Venerdì mattina io e Fede andiamo a pattinare sul ghiaccio. Fede cade e si fa male alla caviglia, dice che non gli fa troppo male e che appena può va dal medico per una fasciatura… In tutto questo c’è da mettere nel conto il programma semi-vacanziero che ci eravamo fatti per questi giorni: 20-21 a Milano ad accompagnare mio babbo, 22-26 in Abruzzo dalla nonna di Fede, 27-28 a Roma da suo cugino con conseguente delirio con fanciulle del forum in zona o quasi… Venerdì sera sul tardi Fede va dal medico, già pronto per partire, e gli dicono che è meglio che stia fermo finché non ha fatto lastre alla caviglia, ovvero lunedì 22. Ergo… Salta tutto, almeno potenzialmente. Milano salta, per il resto aspettiamo le lastre… Il mio umore va giù a picco nel giro di mezzo minuto, vedendomi crollare un progetto che mi rasserena e mi da stimolo da inizio mese. Il mio umore va giù, giù, giù… Non voglio più partire, non voglio fare più nulla, vedo tutto nero. Come spesso mi accade in questo periodo. Buio… Buio… Buio… Quella notte ho dormito malissimo, ma, alla fine, siamo partiti ugualmente. Al posto di Fede è venuto mio fratello, che ha bigiato scuola, e, dopo 3 ore e mezzo di treno, eccoci a Milano. Da lì in poi è stato tutto un crescere, dalla Fiera bellissima, alle foto alla copertura di Fuksas, dalla cena con degli amici di vecchissima data dei miei (per i quali non ho davvero parole, perchè sono stati piacevoli, gentili, simpatici, disponibili, e tutto ciò che c’è di meglio al mondo ed in misura che raramente si può incontrare), alla passeggiata in notturna per i Navigli, dalla breve ma intensa girata per il centro di stamani (comprato vestito *_* e svaligiata libreria), fino al pranzo e poi alla partenza… Non ci credevo, non ci speravo, il tempo è volato e mi sono divertita tantissimo, e pensare che non volevo più partire. E’ sempre così, è sempre così, dannazione… Domani mattina vediamo queste lastre e, chissà, magari si parte martedì, o altrimenti si vedrà. Stasera sono stanca ma soddisfatta, le foto sono venute bene e non vedo l’ora di metterle apposto e poi in rete, in treno ho pure scritto un po’ di romanzo, il che non guasta. Si vede che Sam s’è gasato con l’architettura moderna: cyber il giusto… E domani… Si vedrà. Si vedrà… Forza e coraggio, Lele.