E Ancora Una Volta Sogno Il Mare {Tabarly – Yann Tiersen}
Esistono musiche fatte appositamente per sognare. Cucite addosso e perfettamente su misura per la mia immaginazione, anche quella rivolta a lidi che credevo del tutto abbandonati.
Ed è lì che la spingono, dopo mesi e mesi di volontario esilio, spogliandola dei volti, dei nomi, della nostalgia e della malinconia, lasciando solo le sensazioni, il ricordo di qualcosa che è mio e che resterà tale, insieme alla vista di luoghi di cui ho un ricordo del tutto immaginario ma non per questo meno reale del veramente vissuto.
Esistono angoli di mondo che non ho visitato ma che conosco quasi come le mie tasche, le cui immagini, scorci, sono ben impressi nella mia mente. Una porzione di paradiso puramente mentale che ho costruito in cui rilassare i pensieri, e stare in pace. Dove si trova tutto quello che mi piace veramente, quello che apre una voragine dentro di me da cui si liberano sensazioni appaganti, intime.
Esistono storie che non verranno mai scritte ma che continuano a vivere, perché irrimediabilmente ed inesorabilmente intrecciate ai miei pensieri, alla mia persona e ai miei sogni. E che si ostinano a farlo anche a fianco di altri luoghi, altri ricordi, altre storie ed altri volti, sempre pronti a tornare alla mente grazie ad una sola nota, un’immagine o un odore.
Se chiudo gli occhi, se lascio che la musica del timido bardo bretone sussurri alle mie orecchie, io sono ancora lì, come una volta, come uno, due, tre, quattro anni fa. Il mare non è troppo lontano, ed è rumoroso, inquieto, largo, tale da non poterlo abbracciare con un solo sguardo, è… E’ un oceano al tramonto, denso di colori, del profumo della pioggia misto a quello della salsedine, dell’erba lungo un crinale scosceso. E’ un oceano immenso e sterminato, che si abbatte sulla terra scura, ma che sa anche accarezzarla nelle baie, nelle cale chiuse da schermi di roccia nera. E’ un oceano che mi porta il rumore della risacca, suoni che rotolano come le onde, rapidi, instancabili ed irrequieti, che preannunciano una tempesta.
Ed io sono ancora lì, le dita strette sugli steli d’erba, i piedi nudi sulla terra smossa, i capelli mossi dal vento, le narici che prudono per il profumo intenso e selvaggio della brezza, gli occhi chiusi e la musica di un pianoforte amico e conosciuto nelle orecchie, su una scogliera altissima e terribile, in attesa che l’aria si rompa ed urli insieme a me, prima che cada la pioggia, nei tuoni rochi di un temporale.
Aprile 5th, 2009 |
:)
Sono felice che ti piaccia (L) Sai che io ho scoperto da poco che Tiersen è bretone? Causa Amélie, in precedenza lo accostavo a Parigi. Però ascoltando le musiche non-Ameliche lo ho immediatamente associato alla Bretagna e quando ho scoperto che è nato a Brest sono rimasta stupita. Mi ricordo che Monochrome (sai, quando dice “there is life out there”?) mi ha sempre fatto pensare ai porticcioli di certi villaggi lì a nord-ovest, magari a Carnac oppure Honfleur… mi ricordo che nei miei viaggi in Francia decine di volte, in qualsiasi regione, mi è capitato di occhieggiare certe vecchie finestre, sai, quelle alte con le imposte di legno dipinto sbrecciato, magari un po’ rotte, senza tende, che si affacciano su un balconcino arrugginito (so che sai di cosa parlo, ci sono delle tue foto che amo proprio di questo soggetto). Sono finestre che non fanno pensare all’intimità e al privato di una casa all’interno, ma al contrario a stanza vuote e polverose, e al guardare fuori – come una prospettiva rovesciata. Monochrome mi ha sempre fatto pensare a questo. (E poi ho scoperto La Fenetre *O*)
Insomma anche io potrei parlare per ore delle sensazioni che mi evocano queste musiche, ma è meglio di no XD Tabarly per esempio mi fa venire in mente un paesino stile Chocolat, sai, color seppia? Non so perchè. XD
Comunque la voglia di tornare in Bretagna è fortissima çOç
Aprile 5th, 2009 |
Capisco perfettamente. ^_^
Io la prima volta che ascoltai Summer78 (da Goodbye Lenin!, film che io amo in modo irragionevole…) neppure sapevo che si chiamava così ma subito mi figurai una mattinata sonnacchiosa con una casetta di legno bianco vicina alla spiaggia. Una spiaggia ampia e grigio perla, con un cielo similmente colorato, larghe scogliere in lontananza, il mare vicino, scuro, e ciuffi di erba nelle dune… E pure un po’ di pioggia contro le finestre, che non fa mai male. XD
Ok, io per i trip immaginifici son nata, però pure Tiersen aiuta in tal senso. XD XD XD
Anch’io voglio andare in Bretagna çOç
E in Svezia.
E in Irlanda.
E in altri tremila posti.
çOç
Aprile 9th, 2009 |
Sììììh. Voglio viaggiare, dammit.
E voglio dei compagni di viaggio più che perfetti, eh. XD