Stamani sono stata contattata da uno studio di Milano intenzionato a pubblicare una mia foto in un libro no-profit sovvenzionato dalla EU sul recupero di ambienti degradati. Lei. Scelta insieme ad altre 5 foto su Flickr, di altri utenti.
Sono caduta dalle nuvole. Piacevolmente. E sono stata pervasa da una strana euforia, simile a quella dopo un esame, ma più vera, meno auto-conclusiva. Amo fare foto ma, non illudiamoci, non so nulla di tecnica, cerco solo di ritrarre ciò che reputo davvero bello, ma lo faccio innanzitutto per me stessa.
E’ il mio Io, il mio personalissimo ritorno alla natura, come l’ha descritto Bruno una volta su Facebook, con grande sensibilità ed empatia.
Una volta sono gli alberi, un’altra le onde di vetro di Fuksas. E Dio solo sa quanto amo le onde ed il mare.
E’ un periodo strano questo, un periodo denso: lavoro, studio, tesi.
Più tutto il resto: le mie passioni, la scrittura, la fotografia, la volontà di non stare chiusa in casa se non in vista del mio prossimo esame.
Altrimenti, fuori. Firenze, Empoli, palestra, non fa differenza. Ma mai chiusa. Sempre in viaggio.
E poi c’è l’organizzazione di Capodanno con le amorevoli Buste, ed il carissimo Scoiattolo Sanguinario che giungerà in queste aretine lande per qualche giorno. Speriamo. Ryanair aiutaci tu.
Voglio che tutto sia perfetto, o almeno provarci. Yes We Can. Se io lo voglio, allora posso davvero riuscirci. Il senso di speranza immensa che mi ha pervasa quella mattina di due settimane fa è ancora dentro di me, e continua ad illuminarmi. Non ci sono limiti alla volontà dell’uomo. L’unica barriera è quella delle nostre menti. E va abbattuta.
Voglio poter arrivare alla prossima estate distrutta ma soddisfatta, su una nave che mi porti, magari non in Grecia, come da 6 anni a questa parte, ma nell’isola che la gente dell’Ellade riconobbe come sorella e amica. Non a torto. E partire per un gastrono-maialoso-tour degno di tal nome.
Sono giorni pieni, talmente tanto che non posso permettermi il lusso di dedicarmi ad una sola delle mille cose che mi impegnano e che sono orgogliosa lo facciano, ma posso solo rimbalzare, freneticamente.
Perchè mi sento parte di tutte loro, perchè non sento di essere capace o potenzialmente tale solo in una di esse, ingegnere, scrittrice, fotografa, verosimilmente grafica che siano, e non voglio lasciarne indietro neppure una. Io sono tutte queste cose. E’ ciò che ho deciso di essere.
Sono giorni pieni ed importanti, ed io ho finalmente fatto in modo di gestire tutto ciò, ma con qualche, particolare, priorità. Perchè tutto ciò che mi distrae dai miei intenti, e che mi allontana da me stessa, è giusto che venga messo da parte, anche solo per due settimane.
Poi, si vedrà.
Quello che non fa la volontà, ci penserà il tempo ad aggiustare.
Ne sono convinta.