Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento….
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

» Auschwitz « Francesco Guccini.

Per non dimenticare i 6milioni di morti dell’Olocausto, e con loro, la prigionia e lo sterminio da parte del nazifascismo del popolo dei rom, degli zingari, degli oppositori politici ed ideologici, dei malati, degli portatori di handicap fisici e psicologici e degli omosessuali.
E’ più che giusto, è doveroso ricordare la Shoa, ma allo stesso modo ritengo che le lacrime che giustamente versiamo di fronte alle testimonianze dei sopravvissuti saranno vane se permettiamo che questo accada anche oggi.
Non servono 6milioni di morti ogni volta per prendere coscenza dello sterminio, ancora oggi ci sono popoli che sono oppressi, che soffrono dell’odio di razza, che vengono uccisi, mentre nessuno fa nulla e i mezzi di informazione spesso tacciono o ne parlano solo dopo del tempo.
C’è tanta ipocrisia, si versa una lacrima per Anna Frank, giustamente aggiungo io, ma magari non si sa che in Ruwanda sono stati sterminate tribù a colpi di machete e mitra forniti dai governi occidentali, non si è fatto nulla per evitare gli stupri etnici, le deportazioni, le fucilazioni e i lager in Ex-Jugoslavia, mentre in Cina ci sono i lager per gli oppositori politici e in Kurdistan la minoranza etnica è stata ammazzata con il gas, senza contare lo sterminio degli Armeni, che ancora nessuno si è deciso a riconoscere come tale.
La lezione durissima e spesso inaccettabile dell’Olocausto sarà vana se permettiamo che questo accada pure oggi, seppur in misura minore (come se si potesse fare differenza tra i morti per l’odio razziale).
Non voglio essere pessimista o polemica, ho sempre fiducia nell’ “intima bontà dell’uomo” come scrisse Anna Frank, ma non posso non pensare e temere che questo possa di nuovo accadere e che i nostri figli ci accusino della stessa ipocrisia e incapacità di vedere di cui accusiamo oggi i tedeschi degli anni ‘30-’40.

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…