La Signora Dei Funerali
Una lettura piacevole e leggera, assolutamente frivola. Non che mi aspettassi qualcosa di più, o qualcosa di meno.
Forse, in quanto inguaribile romantica, avrei sperato in un perfetto lieto fine, ma forse è stata più giusto così.
Pari e patta, come si sul dire.
E magari avrei apprezzato un tocco più british e gotico, al di là della passione per i cappellini ed il golf.
Piacevole tuttavia il personaggio di lui, Richard, gentiluomo timido e riservato, e piacevole come l’arrivo di Fleur sconvolga e cambi le esistenze dei singoli caratteri.
Il grigio Richard che acquisisce colore, vita, entusiasmo, ed una seconda giovinezza, l’austera e burbera Gillian che inizia a pensare più a se stessa e a vivere meglio, con maggiore serenità, l’insicuro Antony che si avvia verso la maturazione ed acquisisce consapevolezza di sé, delle sue potenzialità. La patetica Philippa che magari troverà maggiore polso e capacità decisionale, oltre che smettere di vivere in un romanzo idilliaco e perfetto, ma terribilmente falso, la piccola Zara che, forse, non diventerà come sua madre. La stessa Fleur che (chissà!) deciderà di fermarsi in un luogo per più tempo, forse perché le piace lui, o forse perché glielo ha chiesto la figlia… Lo sapremo mai? Probabilmente no.
Decisamente questa è la parte migliore della storia, così come il mito della moglie, madre, sorella ed amica ideale ed eternamente compianta e ricordata, la defunta Emily, viene sgretolato e ridimensionato, via via che si prosegue nella lettura. Singolare come si metta piacevolmente in luce che è la cinica ed opportunista Fleur a dare nuova vita a questa famiglia, tirandone fuori pregi e difetti, ma tuttavia valorizzando le singole persone, mentre l’altrettanto macchinatrice Emily tendesse a fare l’esatto contrario, offuscando con la sua artefatta perfezione sia luci che ombre di chi le stava attorno, per poi passasse per moglie, madre e sorella encomiabile.
Alla fine rimane una punta d’ipocrisia che nell’insieme dell’alta borghesia magari ci può anche stare: Richard chiude un occhio sperando di non idealizzare la sua nuova compagna come ha fatto con la defunta moglie (ma sarà difficile che non accada di nuovo!), riabilita la memoria della moglie con il figlio, e tutti vivono felici e contenti, ma soprattutto ricchissimi.
Innamorati? Forse più i giovani che gli adulti. Anche questo non lo sapremo mai.
Rimangono in sospeso alcuni punti, quasi che l’autrice non riesca a decidersi se buttarla completamente sul cinismo ed opportunismo o dare una svolta più buonista ed apparentemente scontata, rimanendo sospesa tra le due fino alle ultime pagine; così la storia sembra quasi che termini come è iniziata, ma con i dovuti cambiamenti che però arricchiscono i personaggi, lasciando al lettore la possibilità di concluderla nella sua immaginazione, col finale che preferisce.
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