvero… Densa.
C’è una parte di me, quella irrequieta e nomade, quella zingara, da cane randagio, che non si rassegna mai al ritorno. MAI.
Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d’inverno
e nell’aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare.
A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero.
Chissa dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone.
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina.
Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate.
E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l’inverno
e un angelo bianco
seduto alla finestra.