Orazio, Odi, III, 30, 6
Qualche cache strampalata mantiene ancora memoria del tempo che fu, come un antico simulacro in rovina…
Fu tutto cancellato e mandato nell’oblio… Eppure rimane sempre qualcosa… Qualcosa…
Con una strana malinconia, una lacrimuccia compassata, e la consapevolezza che forse, se non fosse tutto imploso non saremmo qui, a fare qualcosa di nuovo, di migliore, di più profondo…
Ghignando…
Come il vecchio Orazio…
Non omnis moriar.
P.S. In tutto ciò c’è da ringraziare i momenti megalomani di Gwill quando cerca se stessa in rete e poi finisce per fare l’archeologa cibernetica. XD