Il Mio Blog

Mi sono spesso chiesta perchè una persona voglia poter usare un diario accessibile a molti sguardi, anche di gente che neppure conosce.
In realtà penso che, alla fin fine, non ci sia molta differenza tra un blog e un diario con il lucchetto: anche qui c'è modo di occultare post, a tutti, oppure di renderli visibili ad una ristretta cerchia di utenti. D'altro canto è anche possibile lasciare tutto in chiaro e scrivere con un linguaggio in codice comprensibile solo ad una élite di fortunati lettori, attraverso strani messaggi subliminali.
Ma internet è bello perchè c'è posto per tutti, e c'è spazio di critica (e conseguente rosicamento) per tutti, dal blog dell'adolescente che storpia l'italiano come se dovesse pagare un tot al post, al ragazzo emo appena mollato dalla bella di turno che vuole immolare la sua giovinezza ascoltando musica emo, vestendosi emo e parlando emo, dai blog incazzati di chi ce l'ha sempre con il mondo, a quelli in cui sono più le faccine disegnate che le parole scritte, dal blog impegnato in cui ogni post è un comizio di Borghezio (brr!), a quello in cui si parla semplicemente della propria vita, simile eppure diversa dalle altre.
E la cosa più divertente è avere la consapevolezza che tutto ciò potrebbe essere anche un divertentissimo fake, e, in questi casi, il pubblico del popolo telematico è sempre pronto a ricoprire di insulti il figurante di turno, a riprova del fatto che Internet non è altro che un'enorme, ridondante, replica esasperata ed amplificata della vita reale. Spesso un blog è come un sito su se stessi: è un'auto-celebrazione. Anche la persona meno dotata di ego sulla terra, nel momento in cui aprirà un blog ne acquisirà automaticamente uno, anche se microscopico. E a volte pure emo.
Non so a cosa serva, forse a dedicare del tempo a noi stessi, forse a poter dire ciò che a voce non si ha il coraggio di dire, forse a mostrare ciò che si fa giornalmente, forse a pubblicizzare noi stessi.
Il blog è ego in forma di bit con periodiche richieste di attenzioni via FeedRSS.
C'è da chiedersi allora che razza di blog sia il mio: è molto simile ai miei vecchi diari d'un tempo, quando spulciavo i giornali alla ricerca di immagini che mi piacevano e, armata di forbici e colla stick, facevo patchwork sulle pagine a quadretti dell'agenda di turno.
Non è particolarmente incazzato, forse perchè preferisco incazzarmi a voce, e magari trarne le conclusioni in forma di pensieri per iscritto solo a mente lucida. Non ci troverete messaggi in codice, anche perchè se dovessi farli mai, sarei talmente megalomane da metterci insieme una bella caccia al tesoro di crittografia, alla facciaccia vostra. Non ci troverete, in linea di massima, post depressivi, perchè non mi piace rileggere le mie paturnie dopo che mi sono, finalmente, passate, e poi sono dell'opinione che, se proprio devo ricordarmi di qualcosa, allora che siano le migliori, tanto ho comunque buona memoria per ogni cosa, anche senza doverla appuntare da qualche parte.
A cosa serve, allora, GothOptimistic?
A mostrare disegni, foto, e chi più ne ha più ne metta, per raccontare viaggi, incontri, film, libri, musica, deliri tra amiche, per parlare di fatti bizzarri, di ciò che mi piace. Aspettatevi tutto e niente. Semplicemente io, ed il mio ego. Che non è emo.