Dopo un mese china sui libri di Elettronica II sono ufficialmente satura, fusa, piena zeppa di nozioni che non mi serviranno un tubo come Ing.Informatico ma che qualche sadico ha voluto mettere pure nel nostro programma.
Ieri mattina ho fatto lo scritto, che sarebbe stato anche fattibile al 100% se una domanda fosse stata pertinente al programma da noi svolto.
Ma c’era da aspettarselo.
Quando un corso è tenuto da tre professori diversi, un assistente, e, di 21 lezioni a disposizione, 12 le abbiamo fatte canonicamente in aula e le altre in laboratorio (ognuna con relazione e tesina obbligatoria sull’esperienza), potrebbe essere un corso bello, fattibile, anche se caotico.
Invece no, dopo il casino, le tesine, c’è pure uno scritto (con l’incognita delle domande fuori programma) e l’orale, in cui, se ti va bene, ti capitano gli assistenti e la passi liscia, se invece ti capitano i professori, ti chiedono anche argomenti che non si sono fatti ma che loro sono convinti di averli fatti perchè stanno ancora con la testa al Vecchio Ordinamento.
Queste sono le cose che mi mandano in bestia, non lavorare duro, studiare anche 10 ore al giorno, a me mandano in bestia le bastardate.
L’avrò detto tremila volte ma … lo ripeto: Ingegneria a Firenze fa schifo, i professori tirano quasi tutti alle gambe, perchè siamo in troppi, e allora perchè non mettere il numero chiuso??? Nooo, non sia mai, sennò dove li trovano i soldi se le matricole fossero un numero limitato???
Tornassi indietro andrei ovunque ma non a Firenze, e lo dice una che quando va a fare un esame difficilmente prende poco, ma non mi va di tirare in ballo la mia media, di cui vado fiera, chi mi conosce lo sa.

Non voglio neanche tirare in ballo il fatto che nell’ultimo mese mi sono fatta letteralmente un mazzo così pure qui a casa perchè prima mia mamma s’è presa la tonsillite, poi ha avuto l’ispezione ministeriale ed è un mese che torna la sera alle otto e tocca fare tutto a me. Al che m’è venuto in mente di andare a fare la ragazza alla pari in qualche paese straniero, tipo in Irlanda, tanto non verrei sfruttata più che qui.
Premetto che io amo renderemi utile in casa, mi da soddisfazione, ma il troppo stroppia, specie sotto esame …
A parte ciò sono riuscita a studiare e a seguire un po’ di lezioni, che non è poco.
Se sono sclerata si capisce perchè.

In tutto questo clima di attesa per la pubblicazione dei risultati (notare che l’orale è il 16, oggi è il 14 e ancora non si sa nulla), cresce la paranoia e il nervoso, oggi pomeriggio ero così agitata che non mi ricordavo neppure le dimostrazioni più semplici.
Lo so che a fare così faccio solo peggio ma non riesco a non andare in ansia per gli esami, anche quando sono preparata, così è sempre stato, non riesco a superarla, non riesco a razionalizzare.
Detesto dover fallire, oppure non vedere riconosciuto il mio impegno e i miei meriti, senza contare quanto io sia severa con me stessa in questi casi.
In più non vedo l’ora di finirla, non vedo l’ora di dare la tesi, di cercare un lavoro o di fare un master.
Anche se tutto ciò mi spaventa eccome, allo stesso modo di quanto vorrei avere una casa mia, lavorare e vivere con Fede.

Ecco l’ho fatto di nuovo: ha ragione lui, io mi fascio sempre la testa prima di romperla.
Non so come è andato lo scritto, non so come andrà l’orale ma già sono in paranoia … che stress.
La cosa peggiore è che non vengo presa sul serio, perchè sono tutti abituati al fatto che vado in paranoia prima di un esame ma poi ci prendo un votone comunque, beh, che si disabituino … una volta potrà accadermi di segarne uno clamorosamente???

Lo so che c’è di peggio nella vita di tutto questo, lo so che devo imparare a convivere con le mie paure, con i miei limiti, lo so che non posso avere successo sempre, lo so che devo farmi forza, razionalizzare e pensare positivo.
Ci sto provando.
Stasera mi guardo il pattinaggio maschile e faccio un po’ di dimostrazioni, se ho passato lo scritto (lo sapremo mai prima di giovedì???) non vedo perchè non provare l’orale … poi, quando avrò finito, bene o male, giuro che non tocco i libri per una settimana, poi si ricomincia, ma prima mi riposo.
Questo è il bello dell’università.

P.S. La grafica si sta rivelando quanto mai un rimedio Zen per la mia agitazione: domenica, in un raptus di paranoia ho fatto i banner per un ragazzo del forum (devo provvedere a postarli) e ieri, dopo lo scritto di Elettronica II, ho sfogato la tensione sul template che la cara Cissy mi aveva commissionato. Sono soddisfatta di entrambi.
P.P.S. Tra due settimane vado a San Galgano a fare delle foto: non vedo l’ora. Bianco e Nero obbligatorio.
P.P.P.S. Voglio andare in Irlanda, esattamente nel Donegal, ad Ardara e crogiolarmi alla vista del passo del Genglesh e dei Cliffs, è così bello immaginare “letterariamente” un luogo e poi scoprire che esiste ed è esattamente come l’avevo sognato. Retaggio di qualche vita precedente? Comunque … Shamborn No Surrender … che per me significa, non mollare mai, non arrendersi!



Erin Go Brag.