Timide Rimembranze di Storie Perdute e Ritrovate

Down by the salley gardens my love and I did meet;
She passed the salley gardens with little snow-white feet.
She bid me take love easy, as the leaves grow on the tree;
But I, being young and foolish, with her would not agree.

In a field by the river my love and I did stand,
And on my leaning shoulder she laid her snow-white hand.
She bid me take life easy, as the grass grows on the weirs;
But I was young and foolish, and now am full of tears.

Down By The Salley Gardens – W.B. Yeats

Dedicata a tutto quello che non esiste e non esisterà mai se non nella mia mente, e, di riflesso, di chi mi ha accompagnata per un certo tratto, e di chi continua a farlo da un po’ di anni, lungo questo viaggio immaginifico, tappa dopo tappa, con gli alti e i bassi, superando crisi creative e momenti in cui neppure sognare aiuta distogliere la mente dalle oppressioni, un qualcosa che, inizialmente, dai miei pensieri ha acquisito la fiammella della vita, anche se solo virtuale, poi si è espanso, diventando non più solo, semplicemente ed egoisticamente mio, e che, ancora, dopo del tempo, continua a piacermi e a farmi sognare, come quel primissimo giorno che, complici le noti di Chopin, iniziai a scrivere inconsapevole di continuare a farlo ancora, e ancora…
Certe storie non finiscono nel nulla, o, complici l’entusiasmo del momento iniziale, consumano inevitabilmente la loro linfa, certe storie non finiscono, magari si fermano, ma ci vuole pazienza, dedizione, perchè… Non è tutt’oro ciò che brilla, né gli erranti son perduti. E niente si perde nel mondo delle idee. Certe storie nascono e continuano perchè si sa aspettare e fidarsi davvero, anche quando qualcos’altro offusca la vista o occupa i pensieri, e forse sono cose che si capiscono solo quando, consapevolmente, si può provare entrambi i punti di vista, di chi attende, e di chi è atteso. Certe storie non si fermano perchè non c’è solo quello, e perchè si impara a non dover sempre aspettare con l’ansia di un rifiuto. Certe storie esistono perchè non tutti i cerchi si chiudono e rimangono incrinati, ma perchè nell’ottica del puzzle, ogni tassello, anche il più piccolo, dà una mano a completare l’opera.
E, completata quella porzione di mondo, ricominciamo…

ma chi c’ammazza U_U

2 Responses

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  • pro-gatto says so:
    Maggio 26th, 2008 |

    A parte che in questo momento sono ad alto rischio commozione, io sarei portata a continuare la citazione, che anche il resto mi sembra indicato:
    ” …il vecchio ch’è forte non s’aggrinza, le radici profonde non gelano.
    E tutto continua a crescere, o ad andare avanti, senza mai arrendersi…

    …ma chi c’ammazza, no?

  • Galuth says so:
    Maggio 27th, 2008 |

    Eh ma se ti commuovi tu io divento la Fontana di Trevi çOç
    Un enorme cane nero bavoso e piagnucolante che fa le fusa addosso ad un pro-gatto talvolta anche ululante XD

    Direi che mi sono espressa già a dovere… “Dovevo” fare un post per tale occasione, ci voleva proprio, ma mi sono mancate le parole per qualche giorno… E le tue di risposta mi hanno decisamente risollevato una serata deprimente, a riprova di quello che è stato già ampiamente scritto.

    *luv luv*

    P.S. Ci provano ad ammazzarci ma noi siamo più furbe, e pure più stronze. U_U *scaccia via moscerino con mano inguantata da vera prima donna*

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