Grazie.
Andando per ordine.
Grazie a Trenitalia, che mi ha scarrozzato per circa 600 km nel giro di tre giorni.
Grazie alla pioggia all’arrivo, agli abbracci e agli urletti alla toilette della stazione.
Grazie al peso morto della mia sacca della palestra, dello zaino di Paiolo e della borsa a tracolla che completa la mise da nomade irrequieta: passeggiando in due sotto un ombrello e chiacchierando nel frattempo, non si sentono neppure tanto. Andata e ritorno.
Grazie alle mansarde in centro, che rendono tutto più raccolto, protetto, speciale e bohemien.
Grazie ai mini supermarket, dove puoi acquistare di tutto, progettare pranzi tutt’altro che leggeri, e fingere di bisticciarti per zucchine, melanzane, yogurt all’amarena, per chi paga il conto e chi tiene la busta più pesante.
Grazie alla Lush, alla Feltrinelli, alle balliste, ai libri regalati a tradimento.
Grazie ai cani, ai beagle docili e ai bastardini mordaci.
Grazie a Padova e ai portici, i negozietti, il mercato delle erbe ed i venditori di banane nane, le zone pedonali e quelle che non lo sono affatto, agli automobilisti che mi hanno misericordiosamente schivata in quest’ultime, la goliardia universitaria, le finestre socchiuse, i fiori sui davanzali, le facciate diroccate, i caffè rivoluzionari e i pub scozzesi.
Grazie al Santo, alla piazza del mercato, i chiostri, le magnolie giganti, i giardini botanici, la natura rigogliosa in cui perdersi è una tentazione enorme, agli aceri giapponesi, alle querce e ai platani.
Grazie all’immenso ed appagante stordimento che provo ogni volta in cui assaporo da vicino l’essenza sacra e terribile degli alberi e delle piante, il profumo dei tigli, l’odore del muschio sulle cortecce, la calma serafica e paziente indotta dall’attesa dell’attimo perfetto in cui scattare una fotografia, mentre il vento muove le fronde.
Grazie alle fotografie, fatte e ricevute, che non sono mai abbastanza, ma pur sempre troppe da mettere a posto in poco tempo ma che arricchiscono i ricordi e fanno rivivere tutti quei momenti.
Grazie ai due fornelli e al cibo che ci abbiamo preparato secondo la ben nota leggerezza culinaria mannarica, al sushi, al cibo messicano, agli spritz bevuti d’un colpo, al caffè con tequila e cannella, ai digestivi alla liquirizia.
Grazie ai sonnellini pomeridiani sul divano, ai risvegli con le campane, al casino tra cucina e salotto, alle ore piccole a parlare, ricordare, cercare di capire e crescere, ridere, disegnare, scrivere, guardare film con adorabili e mefistofelici vecchietti irlandesi, a dopare Evan e Regolus riempiendoli di risorse e programmi utili.
Grazie alle esperienze medievali, tra le quali una doccia ghiacciata, prove umilianti di corsetti e ripetute ustioni ai fornelli.
Grazie al viva-voce del mio cellulare, alle telefonate zen del Mistico e alle risate rassicurate e liberatorie che ne sono seguite.
Grazie ai tassisti anche quando arrivano in anticipo, ai cinematografi, a Stieg Larsson, a Uomini Che Odiano Le Donne, a Lisbeth Salander, Mikael Blomkvist, alle dosi inumane di caramelle gommose e pop corn, e quest’ultimi che poi sono caduti per terra creandoci il vuoto attorno ed attirandoci gli sguardi perplessi degli altri spettatori.
Grazie alla serenità e alla piacevolezza di un incontro, alla condivisione, all’attaccamento.
Grazie all’amicizia e alle forme bizzarre ed imprevedibili in cui si sviluppa e si consolida.
Grazie agli abbracci e alle coccole, ai riccioli fatti con i lunghissimi capelli di Vy arrotolati attorno alle mie dita in un momento un po’ teso ma superato in fretta.
Grazie agli innumerevoli impegni che mi hanno costretta a scrivere soltanto ora ma che non mi impediranno presto di riprendere il treno e tornare a rivivere tutto questo.
Giugno 6th, 2009 |
se dico che le foto son bellissime lo so, mi ripeto banalmente, ma non ho altre parole. E un grazie così come fa a non essere bello? insieme siete davvero speciali !
Giugno 6th, 2009 |
Gh… Grazie Sabi!
E’ stato speciale davvero! <3
Giugno 12th, 2009 |
Argh, ma perchè devo ammettere di essere assai invidiosa! :-D
Belle le foto, come sempre, ma il punto non è tanto che le foto siano perfette, ma la confidenza rilassata che ne viene fuori.
Direi che è quella la cosa più speciale!
Giugno 12th, 2009 |
Beh, son felice che si noti soprattutto questo.
E’ stato tutto molto rilassato, intimo e naturale, oltre ogni rosea previsione ed aspettativa. ^^
E quando qualcosa sorprende e allo stesso tempo conferma, intenerisce e fa star bene non può che essere speciale ed unico. ^^
Grazie del saluto!